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n. 32 aprile 2013
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In principio era il caos
Il Gioco dell'Oca applicato alla Storia
di Melchiorre Simonetta - Didattica Laboratoriale
Questo è il nostro gioco dell'oca sulla storia che abbiamo studiato quest'anno.

L'ho visto fare alla mia amica Valentina, la mia ex collega, che amo e stimo come poche persone al mondo. Lei lo stava costruendo grande, per tutta la classe, io ho preferito farne uno di dimensioni 50x30 perché potessero averne uno ciascuno, da portare a casa come ricordo di questa esperienza e per giocarci in libertà anche fuori dalla scuola.

Insieme ai bambini abbiamo pianificato il lavoro, abbiamo costruito una scaletta con tutti gli argomenti trattati, i passaggi più salienti; l'indicazione era quella di costruire ventiquattro caselle (quindi ventiquattro argomenti) una per ogni bambino, ma questa è stata una scelta che ho fatto io: il tabellone, ovviamente, può contenere un numero di caselle inferiore o superiore. Dopo questo primo momento di pianificazione, ho disegnato sulla plancia di gioco il percorso come volevo che fosse, ma può essere anche molto più semplice con caselle rettangolari che girano a formare una spirale, qui ognuno può decidere con fantasia. Abbiamo ricalcato le caselle su dei fogli per fotocopie, le abbiamo numerate, ritagliate e ciascun bambino ha scelto il proprio pezzo di storia da rappresentare. Alla fine non ci è rimasto altro da fare che incollare le diverse caselle al proprio posto e il gioco è fatto!

I genitori si sono offerti di scannerizzare la plancia (così facendo è stata ridotta in formato A3 ma viene carina ugualmente), di fotocopiarla e di plastificarla. I miei genitori sono davvero in gamba (scherzando dico loro che sono proprio genitori dei loro figli!) e sempre pronti a collaborare, sono presenti e premurosi per ogni aiuto ci occorra, ognuno con le proprie capacità, specificità, possibilità di tempo. Questo aiuta entrambi (insegnanti e genitori) a lavorare con i bambini in modo significativo, senza strappi né disarmonie. Ho lasciato l'ultima casella "aperta" verso la fine del cartellone, l'idea è quella di proseguire con la storia di quarta e quella di quinta per creare un continuum e costruire un grande gioco dell'oca sulla storia dei tre anni di scuola primaria.





































Non è un gioco nuovo, non l'ho inventato io. Ho preso l'idea di trasformare la storia in un gioco che potesse non solo divertire ma anche aiutare a memorizzare i principali passaggi dell'evoluzione della vita sulla Terra e avere una visione d'insieme del percorso svolto.
Ciò che è mio è il desiderio di andare oltre i libri scolastici, che cominciano a starmi davvero stretti, buoni per sedare l'ansia a chi non ha ancora molta esperienza e a chi non ha né la voglia né la volontà di andare oltre la mezza paginetta e che si assicura, per questo, di terminare il programma ministeriale senza mettere anima e cuore (io direi anche intelligenza!) nel processo educativo e culturale dei propri alunni.

Io non arriverò mai a completare tutto (ma proprio tutto tutto) il programma, perché mi fermo quando sento che i miei alunni non riescono a seguirmi, perché lo stesso argomento lo affronto da più punti di vista e con diversi linguaggi.
Parlare di glaciazioni, ad esempio, non mi spinge solo a parlare di estinzione, stenti, incertezze ma mi aiuta a discutere con loro di quanto le difficoltà aiutino a crescere, ad ingegnarsi, a trovare soluzioni. Sono state proprio le difficoltà estreme in cui ci siamo trovati a far evolvere l'umanità, a costruire case, far nascere villaggi, confezionare vestiti, mettersi insieme per affrontare le problematicità. Questo per riflettere insieme che i momenti difficili sono anche opportunità per noi, per mettere in campo soluzioni ed energie nuove.

Parlare del caos primordiale mi ha dato lo spunto per affrontare con loro i momenti in cui si sono sentiti nel buio e nel caos. La lettura dei Miti con i quali gli uomini si sono raccontati la nascita della Terra, sono diventati uno spettacolo teatrale in cui abbiamo messo in scena divinità con i nomi delle emozioni umane alla ricerca della luce.

La capacità di costruire arnesi mi ha dato lo spunto per parlare della forza creativa dell'immaginazione, prima di costruire e usare io devo immaginare quell'oggetto e quell'uso, pensate la potenza e le infinite possibilità educative dietro questo semplice passaggio!

Di seguito ho inserito le loro riflessioni su come ci si sente al buio e nella confusione quando non si è ascoltati, visti, rispettati, amati, compresi.

Questo lavoro è diventato UNO SPETTACOLO; io ho scritto la trama, i loro vissuti rappresentano l'ordito con cui abbiamo confezionato, a me pare, un'opera d'arte.


***********
Flaviane: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando sono triste, sola a piangere. Marica: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando parlo ma non vengo ascoltata.

Luca C.: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando i bambini mi spingono.

Aurora: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando mi viene data tutta la responsabilità di un fatto accaduto.

Valerio R.: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando mi danno la colpa, mi sento come un cuore diviso a metà.

Lara: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando mi lasciano da sola e quando mi sembra che tutti ce l'abbiano con me, rimango triste ma molto molto triste, solitaria, senza nessuno e al buio.

Angelo: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando ho paura e c'è la luce spenta.

Ashley: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando le mie amiche si credono le più brave della classe.

Nicolas: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando mi prendono in giro o quando mi rubano qualcosa.

Vittoria: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando mi sento non amata.

Alessandro: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando sono sgridato.

Matilde B.: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando tutti mi guardano senza dire una parola.

Samuele: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando sono solo e sto sdraiato sul divano, perché non posso fare niente.

Valerio P.: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando faccio sogni brutti.

Alma: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando non trovo aiuto, quando non so a chi confidare i miei segreti e le mie emozioni.

Giulio: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando mi sento da solo, abbandonato, quando non c'è nessuno e mi prende il panico.

Matilde G.: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando vado nel mio salone di sera ed è buio, mi sento come un cuore senza sentimento.

Rico:Mi sento nel caos e nell'oscurità quando mi sento niente, nessuno, come il nero, cancella e deserto.

Andrea: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando non mi vede più nessuno.

Luca G.: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando sono nei miei sogni violentissimi.

Teresa: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando sono da sola e sono così preoccupata che a letto faccio brutti sogni.

Alice: Quando sono sola nel mio letto mi sento come nell'oscurità. Mi sento nel caos quando piango, le mie lacrime sono piene di caos.

Francisca: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando faccio brutti sogni, quando mi sento sola.

Lorenzo: Mi sento nel caos e nell'oscurità quando sto nei miei pensieri, perché sono sempre molto vaghi. Penso a delle cose fantastiche e un po' confusionarie e per questo mi sento strano.


Simonetta Melchiorre, docente I.C. V.le Adriatico - Roma
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Sono presenti 1 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito martedì 30/04/2013 ore 22:18 da b
FORTUNATI BAMBINI FORTUNATI GENITORI FORTUNATI COLLEGHI FORTUNATA PRESIDE FORTUNATI AMICI FORTUNATI I TUOI... GENITORI!! FORTUNATA IO CHE POSSO COPIARTI :)
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