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n.22 aprile 2012
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In palestra e allo specchio
Giocare con la psicomotricità a scuola
di Lugaresi Adriana Nora - Didattica Laboratoriale
Come l'educazione sul piano della motricità, della percezione e consapevolezza corporea può contribuire allo sviluppo di abilità psico-fisiche nei bambini.

La sperimentazione corporea, come abbiamo visto nel numero precedente di questa rivista, può favorire in modo efficace il processo di apprendimento del bambino.
A tale scopo, l'educazione psicomotoria prevede una serie di attività essenziali.

Qui di seguito vengono descritte alcune pratiche di base che possono essere realizzate anche all'interno di un ambiente scolastico. Basta la zona palestra ed uno specchio.


La respirazione ("insegnare a respirare!")
L'educazione psicomotoria mira a dare consapevolezza e controllo dell'atto respiratorio. Quest'ultimo risulta associato sia alla percezione del proprio corpo (gioco del torace e dell'addome, della cassa toracica, dei polmoni) che all'attenzione rivolta verso l'interno, la quale permette di controllare il rilasciamento generale e quello segmentario. Vi è una stretta relazione tra respirazione e comportamento, così come tra tenuta respiratoria e ansia, tra possibilità di apnea e capacità di attenzione. L'esistenza di relazioni funzionali tra il centro respiratorio e certe aree corticali e subcorticali del cervello è ormai provata in modo indiscutibile.
Agli inizi del processo riabilitativo, la respirazione viene utilizzata allo scopo di indurre nel bambino l'apprendimento ed il controllo dell'espirazione. In tal senso, è necessario che il bambino sia in grado di soffiare con la bocca, anche a lungo, per poter infine espirare dal naso ed imparare a soffiarselo.

Esercizi mirati a tale scopo:
a) Uso di una bottiglia con acqua e di una cannuccia per giocare a fare le bollicine - Uso di un palloncino e ci si soffia dentro - Uso delle bolle di sapone (fare bolle grosse e piccole) - Giocare a calcolare la durata dell'espirazione - Successivamente: inspirazione nasale seguita da espirazione buccale  far ripetere al bambino prima davanti allo specchio e poi sollecitandolo a farlo con gli occhi chiusi (la chiusura degli occhi favorisce l'attivazione della memoria visiva e della rappresentazione mentale).

b) Emissione di suoni tenuti (O, U, A, E, I), insegnando a modulare l'emissione, come da modalità qui di seguito riportate  Forte - Forte e a lungo - Piano - Piano e a lungo - Piano, poi sempre più forte - Forte, poi sempre più piano. Stessa attività dopo aver inspirato profondamente e constatare che, grazie all'aria inspirata, si può resistere di più. Le stesse attività sopra riportate possono essere raffigurate da linee alla lavagna: l'insegnante segue la linea con il dito, il bambino emette il suono.

c) Sentire l'aria sulla mano  Soffiare sulla mano - Soffiare molto forte - Soffiare leggermente - Ripetere, più a lungo possibile - Ripetere con gli occhi chiusi, connettendosi al sentire.

d) Altri procedimenti  Soffiare e far rotolare un palloncino poggiato su un tavolo - Piccolo pezzo di carta posato sul naso: soffiare e la carta si solleva; poi soffiare e tenere la carta in aria più a lungo possibile.

Conoscenza e consapevolezza del proprio corpo
a) Descrizione e poi rappresentazione del proprio corpo, prima di fronte allo specchio e successivamente senza specchio:
? Indicare, toccare gli elementi essenziali (testa, braccia gambe);
? Differenziare;
? Trasferire sugli altri (indicare mano, testa, ecc. del compagno).

Progressivamente le osservazioni diventano più fini, si scoprono le sopracciglia, il naso, le due narici, le ciglia, ecc. Attenzione! Le stesse attività vanno poi ripetute chiudendo gli occhi (favorisce l'attivazione della memoria visiva e della rappresentazione mentale).

b) Coscienza dei diversi elementi. Tutte le attività, qui sotto descritte, vanno realizzate stimolando la chiusura degli occhi e la progettualità del movimento prima di realizzarlo ("Prima lo pensi, lo immagini e poi lo realizzi"). In questo modo si costruisce l'azione tramite l'immaginazione, sulla base del principio che la pianificazione deve sempre precedere il movimento. Favorisce inoltre le capacità attentive e di concentrazione.

Esercizi mirati allo scopo:
Testa e collo  Lasciar cadere la testa, raddrizzarla - Lasciar cadere la testa a destra, a sinistra, raddrizzarla.
Il petto  Peso posato sul torace e tenuto con le due mani: sollevare, abbassare il peso - Le due mani posate sul torace: gonfiare il petto, soffiare. Constatare: il petto si solleva e si abbassa.
Il ventre  Le mani posate sul ventre, tirare in dentro il ventre, lasciarlo andare - Sollevare e posare le gambe e constatare che il ventre si indurisce - Ripiegare una gamba, poi l'altra, allungarle entrambe e constatare cosa accade.
Il dorso  Tenere il dorso aderente alla spalliera di una sedia o ad una parete, poi lasciarlo andare - Rivolgere il palmo delle mani in avanti e constatare che il dorso si raddrizza.
Movimento e immobilità. Camminare... stop! Osservare.

Il rilassamento
I movimenti sono particolarmente legati all'evoluzione della tonicità e diventano veramente efficienti quando si svincolano dall'azione tonica frenante. Per questo il rilassamento costituisce un mezzo insostituibile di educazione che conduce progressivamente al controllo dei movimenti ed alla consapevolezza di tutto l'essere. Permette al bambino di dominare lo spazio corporeo e lo prepara all'azione. Esercizi per una presa di coscienza del rilassamento, da realizzare in posizione supina, piedi leggermente divaricati, palmo delle mani al suolo, occhi chiusi (per una interiorizzazione delle sensazioni):
a) Opposizione stringere - allentare  Stringere i pugni.. allentare i pugni - Stringere i piedi .. allentare i piedi - Stringere gli occhi, corrugare la fronte .. rilasciare gli occhi e la fronte.
b) Opposizione contrazione - allungamento  Contrarre tutto il corpo .. allungare tutto il corpo.
c) Caduta dei segmenti del corpo  Sollevare leggermente una gamba tesa, tenerla così e sentire che diventa più pesante .. lasciarla andare; stessa cosa con le braccia.

Un elemento va educato in modo particolare: il rilasciamento, l'indipendenza del braccio in rapporto alla spalla e al tronco. Questa indipendenza braccio-spalla è la condizione di tutte le attività di coordinazione degli arti superiori, della prensione, dell'educazione della mano e, di conseguenza, dei mezzi di espressione grafica. A tale proposito si rivelano molto utili gli esercizi di coordinazione e precisione qui di seguito descritti.

Coordinazione e precisione
Indipendenza delle dita. Indicazioni generali: vanno educate tutte le dita di entrambe le mani, i tratti vanno sempre tracciati da sinistra a destra. I circoli vanno tracciati in senso sinistrogiro con la mano destra e, nell'apprendimento della scrittura, anche con la mano sinistra.
Esercizi:
a) Alla lavagna  Seguire con il dito un tratto disegnato dall'insegnante - Imparare a fermarsi ed indicare dove si inizia e dove si finisce - Successivamente, seguire tratti sempre più corti o sempre più lunghi - Indicare la linea più corta e quella più lunga - Stessi esercizi in associazione con l'emissione di suoni tenuti - Seguire con il dito un cerchio disegnato alla lavagna - Progressivamente seguire in modo sempre più preciso dei cerchi sempre più piccoli.

b) Le cinque dita della mano  Il pollice è il papà, l'indice la mamma, il medio il nonno, l'anulare la nonna, il mignolo il bambino (o la bambina). Le cinque dita ripiegate: tutta la famiglia è tornata a casa  poi in associazione con l'espressione verbale: il papà esce (estensione del pollice) .. che cosa farà il papà? ... la mamma esce ... che cosa farà la mamma? ... il bambino esce ... dove va il bambino? ... e così via. In questo modo non solo si possono graduare le difficoltà legate al controllo delle dita delle mani ma è possibile far immaginare al bambino tutta una serie di storie. Infine: quante persone ci sono fuori? Quante restano a casa?

c) Il tamburellare  Utilizzando tutte le dita, battere colpi sul banco, sulla lavagna prima con il polso appoggiato e poi con il polso non appoggiato - Successivamente battere con ciascun dito alla volta - Battere in modo alternato con due dita: es., indice e medio, medio e anulare - Accelerare e rallentare la cadenza.


Educazione della pressione
a) Dito intinto nell'acqua o nel talco o nella polvere di gesso (far sperimentare le sensazioni che derivano dai diversi elementi)  Tracciare un tratto alla lavagna, meno largo possibile (a tale scopo, il bambino deve regolare tonicamente, sfiorando la lavagna) - Successivamente, tracciare un tratto alla lavagna più lungo possibile e, se il bambino preme con il dito, scoprirà che il tratto si arresta.
b) Dito intinto nell'acquarello  Stessi esercizi sopra riportati da realizzare su un foglio - Tratti orizzontali e verticali.
c) Con la plastilina  Tracciare un solco più profondo e uno leggero (alternare).

Questa breve panoramica sui giochi psicomotori permette una verifica pratica di come gli apprendimenti scolastici siano solo un aspetto dell'azione educativa in generale. Ricordiamo che nel bambino l'attenzione e la concentrazione partono dal corpo, prima si passa attraverso una sperimentazione sul piano motorio per arrivare, nella gradualità, ad uno sviluppo sempre più funzionale di abilità sul piano cognitivo. In tal senso, se il bambino non impara prima a tracciare dei segni (per es., un cerchio o una linea) su uno spazio ampio (come la lavagna o il pavimento) potrebbe poi avere difficoltà a realizzarlo su uno spazio più limitato, come quello del foglio, dove coordinazione e precisione diventano essenziali.

In sintesi, l'educazione psicomotoria, in quanto migliora il comportamento generale del bambino, può contribuire efficacemente a creare nuove condizioni per l'attenzione, educa le capacità percettive, struttura nel bambino abitudini motorie e neuromotorie corrette. Non può, quindi, che favorire l'integrazione degli elementi che fanno parte dell'educazione scolastica vera e propria.

Adriana Nora Lugaresi, Psicologa - Psicoterapeuta, Roma



Bibliografia
Formenti L. (a cura di) (2006), Psicomotricità, educazione e prevenzione. La progettazione in ambito socio educativo, Ed. Erickson.
Kurtz, Luisa A. (2006), Disturbi della coordinazione motoria - Come aiutare i bambini goffi a casa e a scuola, Ed. Erickson.
Oliverio A. (2001), La mente, istruzioni per l'uso, Rizzoli.
Picq L. - Vayer P. (2002), Educazione psicomotoria e ritardo mentale, Armando Editore.

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