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n.55 settembre 2015
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Oggi è il giorno:22 Novembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Incontrarsi a scuola
Cosa dare e cosa ricevere
di Melchiorre Antonia - Dedicato a te
Un altro anno scolastico è iniziato e il fermento di questi giorni è amplificato dalle novità apportate dalla legge 107 sulla Riforma della Scuola. Timori, confusione, agitazione, ribellione, curiosità, ci hanno accompagnato in queste prime due settimane. Tuttavia, tra le tante attività svolte, c'è stato anche un corso di formazione su "Le relazioni nel mondo della scuola" condotto dalla dottoressa Daniela Consales.
La proposta è stata quella di riflettere su cosa siamo disposti quest'anno a dare e cosa ci aspettiamo di ricevere. La domanda poteva riguardare gli alunni, i colleghi, i genitori. C'è stato dato un breve tempo per scrivere le nostre riflessioni sul tema poi siamo stati invitati a suddividerci in piccoli gruppi, il più possibile eterogenei, con colleghi che si conoscono meno o per niente.

Non è sempre facile mettersi in gioco con chi non si conosce e dover lavorare insieme su argomenti un po' personali non risulta immediatamente naturale; la tendenza è andare verso chi si conosce, è certamente più rassicurante. Mi sono sforzata e ho avvicinato tre insegnanti un po' in disparte, che non conoscevo. Poi altri si sono avvicinati a noi e abbiamo così formato un gruppo, con colleghi della scuola dell'infanzia e della primaria, perché i professori della secondaria di primo grado erano già impegnanti. Poiché nell'aula magna c'era un gran vociferare, che non permetteva la concentrazione, siamo andati a cercare una classe dove poter lavorare per la mezz'ora che avevamo a disposizione. Quello che è emerso, prima nel nostro gruppo e poi nel confronto con gli altri, è che spesso ciò che si è disposti a dare coincide per lo più con ciò che si vorrebbe ricevere. Molti hanno parlato di professionalità, collaborazione, fiducia, riconoscimento e rispetto del proprio ruolo, ma anche di condivisione del materiale e delle buone pratiche. In sintesi, si chiede apertura e la disponibilità all'ascolto e al confronto. Nello specifico del nostro gruppo, è stata messa in rilievo la difficoltà incontrata soprattutto nella relazione con i colleghi, ne abbiamo condiviso le criticità e le conseguenze che poi ricadono nella relazione sia con gli alunni che con i genitori.

Questa breve esperienza di inizio anno mi ha confermato, ancora una volta, che l'incontro tra docenti è il punto da cui partire per costruire positivamente anche tutti gli altri rapporti all'interno della scuola.
Confrontandomi poi con una collega arrivata nuova in un'altra scuola, che ha fatto un'esperienza simile in un corso in cui sono stati proposti giochi e tecniche pratiche per socializzare, mi ha colpito la sua espressione "ora in quella scuola conosco tutti e l'ho fatto divertendomi!

Non è così scontato trovare spazio e tempo affinché i docenti si riconoscano appartenenti allo stesso gruppo e questo non agevola la costruzione delle relazioni, tantomeno l'esperienza della condivisione tra colleghi. E' più facile per noi insegnanti investire e lavorare per costruire il gruppo classe (anche questo non si può dare per scontato!), come se fosse necessario per gli alunni e non per il corpo docente. Partire da noi adulti, invece, potrebbe favorire quella messa in gioco necessaria ad ognuno di noi per costruire una relazione significativa, che è poi alla base del processo di insegnamento-apprendimento con i nostri alunni, e può aiutare per facilitare una collaborazione educativa con i genitori.
Lavoriamo affinché i bambini e i ragazzi conoscano meglio se stessi, imparino a rispettarsi e a rispettare l'altro, a relazionarsi in modo positivo, a gestire gli inevitabili conflitti, a padroneggiare la tolleranza, a sentirsi cittadini del mondo, un mondo che va anch'esso amato e rispettato.
Proponimenti e insegnamenti che valgono per tutta la vita, che non si acquisiscono una volta e per sempre, ma, al contrario, vanno coltivati anche 'da grandi', vanno vissuti nel quotidiano della nostra vita, tradotti in azioni concrete, spendibili ovunque.
Perché allora non iniziare da noi e da chi ci è vicino, il collega e i colleghi con cui condividiamo il lavoro a scuola, quelli della porta accanto ma anche quelli del piano di sopra o di sotto. I momenti di 'incontro' sono tanti: davanti alla macchinetta del caffè, al registro per la firma, al bagno (quando si riesce ad andare!), quando chiedi in prestito la cucitrice (e vai di persona, non mandi un alunno), nelle riunioni, quando pianifichiamo e progettiamo attività.

Ebbene, ho deciso: quest'anno sono disposta a elargire più sorrisi, a prestare più ascolto all'altro collega, e non solo a quello che conosco e ritengo simpatico, anche a chi ha una visione pedagogica diversa dalla mia, a chi mi propone di lavorare insieme e a chi non me lo propone; cercherò di vivere i momenti di incontro con i colleghi come occasioni preziose per conoscere e conoscersi. Questo prometto.
Cosa mi aspetto di ricevere? Più sorrisi, più ascolto, più 'incontro'.

Chissà, forse anche nella Riforma della Scuola avrebbero potuto inserire tra le discipline da potenziare "L'arte dell'incontro". Accadrà forse nella prossima riforma, quando 'la base', ossia noi tutti, ne avremo sperimentato i vantaggi e anche i decisori si renderanno conto che nella scuola si vive di relazioni. Nel frattempo, ringrazio anticipatamente tutti coloro che incontrerò quest'anno.

di Melchiorre Antonia insegnante di sostegno dell'I.C. Viale Adriatico, Roma
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