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n.70 febbraio 2017
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Oggi è il giorno:17 Dicembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Interroghiamo...ci
Il vero insegnamento in una risposta
di De Angelis Giovanna - Orizzonte scuola
Sguardo serio e cipiglio fermo, penna nera in mano e registro aperto sulla cattedra, dove scorre rapidamente con gli occhi l'elenco degli studenti e con un fare quasi fulmineo li osserva di soppiatto per coglierne incertezze, timori, sbandamenti, piccoli gesti di insofferenza che possano far trapelare una mancata preparazione.
Chi di noi non ha impressi nella mente il ricordo e il volto di qualche insegnante che si poneva di fronte agli studenti in questa maniera durante le interrogazioni? A volte il solo pensiero ci procura uno stato di agitazione e di ansia che sembra quasi di rivivere nuovamente quei momenti.

E' certo che gli insegnanti di oggi non sono così, innanzitutto perché hanno il tablet e il registro elettronico dove inserire le presenze, le attività svolte, i compiti da assegnare per casa, la progettazione annuale, quella quadrimestrale, bimestrale, mensile, settimanale, le verifiche tradizionali, la valutazione per competenze, i compiti significativi, le unità di apprendimento, le uscite didattiche, gli incontri con i genitori, l'ingresso degli esperti esterni, le attività laboratoriali e mi potrei dilungare ancora in un elenco quasi infinito.

Ciascun insegnante all'inizio dell'anno scolastico afferma che "centrale nell'insegnamento sarà l'alunno e che il clima della classe sarà sereno": una specie di proclama che si potrebbe scrivere a lettere cubitali fuori dalla porta di ogni classe e che ogni docente di ciascun ordine e grado approverebbe e sentirebbe come suo. Ma poi mi interrogo e dico: "Quanti di noi realmente all'interno della propria aula fanno fede a quanto dichiarato e tanto declamato e mettono gli alunni davvero al centro di un percorso formativo ed educativo autentico e capace di istillare curiosità per il mondo?
L'aspetto emotivo di ogni singolo alunno che apprende lo teniamo bene a mente?
Ogni parola che gli rivolgiamo, ogni rinforzo positivo o negativo, ogni sguardo di assenso o di disapprovazione che gli lanciamo hanno una ripercussione emotiva e psicologia sulla sua crescita futura e sull'uomo o la donna che diventerà, sul come si relazionerà con gli altri, sulla sua capacità di adattamento all'ambiente circostante.

Alla luce della nostra esperienza scolastica di stampo prettamente tradizionalista e contenutistica, se dobbiamo focalizzare la nostra attenzione su uno o più docenti che ci hanno segnato in maniera significativa durante il percorso di studi, quello che probabilmente ci tornerà alla mente è proprio quell'insegnante un po' "strambo", diverso dalla massa, che ci faceva comprendere concetti di fisica che sembravano usciti da un film di fantascienza, problematizzandoli in situazioni di vita reale e che ci restavano finalmente impressi, o quel docente immensamente sapiente, ma umile come nessun altro, in grado di collegare in maniera interdisciplinare la matematica con la medicina, la letteratura con la fisica e pronto a donare il suo sapere ad ogni minimo segnale di interesse della classe, ad una piccola domanda, ad un libro che leggevi.

Tra i tanti pessimi insegnanti che ho incontrato sulla mia strada, ho avuto anche la fortuna di avere professionisti competenti che credevano veramente nella scuola e consideravano una missione svolgere il mestiere dell'insegnante, come può esserlo per il medico o per il sacerdote.
Interroghiamoci allora, ogni giorno, su ciò che vogliamo essere per i nostri studenti, ossia un modello da seguire, una guida a cui ispirarsi.
Pensiamo a ciascuno di loro, a ciò che è necessario per la loro maturazione affettiva e cognitiva, mettiamoli dinanzi a situazioni concrete da risolvere da soli e in gruppo, problematizziamo, promuoviamo processi di sviluppo ciclici e ricorrenti, insegniamo loro attraverso una didattica innovativa, creativa, pro-attiva e valutiamoli in maniera autentica e significativa.
In poche parole, lasciamo un seme dentro di loro con la certezza che quando finalmente raccoglieranno i frutti si ricorderanno anche un po' di noi che abbiamo mantenuto fede alle nostre promesse: "Centrale nel mio insegnamento sarà l'alunno e sereno sarà il clima della mia classe".



Giovanna De Angelis, docente dell'Istituto Comprensivo "Fara Sabina", Rieti
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Sono presenti 5 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito domenica 26/02/2017 ore 18:34 da Silvia
La lettura mi ha richiamato alla mente le pagine di un libro che ogni insegnante dovrebbe leggere...e rileggere..."c'è correlazione tra una classe e un'orchestra. Ogni studente suona il suo strumento, la cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l'armonia. La cosa importante è che sia il primo violino che il piccolo triangolo riescano a dare al meglio il loro contributo. Il problema è che a volte sogniamo di dirigere solo primi violini..."(D. Pennac "Diario di scuola")
inserito domenica 26/02/2017 ore 12:58 da anna maria de luca
Il tuo articolo, come tutti gli altri,mi ha fatto riflettere molto sul mio percorso da studente e da insegnante. La scuola è cambiata, così come la società, ed è per questo che noi docenti, con profondo senso di responsabilità, dobbiamo porre un forte accento sulla valorizzazione e la formazione di ciascun alunno, che deve essere considerato innanzitutto un uomo e un cittadino.kk
inserito sabato 25/02/2017 ore 15:55 da Marisa
Io penso che siano tanti gli insegnanti che fanno fede a quella promessa, che svolgano seriamente il proprio lavoro. Sono tanti i docenti che mettono costantemente in discussione il proprio operato alla ricerca di strategie, pensate ed attuate tenendo conto dei bambini alle quali sono destinate.
inserito giovedì 16/02/2017 ore 20:15 da Roberta
E' vero sono pochi gli insegnanti che si interrogano su quale sia il modo migliore per arrivare ai bisogni degli alunni e sono ancora tanti forse troppi, quelli che non si interrogano. E' dovere di qualsiasi insegnante, di ogni ordine di scuola, porsi l'interrogativo di ciò che vogliamo essere per i nostri alunni e dare loro le opportunità giuste attraverso la scuola.
inserito giovedì 16/02/2017 ore 20:10 da Silvia D'ANDREA
La tematica è sempre quella dell'impegno dell'insegnante, che mi sembra l'aspetto fondante di tutto il sistema. Qualunque riforma si faccia, infatti, è sempre sulla responsabilità nel proprio lavoro che si basa il successo delle politiche per migliorare il sistema di istruzione.
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