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n. 72 aprile 2017
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Oggi è il giorno:27 Luglio 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'In viaggio tra le emozioni'  >>>
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In viaggio tra le emozioni
La motivazione ad apprendere per la vita
di De Angelis Giovanna - Orizzonte scuola
Le Petit Prince
Le Petit Prince
"Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi"
Il piccolo principe - Antoine De Saint-Exupéry

La conduzione di una classe, la gestione del gruppo, la coesione, condivisione e interrelazione che si vengono a creare tra individui differenti "costretti" ogni giorno, per nove mesi all'anno, a convivere in un piccolo spazio comune, ritengo che siano elementi di riflessione imprescindibili per qualsiasi insegnante. Stretti tra l'ansia della progettazione disciplinare da portare a termine, le Unità di Apprendimento da svolgere, i progetti da realizzare, i compiti di realtà da stabilire e pianificare, le competenze da promuovere, valutare e certificare, spesso si perdono di vista gli alunni, unici destinatari del processo educatico-didattico.
Ogni novità, come l'arrivo in classe di un alunno straniero che non conosce la lingua italiana o l'emersione di difficoltà sempre più visibili in alcuni studenti e che richiedono interventi più mirati, rischia di essere vista come una montagna insormontabile da scalare, un ulteriore carico di lavoro, mal retribuito e, spesso, poco gratificante. Non voglio certo dire che siano tutte "rose e fiori", ma l'esperienza mi ha insegnato che l'affrontare le novità, persino quelle più spiacevoli, con l'ottimismo e col sorriso, risolvono già metà del problema. Cerco di immedesimarmi negli altri, nelle esigenze e nei bisogni dei miei alunni e credo sia un ottimo esercizio, non solo per creare empatia, ma per instaurare un duraturo rapporto di reciproca fiducia.

Le Petit Prince
Le Petit Prince
Ma se vi prendessero e vi scaraventassero in un luogo dove non conoscete nessuno, dove non c'é nessuno che abbia il vostro stesso colore di pelle, dove non comprendete nulla di ciò che vi viene detto e nessuno capisce ciò che dite, come pensate vi sentireste?
Smarriti, impauriti, timorosi, forse sareste terrorizzati!

Spesso, vediamo solo con gli occhi e questo ci porta ad escludere tutte le emozioni, gli aspetti motivazionali che sottendono l'apprendimento. Solo smuovendo, toccando l'emotività si può sperare di instillare nei propri alunni quel sano, puro, magico, piacere di apprendere che li accompagnerà per tutto l'arco della vita. Autorevolezza ed empatia non sono in disaccordo. Credo che, a volte, l'insegnante abbia timore di perdere il proprio habitus e il rispetto dei suoi alunni, mostrando di badare al loro lato emotivo o, peggio ancora, facendo trapelare i propri sentimenti. L'esperienza mi dimostra ogni giorno proprio il contrario. La "fatica" di apprendere diventa più leggera, il tempo scuola scorre velocemente e non ci sono problemi o difficoltà gestionali o di disciplina del gruppo classe. Il rapporto non si costruisce in un giorno, ci vogliono settimane, mesi e anche anni per "portarseli tutti dentro" e il processo non è definitivo. Si perderanno e dovrai trascinarli nuovamente a te, ma la gioia di leggere nei loro occhi l'attesa e il desiderio di vederti entrare in classe e di sentirli domandare, pieni di aspettative e desideri:
-"Maestra, oggi cosa faremo?"
- "Beh, oggi ci sdraieremo a terra, pancia all'aria, nasi in su, luci spente e proiettore della volta celeste puntato verso il soffitto e voi mi aiuterete ad individuare la stella polare. Si viaggia verso Nord, il vento é forte, il mare agitato, ma il cielo limpido e stellato. Siete pronti per partire?"
Ogni giorno partiamo per un viaggio, tra la grammatica, la storia o la geografia, a volte più avventuroso, a volte meno, ma con la convinzione di essere più ricchi e più forti al ritorno. Ogni novità, ogni nuovo alunno é una ricchezza ed un arricchimento per l'intera classe e per l'insegnante, ma tutto ciò si vede bene solo con il cuore, perché l'essenziale è invisibile agli occhi.


Giovanna De Angelis, docente IC Fara Sabina, Rieti
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Sono presenti 3 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito sabato 13/05/2017 ore 15:18 da Tilde.m
Giovanna è una maestra meravigliosa e un'amica con cui ho molta sintonia. È piena di vita ed emozionante e anche se in poche righe si legge il suo grande entusiasmo. Non posso che condividere tutto quello che ha scritto in questo articolo. Oggi purtroppo si è perso il vero significato educativo della scuola. Si inzeppano gli alunni di sterili nozioni senza permetterne la crescita. Mi chiedo cosa ci facciano con tutte queste nozioni se poi non si sviluppano le basi con cui i ragazzi costruiranno la loro vita.
inserito mercoledì 26/04/2017 ore 10:28 da Stefania
Sono la mamma di un' alunna della maestra Giovanna. Ogni giorno tornando da scuola, chiedo a mia figlia com'è andata la mattinata e cosa hanno fatto in classe. Spesso mi racconta qualcosa che l'ha entusiasmata:aver creato un fossile,imparato i punti cardinali disegnandoli sul pavimento....la lista potrebbe essere infinita! A volte le sue frasi cominciano con "la maestra dice...","la maestra mi ha insegnato che...". Da un paio di mesi, addirittura controlla le etichette dei prodotti alimentari che compro...guai a leggere la parola aromi, se non è seguita da "naturali",perché la maestra le ha insegnato cosa NON deve contenere un alimento sano. Indubbiamente mia figlia ha verso la sua maestra un grande rispetto...,ma se una bambina passa due sere a preparare un disegno enorme da regalare all'insegnante,sicuramente c'è anche tanto affetto. Grazie Giovanna per il bel rapporto creato con i bambini.
inserito domenica 23/04/2017 ore 08:54 da ilio rapanà
questo articolo posso solo condividerlo! parola per parola! all'inizio della mia carriera pensavo che gli alunni dovessero aver paura dei prof....avevo ancora in testa i miei insegnanti..... poi ho capito alla svelta...una battuta, una risata al momento giusto, uno scappellotto e perfino una parolaccia o un abbraccio fanno molto più di mille discorsi! ma devi entrare in contatto con loro, fargli sentire che credi in loro e non stai li solo per lo stipendio a fine mese! Empatia credo sia la parola giusta! e devi scordarti tutto il resto, programmazioni, uda, competenze, perchè altrimenti sbuffi e basta! grande Giovanna
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