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| Insegnanti = calorie |
| La scuola a dieta |
| di Meligrana Francesca - Emergenza scuola |
Da qualche mese a questa parte con una serie di provvedimenti, tra i quali una sorta di "Riforma", il governo ha ritenuto necessario ridurre il numero degli insegnanti (neanche fossimo calorie) in quanto la scuola pubblica è ritenuta troppo grassa, troppo onerosa, troppo costosa per le casse dello Stato !!!
Pertanto la scuola ha iniziato una vera e propria dieta!
Il nuovo anno scolastico è iniziato all'insegna di acrobazie da parte dei dirigenti scolastici e dei loro collaboratori che hanno dovuto far quadrare i conti tra numeri degli alunni, insegnanti, aule, collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, risorse finanziarie ecc...
Il risultato più immediato è stato
l'aumento del numero degli alunni per classe, in aule non sufficientemente spaziose ad accoglierli (alla faccia della sicurezza, ma forse allo Stato costa meno mettere mani agli edifici scolastici, che poi non sarebbe neanche una cattiva idea!!!)
la ricomparsa dell'insegnante prevalente (e non unico) nella scuola primaria (perché più insegnanti con il loro bagaglio di conoscenze e esperienze non sono una risorsa, ma lo è un solo insegnante!)
la richiesta agli insegnanti già di ruolo, sprovvisti del titolo di specializzarsi in inglese con un corso ad hoc per loro (senz'altro molti insegnanti scopriranno di avere un attitudine per le lingue straniere finora nascosta! E i bambini finalmente impareranno l'inglese!!!)
e non ultimo il taglio dei finanziamenti alle scuole il che sinceramente mi fa pensare a meno qualità!!! E le scuole di qualità, tutti ben sappiamo, generano nel tempo classi dirigenti di qualità.
La scuola italiana non è senz'altro una scuola eccellente, ma non credo che si possa migliorarla tagliando i fondi e riducendo la classe insegnante! Certamente non bisogna neanche nascondere i problemi, ma non si difende la scuola disinvestendo; i tagli indiscriminati alla scuola da parte del governo abbassano la qualità non l'accrescono. Uno Stato che risparmia sugli investimenti nella scuola è uno Stato che nega il suo futuro.
A pagare saranno soprattutto i ragazzi provenienti da famiglie e ambienti più disagiati.
E da calabrese quale sono non posso non pensare alla mia terra e al Sud in generale dove la Scuola rappresenta tutto per le famiglie, e mi riferisco in particolare ai piccoli centri dove il territorio non è in grado di offrire molto: non esistono teatri, sale cinematografiche, biblioteche, palestre, si tratta di contesti poco stimolanti e pertanto le competenze extrascolastiche degli alunni sono assai carenti. ..
Il Ministro della Pubblica Istruzione ora può ritenersi soddisfatto: la Scuola Pubblica ha perso proprio un bel po' di peso agli occhi della pubblica opinione!!!
Francesca Meligrana, Docente di sostegno I Circolo Didattico - Vibo Valentia
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