Torna nella homepage
 
n. 77 novembre 2017
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:17 Dicembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'La diversità come valore'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
La diversità come valore
Imparare dalle differenze, a scuola e per la vita
di Ventre Angela - Inclusione Scolastica
Ho iniziato ad insegnare circa dieci anni fa, poco rispetto a chi vanta più esperienza nell'insegnamento, eppure credo che il senso di disorientamento, che ultimamente accompagna la mia professione, accomuni vecchi e giovani colleghi.
La scuola, in cui ci troviamo ad operare, è in continuo cambiamento e il nostro agire educativo con essa. Oggi, noi siamo chiamati a ripensare, rimodulare il nostro modo di lavorare, a guardare all'alunno, proiettandolo verso il futuro, immaginandolo come un cittadino inserito nel contesto sociale e mondiale che lo circonda. Siamo chiamati a sviluppare quelle conoscenze, competenze insite nella propria persona e acquisite che gli permetteranno di partecipare consapevolmente alla costruzione di realtà più ampie e composite, siano esse nazionali, europee o mondiali (Indicazione Nazionali 2012). Ciò significa formare l'alunno nella sua globalità, stimolando interessi, curiosità, voglia di partecipare, senso etico, capacità di collaborare, solidarietà, tutta quella serie di elementi non strettamente cognitivi, ma che danno valore alla persona e che lo renderanno cittadino sensibile, attento e capace, al quale verrà affidato il mondo di domani.
L'allievo è chiamato ad apprendere non solo conoscenze, ma a interiorizzare una metodologia di apprendimento che lo renda capace di proseguire il proprio cammino di crescita. Di conseguenza, ciò su cui si deve focalizzare il nostro modo di insegnare, di fare didattica è come l'alunno apprende.
La didattica si trasforma, diventa attiva, laboratoriale, partecipativa, inclusiva. Si aprono le porte all'apprendimento vivo, concreto, reattivo, cooperativo e inclusivo, che procede tenendo conto delle pluralità dei soggetti.
E'una scuola, quella in cui viviamo e operiamo, in cui la didattica include, pensa, progetta tenendo conto indistintamente di tutti e di tutte le potenzialità. Una scuola che, come diceva Canevaro, non si deve muovere sempre nella condizione di emergenza, in risposta cioè al bisogno di un alunno con delle specificità, che si differenziano da quelle degli alunni "normali", ma si deve muovere sul binario del miglioramento organizzativo perché nessun alunno sia sentito come non appartenente, non pensato e quindi non accolto (P. Sandri, 2010).
Una scuola profondamente inclusiva sa intercettare i diversi bisogni educativi e rispondere adeguatamente a tutte le difficoltà, sa prevenirle, eliminando le barriere dell'apprendimento in modo che l'alunno si senta riconosciuto, sostenuto, valorizzato; si impara a vivere con le differenze. E' uno spazio di convivenza nella democrazia, nelle quali il valore dell'uguaglianza va ribadito e ristabilito come rispetto della diversità, che deve essere considerata risorsa e ricchezza, piuttosto che limite.

Niente è più ingiusto che fare parti uguali fra disuguali (Don Milani, 1967).


Angela Ventre, insegnante di sostegno, I.C. "Alfieri - Lante della Rovere", Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional