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Numero: 1 -settembre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 16 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Riprendere la scuola è un po' come tornare a casa
di Carpi Anita - Emergenza scuola
Riprendere la scuola è un po' come tornare a casa, incontrare nuovamente le persone con cui si condividono quotidianamente tante difficoltà, emozioni, con cui a volte ci si scontra animatamente, significa rientrare in una vera comunità di cui si è parte e in cui ci si riconosce.
La scuola è una casa ben organizzata, con tante aule aperte, in cui i bambini e i docenti vivono un ambiente ed una comunità di apprendimento, all'interno della quale si costruiscono percorsi educativi, si osservano le colleghe e si impara da loro. Insieme si risolvono problemi, si progettano percorsi di apprendimento calibrati sulle esigenze dei singoli allievi in un'ottica di scuola di tutti che non "fa parti uguali per diseguali", come affermava sapientemente Don Milani una trentina di anni fa, ma identifica e accoglie i bisogni educativi, le risorse e i talenti di ciascuno.
È un clima vivace di confronto, scambio e collaborazione quello che vivono a scuola i docenti e gli alunni, in cui si costruisce il sapere giorno per giorno attivamente in una dimensione plurale come plurale è il mondo che ci circonda con tutte le sue complessità.

Questo è quello che ogni settembre mi porta a tornare con entusiasmo ad affrontare l'impegno e la fatica che tutti i giorni mi vengono richiesti sui banchi di scuola per non sbagliare con i bambini che ho di fronte che mi chiedono di essere capiti e di avere, grazie all'intervento educativo, l'opportunità di diventare un domani persone complete e competenti, capaci di trovare un inserimento positivo e appagante a livello personale e sociale nel futuro, un futuro sicuramente più complesso di quello odierno, in cui nessun talento può essere sprecato.
Quello che più mi sostiene in questo compito è la consapevolezza che la scuola è una comunità di professionisti in cui i miei dubbi potranno sempre trovare un interlocutore valido, che vede diversamente da me, che si relaziona diversamente da me, che condividerà la sua esperienza con la mia, arricchendola.
Ecco tutto questo ha dei costi in termini di tempo, di capacità di mettersi in gioco e in discussione, ma ho sempre pensato che investire nella scuola sia investire nel futuro.
Di fronte a questo mio modo di pensare all'entusiasmo e all'intenso senso di motivazione con cui torno al mio lavoro di docente con stupore e amarezza ho appreso dell'efficace medicina che il nostro governo prescrive alla scuola primaria di cui io non avevo neanche intuito (sospettato) il profondo stato di malattia: "Nell'ambito degli obiettivi di contenimento di cui all'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti di cui al relativo comma 4 e' ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali."(1)

E il lavoro in piccoli gruppi, i percorsi individualizzati, i campi scuola, le uscite didattiche dove andranno a finire?

Si torna nelle classi, si richiudono le porte, si pone la parola fine alla scuola della condivisione, della ricerca-azione, si toglie quella linfa che in tanto tempo e faticosamente si era creata per rendere viva e vera la scuola.
Sono sicura di saper fare l'insegnante unica, ma credo che questo sarebbe un costo veramente alto in termini di opportunità per gli alunni, che godranno di un'unica relazione educativa e perderanno la possibilità di vivere la scuola come ambiente vivo di incontro confronto e collaborazione fra adulti e fra bambini.
Ormai di unico non c'è più niente, viviamo immersi in una molteplicità di culture, linguaggi, interazioni che è sicuramente impegnativo imparare a padroneggiare in modo consapevole e personale, perché la scuola e di conseguenza i suoi alunni dovrebbero essere esclusi da questa ricca e multiforme realtà?

Anita Carpi Docente di sostegno 196° Circolo Didattico via Perazzi 46 - Roma

(1) Decreto-Legge 1 settembre 2008, n. 137, Disposizioni urgenti in materia di istruzione e universita', Art. 4, comma 1, GU n. 204 del 1-9-2008.
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