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n.10 febbraio 2011
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Il social network invade la società?
La scuola si adegua...
di Zeus Natalina Giovanna - Scuola & Tecnologia
netpuplis
netpuplis
Un tempo i due tradizionali enti di educazione e anche di socializzazione erano la famiglia e la scuola, ma nella nostra società non si può ignorare l'importanza, sempre maggiore, che acquisiscono le comunicazioni di massa.
Un mezzo di comunicazione di massa o mass media è un mezzo di comunicazione attraverso cui è possibile diffondere un messaggio, secondo le caratteristiche proprie del mezzo, ad una pluralità di indistinti e diffusi destinatari.
La socializzazione prodotta da alcuni media in particolare è veloce e interattiva; i media forniscono informazione sulla realtà sociale, allargano la sfera delle conoscenze che possono essere utilizzate negli scambi sociali.

Un grande fenomeno sociale che coinvolge, incuriosisce e diventa argomento di discussione, direttamente o in direttamente, tra le nuove generazioni è sicuramente il social network.
Da facebook, a twitter il mondo di internet è invaso da persone che "comunicano tra di loro" via internet.
E' un fenomeno che coinvolge non solo adulti ma spesso e volentieri giovani e più giovani.

Una rete sociale o un social network permette di creare un profilo pubblico o semi-pubblico, la realizzazione di una lista di contatti e permettono di gestire on line amicizie e di accrescere la propria rete di contatti.
E' possibile costituire delle community tematiche, gruppi di scambio, in base alle proprie passioni e interessi, aggregando ad essi altri utenti.

Facebook è un social network destinato alla comunicazione solo tra adulti, cioè devi avere almeno tredici anni per iscriverti, ma la facilità dell'iscrizione e la impossibilità di verificare la vera età dell'iscritto lo rende un mezzo di comunicazione "fuori controllo".
Così questo mondo è invaso anche dai più piccoli, come gli alunni delle scuole elementari. Durante la giornata scolastica li senti parlare tra di loro "in codice": "hai visto il mio profilo? Ti iscrivi al gruppo? Hai visto le foto che ho messo?".

La scuola non può non occuparsi di questo nuovo fenomeno di comunicazione di massa che interessa anche i più piccoli (sebbene fino ai 13 anni i bambini/ragazzi non dovrebbero accedere come da regolamento) e non può non tenere in considerazione questo nuovo modo di comunicare, di interagire; anzi, dovrebbe ricercarne e valorizzare soprattutto gli aspetti positivi!
La centralità dell'educazione diventa punto cardine su cui fondare un comunicazione educativa. Per noi insegnanti diventa necessario accompagnare i bambini e ragazzi a scoprire i diversi modi di comunicare per poter sperimentare nuove forme in modo sicuro e consapevole.

Questo è quello che ha fatto la mia scuola insieme ad altri istituti.
A seguito del concorso indetto dalla Regione Lazio per fondi europei destinati all'educazione nella navigazione sui network, nasce il progetto in rete Netpupils che vede coinvolte queste scuole di Roma: I.C. Via Perazzi, I.C. Via Niobe, I.C. Via Nobiliare, I.C. Laparelli, 77° CD G.G.Belli, 143° CD Spinacelo, SMS Nistri-Respighi.Con il 143° CD Spinaceto in qualità di scuola capofila, hanno partecipato al bando della Regione Lazio: "Progetti rispondenti alle priorità di cui alla Misura 2 Azione 3 dell'Allegato A alla D.G.R. n.628/2009 Piano Annuale Diritto allo Studio Anno scolastico 2009/2010" con il progetto: Social network per preadolescenti e prima adolescenza e creato il social network Netpupils grazie alla collaborazione tecnologica e psicoeducativa degli esperti dell'Associazione Sysform.

Lo scopo del progetto è ..."quello di mettere gli alunni in una condizione di apprendimento dell'uso di un social network in modo che "tutti" possano accedere correttamente ai nuovi sistemi di comunicazione utilizzati dai giovani, mettere gli adulti (docenti e genitori) in grado di conoscere e comprendere i nuovi sistemi di comunicazione che utilizzano i giovani, capire i punti di debolezza e valutare i punti di forza.
(...)"Riteniamo fondamentale che la scuola si faccia promotrice di iniziative per avvicinare i giovani all'uso più consapevole dei sistemi di comunicazione piuttosto che "sopportarne" o "svalutarne" l'impiego per rinforzare i docenti a condividere linguaggi e strumenti di comunicazione più vicini ai ragazzi per supportare i genitori nell'approfondimento di una corretta informazione verso i sistemi di comunicazione maggiormente utilizzati dai propri figli.
(...)"Il convincimento è che la propria identità di sistema che si dedica all'istruzione, alla formazione e all'educazione delle nuove generazioni, deve assumere tra i propri obiettivi proprio quello di educare i giovani a padroneggiare i nuovi mezzi di comunicazione con la consapevolezza del loro potenziale e dei limiti che possono presentare.Educare e formare significa rendere capaci i giovani di assumere comportamenti "critici" nei confronti di queste nuove forme, di saperle sviscerare e di poter riflettere su ciò che stanno utilizzando abitualmente, favorendo quindi una capacità meta-cognitiva che li renda attori delle loro azioni e non solo fruitori abitudinari.
(...)"Riteniamo che imparare ad utilizzare i social networks, a "starci dentro bene" sia meglio che rincorrere mostri ed evitare contatti. Per questo motivo lo scopo del presente progetto è quello di creare un ambiente interattivo coinvolgente ed attuale (i social network in circolazione, come facebook ..) e permettere che i ragazzi preadolescenti -attratti da questi sistemi di comunicazione- si possano mettere in gioco avendo acquisito capacità e competenze e potendo riflettere insieme ad adulti "competenti" anche in questo settore: genitori e docenti.
Non si tratta di invadere lo spazio dei giovani ma non possiamo demandare solo a loro la possibilità di capire in che gioco si possono mettere e, dall'altra parte, abbiamo bisogno di "insegnare" a tutti come si può fruire di questi sistemi di comunicazione, affinché questi non diventino elemento di discriminazione tra chi sa e fa e tra chi non sa e non può fare!



Sono proprio i ragazzi che gestiscono il social network, noi insegnanti stiamo lì a guardare, o meglio a sentire cosa succede, perché noi non possiamo "entrare", è uno spazio loro, organizzato da loro, deciso solo da loro, regolato e alimentato solo da loro. Questa indipendenza li motiva, li incuriosisce e li rende partecipi.


Nella prima fase del progetto, dopo l'informativa fornita tramite questionari ed incontri alle famiglie sulle motivazioni e sull'avvio del progetto, sono stati formati "gli studenti senior", cioè il gruppo "capofila", studenti scelti in base a criteri stabiliti dal gruppo dei docenti referenti e dalla Associazione Sysform che ha ideato e realizzato il progetto, con il compito di: inaugurare il social network, varare il regolamento, farsi portavoce dei primi incontri di formazione e delle novità presenti nel portale ai ragazzi delle propria scuola al fine di agevolare le nuove iscrizioni, ed allargare così amicizie e contatti su Netpupils, essere tutor dei nuovi iscritti e "tramite informativo" per il docente referente.

Siete curiosi di sapere come sta andando? E'un successone!!! Vedo i ragazzi entusiasti, motivati e partecipi, responsabili di ciò che possono fare. Per il momento ci sono oltre 900 iscritti e continue richieste di potersi registrare.
Il social network è "chiuso" e solo gli alunni di queste scuole per ora possono accedervi e sono ragazzi dalla quarta elementare alla terza media. Per tutta quella "fetta" di iscritti che non dovrebbe accedere e utilizzare Facebook.

La comunicazione in questo social network rispetta regole di correttezza, rispetto degli altri utenti e soprattutto della privacy propria ed altrui. L'entusiasmo dei bambini/ragazzi è grande: si organizzano, scambiano opinioni in classe, allargano le loro amicizie in modo sicuro, consapevole e propositivo. Con questo progetto è possibile accompagnare a sperimentare la comunicazione come strumento di crescita, efficace e consapevole in gruppo, utilizzando anche un social network, creare un clima relazionale nella classe e nella scuola favorevole al dialogo, alla comprensione e alla collaborazione, promuovere nuove strategie di comunicazione sia tra coetanei che con gli adulti, individuare regole per interagire, ascoltarsi e ascoltare l'altro.

A proposito, si comincia a parlare di noi: leggi l'articolo apparso sul giornale Leggo del 15 febbraio, l'articolo "Il Facebook dei bambini" di Lorena Loiacono (link nella spalla dx)

Natalina Giovanna Zeus, docente I.C. Via Perazzi - Roma
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