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| Imparare comunicando nel magic circle |
| L'insegnamento-apprendimento della L2 in modo naturale |
| di Ansuini Cristina - Integrazione Scolastica >>> L'esperienza a scuola |
Qualche anno fa, spinta dalla mia innata curiosità e dalla voglia irrefrenabile di rinfrescare il mio stile di insegnamento, mi sono avvicinata ad un corso che prometteva di insegnare ad insegnare l'inglese anche a coloro che non conoscevano questa lingua.
Si trattava del "Hocus and Lotus" basato sul metodo dell'"insegnante magica", ideato dalla Prof.ssa Taeschner dell'Università degli Studi di Roma "Sapienza".
La cosa mi ha incredibilmente intrigato, un po' perché questo "pezzo" dell'inglese è proprio uno di quelli che manca alla mia formazione - sono sempre stata affascinata dalla Francia e "francofona", per così dire - un po' perché avevo l'occasione di rinverdire la mia formazione di Psicologa e scoprire i meccanismi che stanno dietro l'apprendimento di una lingua straniera, avendo in tal modo anche la possibilità di favorire l'integrazione di bambini inseriti nelle nostre classi che non conoscono ancora la nostra lingua.
Il fatto poi di apprendere in qualche modo la lingua inglese insieme ai bambini mi dava modo di mettermi dalla loro parte, di fare in modo che si creasse un filo di empatia unico e solido.
Frequentando in corso e mettendo in pratica le acquisizioni, le tecniche e le modalità attuative, ho scoperto come, anche in questo caso!, è importante la comunicazione e le modalità con cui si attua, almeno quanto le competenze linguistiche che si intendono trasmettere!
La parola chiave è infatti proprio questa: COMUNICAZIONE, verbale e non verbale, delle parole sì, ma anche dei gesti, delle espressioni, dei movimenti.
A dire il vero nella scuola c'è molta attenzione a questo aspetto nei processi di insegnamento-apprendimento: si parte sempre dalle esperienze dei bambini, si tenta di entrare in sintonia con loro attraverso i canali della spontaneità, della naturalità, per creare una rete affettiva che consenta di inserirci i contenuti e le tecniche da trasmettere.
Ma questo non avviene sovente per quanto riguarda la L2, anche quando questa sia l'italiano per i bambini stranieri. Spesso ci si affida a rassicuranti guide ed eserciziari, soprattutto negli ordini di scuola superiori, che presentano e propongono la lingua straniera attraverso l'apprendimento di regole grammaticali, un po' come si fa per le lingue cosiddette morte - il greco, il latino - lo scopo dello studio delle quali però non è l'utilizzo pratico, la comunicazione appunto, ma la conoscenza di un mondo culturale del passato.
Vari studi - e tanta pratica! - hanno dimostrato invece che l'unico modo di imparare una lingua straniera è quello naturale del dialogo: la voglia di comunicare è il primo passo che ci spinge ad apprendere una nuova lingua!
Già in "Lettera a una professoressa" della scuola di Barbiana di don Milani si affermava come fosse fondamentale PARLARE la lingua straniera corrente e saperla utilizzare in senso comunicativo.
Ma in cosa consiste questo metodo dell'insegnante magica? Come proporlo a scuola? Chi sono Hocus and Lotus?
Si tratta di creare una condizione speciale, il cerchio magico, all'interno della quale vengono raccontate - only in english! - e mimate delle buffe storie, vissute da Hocus e dai suoi amici, ma che fanno parte del vissuto di ognuno.
Per realizzare il magic circle occorre fare una serie di riti: indossare una maglietta magica, formare il cerchio, prendersi per mano, chiudere gli occhi, contare da 1 a 10 in L2, riaprire gli occhi e vivere il magic moment della storia.
L'insegnante deve guidare il gruppo, pur facendone parte integrante, raccontando la storia, mimandola e facendola poi ripetere nelle parole e nei gesti agli altri componenti del cerchio, non facendo mancare a nessuno un suo sguardo di approvazione o un suo cenno di assenso.
Dopo il racconto mimato, c'è la canzone relativa alla storia, il libricino che la riporta con baloons e didascalie da leggere insieme, quindi il rito di uscita, tenendosi per mano, chiudendo gli occhi e contando da ten a one, infine un applauso, un'uscita dal magic circe togliendo la maglietta magica e tornando al parlare l'italiano.
Il tutto può essere ancora completato dalla visione del cartoon della storia.
È un metodo di lavoro molto coinvolgente: l'insegnante non deve mettere in gioco solo le sue competenze linguistiche, ma tutta la sua capacità di comunicare e di empatizzare con i bambini.
Grazie a questo sistema, ottimo naturalmente per l'apprendimento della L2, nella comprensione, nella pronuncia, nell'espressività, sono riuscita a creare un legame emotivo speciale con il gruppo-classe, anche con coloro che avevano qualche difficoltà e con quelli appartenenti ad altre culture e con lingue madri diverse dalla nostra: nel magic circle anche questi bambini si sentivano parte di un mondo che non li escludeva, ma che li faceva essere proprio come tutti gli altri, potevano agire le situazioni ed esprimersi in modo nuovo alla pari del resto del gruppo!
Cristina Ansuini, Psicologa, docente presso la Scuola Elementare "2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma
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