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n. 26 ottobre 2012
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Il volontariato, un pilastro dell'educazione del 21° secolo
Per una società della conoscenza inclusiva
di Molina Alfonso - Orizzonte scuola
Non vi è dubbio. Questo è un momento straordinario. La scienza compie passi da gigante e la tecnologia, con i suoi rapidi e continui cambiamenti, riesce ancora a stupirci, a superare immaginazione e sogni. È formidabile il progresso nei campi di robotica, nanotecnologia, genetica, reti semantiche, teorie della complessità e della neuroscienza, così come lo sviluppo di altre realtà (ad esempio quella virtuale, quella aumentata o mista) che puntano verso un futuro di realtà immersive aperte e configurabili, a secondo dei bisogni economici, educativi e sociali. Tutti progressi che inevitabilmente avranno un impatto di grande portata sull'uomo e sul pianeta anche se non sempre in maniera intelligente, né sostenibile.

Cosa manca? Manca lo sviluppo di una società della conoscenza inclusiva, cioè di una società in cui tutti, senza alcun tipo di discriminazione, possano trarre vantaggio da conoscenza, nuove tecnologie e innovazione che sia in grado, come sostiene l'Unesco, di promuovere forme di solidarietà nuove a favore delle generazioni presenti e future. Un obiettivo per niente facile da conseguire in una società che associa lo sviluppo esclusivamente alla crescita economica, l'innovazione alla competitività e la solidarietà al settore delle organizzazioni non governative e alle politiche di sostegno internazionali istituzionali.



La vera grande sfida è dunque quella di attivare dinamiche virtuose e sinergiche tra educazione, innovazione, inclusione e valori culturali. Bisogna stimolare pensieri, abitudini e comportamenti basati sui migliori aspetti della multidimensionalità umana perché solo così sarà possibile crescere e creare una società della conoscenza più giusta e inclusiva. Il volontariato è un'attività che naturalmente fornisce questo tipo di educazione e, quindi, riveste un ruolo cruciale nella crescita umana, individuale e collettiva. L'alto valore educativo e formativo fa del volontariato un pilastro dell'educazione del 21° secolo, un'educazione che include lo sviluppo di competenze per la vita come la creatività, il pensiero critico, la capacità di comunicare e di lavorare in squadra, la responsabilità personale e sociale e ad altri aspetti positivi non sempre presenti nel sistema dell'educazione formale, ma che tuttavia sono riconosciuti come cruciali per il successo personale e lavorativo.

Tutto ciò porta a pensare a un nuovo tipo di volontariato che alzi sostanzialmente il livello del valore formativo, creando processi sistematici e partecipativi di apprendimento personale e sociale intorno alle esperienze di progetti concreti per il bene della comunità. Oggi si parla molto di educazione attiva, esperienziale, basata sui progetti. Questo è precisamente ciò che un nuovo volontariato può fare, in particolar modo per l'apprendimento sistematico delle competenze per la vita che deve passare necessariamente attraverso formazione e apprendimento attivo; partecipazione e creazione d'innovazione sociale; contatto e acquisizione di esperienze e competenze. Solo così i giovani possono prepararsi al futuro ed essere protagonisti attivi di un nuovo mondo.

Fondazione Mondo Digitale
Fondazione Mondo Digitale
La mission di Fondazione Mondo Digitale (FMD) è appunto quella di lavorare perché il sogno di una società della conoscenza inclusiva diventi realtà. E lo fa attraverso i "volontari della conoscenza", volontari digitali che condividono le proprie competenze con gli anziani attraverso il piano di alfabetizzazione digitale nazionale "Nonni su internet". La squadra di "volontari della conoscenza" della FMD rappresenta un capitale umano e sociale da nutrire, motivare, valorizzare, accompagnare, e supportare nel processo di acquisizione delle competenze per la vita.

Proprio pensando a loro, la Fondazione Mondo Digitale ha sviluppato il "Volontariato del 21° Secolo", un progetto di carattere educativo, formativo e a impatto sociale che, grazie ad una azione strategica di capacity building e di empowerment, mira ad avviare progetti di innovazione sociale e di sviluppo territoriale per la crescita, ispirandosi agli scenari e alle priorità strategiche delineati a livello europeo (il 2011 è stato l'anno del Volontariato e il 2012 è l'anno per l'invecchiamento attivo). Il percorso proposto, di carattere modulare, flessibile e partecipato, nasce dal connubio tra le competenze della Fondazione Mondo Digitale e le esigenze espresse dai volontari che si impegneranno a partecipare o ad attivare progetti concreti di innovazione sociale, partendo dalla rilevazione dei bisogni territoriali. La metodologia integra approcci sviluppati e sperimentati dalla Fondazione, quali educazione attiva, costruttiva, esperienziale, integrazione tra la visione teorica e lo sviluppo di strumenti concreti per intervenire, la dimensione fisica e virtuale dell'innovazione sociale, con il patrimonio di conoscenza che sarà messo a disposizione nella libreria digitale della Fondazione, anche attingendo alle iniziative esistenti a livello nazionale, europeo, internazionale.
Alla gratuità del volontariato viene affiancata la possibilità di accrescimento delle proprie competenze e di sviluppo delle proprie attitudini. La Fondazione offre una metodologia e un patrimonio di conoscenza nell'innovazione sociale e i giovani volontari scelgono i percorsi da avviare. Il risultato è tutto da sognare e poi da realizzare.

La stessa Commissione Cultura del Parlamento europeo ha definito il volontariato come "motore per la promozione di una cittadinanza attiva ed elemento chiave per migliorare la coesione sociale, promuovere l'occupazione e aumentare il capitale umano e sociale" e sostiene la creazione di un "passaporto delle competenze" per facilitare appunto il riconoscimento formale in Europa delle competenze acquisite durante le attività di volontariato. Un valore aggiunto che dovrebbe facilitare le scelte professionali e la ricerca di un impiego. La Fondazione Mondo Digitale su questo sta lavorando attivamente con l'obiettivo di contrastare, tra altre grandi sfide sociali, il fenomeno dei giovani Neet (Not in Education, Employment or Training) che in Italia sono il 23%.

Alfonso Molina, professore di Strategie delle Tecnologie all'Università di Edimburgo e direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale
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