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n. 29 gennaio 2013
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Intervista a Francesca Puglisi
Ridare ossigeno alla nostra Scuola
di Riccardi Barbara - L'intervista
Dal terzo binario è in partenza il treno Bologna-Roma. Il treno Roma-Bologna è in partenza dal binario 10...
Questo il viaggio quotidiano di una quarantenne che lavora a Roma e Bologna dove vive con la sua famiglia. Mamma di tre figli, laureata con lode in economia che ha sempre lavorato nel settore del marketing e della comunicazione. Il suo impegno politico è iniziato nel '95 con i Comitati Prodi e, in quegli straordinari mesi di partecipazione, ha organizzato il primo movimento dei Giovani dell'Ulivo, di cui è stata Responsabile Nazionale. Nel '97 ha aderito ai DS di Bologna, di cui è stata Coordinatrice delle Donne, promuovendo l'associazione Rose Rosse. Con Anna Serafini e con altre donne, ha costituito la Consulta per l'infanzia e l'adolescenza "Gianni Rodari", un luogo aperto di elaborazione politica sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. E' lei il nuovo volto al femminile della politica del Centro Sinistra, impegnata ed attenta, con un carattere deciso e metodico dimostra grande conoscenza delle problematiche e dei valori insiti del nostro mondo scolastico, dal 2009 è Responsabile Scuola della Segreteria nazionale PD.
Per NOI la Responsabile della Segretaria Nazionale della Scuola, Francesca Puglisi.
Se andrà al governo quale impegno/ decisioni verso:
Idee sui punti nodali del tempo scuola (TP) e delle compresenze per l'attivazione di progetti nella scuola primaria
Il governo Gelmini ha distrutto i gioielli del sistema scolastico, tempo pieno e modulo a 30 ore con le compresenze, andando ad incidere sulla qualità dell'apprendimento della scuola primaria. La sua rottamazione dei team didattici ha abbassato il livello di rendimento scolastico, come riportato all'interno del Documento "L'ITALIA GIUSTA SI PREPARA A SCUOLA": gli apprendimenti dei bambini italiani sono crollati nelle rilevazioni Iea, l'associazione internazionale per la valutazione del rendimento scolastico. In lettura i bambini delle quarte elementari italiane passano dal sesto posto del 2006 al sedicesimo del 2011. In matematica passano dal 16° al 24°. In Scienze dal 4° all'11°.

Il riconoscimento professionale/sociale/economico dei docenti
In questi anni i docenti sono stati insultati "fannulloni" (Brunetta), "inculcano" (Berlusconi), "corporativi e conservatori" (Monti) mentre bisognerebbe dargli il giusto valore e riconoscimento (come il più grande esercito di intellettuali del nostro paese). Occorre investire nella loro formazione durante il servizio e garantire loro quella giusta stabilità, lottando contro la precarietà perché gran parte della qualità della scuola è legata alla continuità didattica. Noi quindi proponiamo un ORGANICO FUNZIONALE e STABILE per un triennio. Crediamo che vadano valorizzate le diverse attitudini, capacità ed abilità per l'attuazione dell'autonomia scolastica, attraverso un NUOVO CONTRATTO NAZIONALE: una nuova visione della funzione docente, in modo che possa essere riconosciuto in busta paga, quel lavoro oscuro fatto oggi a casa di correzione dei compiti, preparazione delle lezioni, formazione e ricerca didattica, per chi desidera svolgerlo a scuola. La valutazione del sistema scolastico deve essere uno strumento utile agli insegnanti per elevare i livelli di apprendimento di tutti gli studenti.

Con lo sviluppo del digitale, libri di testo in e-book, internet/banda larga per le scuole, registro elettronico, rapporto con i social network: come sarà supportata la scuola?
I nativi digitali sono una nuova specie e dobbiamo tenere in considerazione il loro nuovo modo di apprendere. A maggio abbiamo organizzato a Roma la prima conferenza nazionale per la scuola dei "nativi digitali", dal titolo  "Un nuovo alfabeto per l'Italia", per parlare della specificità delle nuove generazioni. Il Corriere della Sera del 18 gennaio dedica uno spazio di attenzione riguardo a questo, polemizzando con l'eccessivo uso delle tecnologie così "catturanti". Le 30.000 LIM distribuite nelle scuole non bastano a coprire le esigenze, ma non è soltanto questo il punto, occorrerebbe PRIMA FORMARE PER INNOVARE LA DIDATTICA con le nuove tecnologie. Importante diventa il processo di "pulizia", ordine, rilettura ed analisi da parte dei docenti, per organizzare un percorso di apprendimento mirato alla presa di conoscenza/coscienza delle informazioni che arrivano dalla TV e da Internet. Per quanto riguarda le iscrizioni on-line, è un qualcosa lontano dal nostro pensiero perché porta ad allontanare, invece che avvicinare e fortificare il patto educativo tra Famiglia e Scuola fondato sulla fiducia e la comunicazione. Eliminare anche questo momento sacro di incontro e contatto, porta ad un'ulteriore crisi invece di rafforzarlo. Bisognerebbe essere più vicini e solidali, in un confronto cooperativo di aiuto, per una scelta mirata, per essere guide.

I docenti precari che fine faranno?
Occorrerà rifare il punto della situazione. Occorre un nuovo piano pluriennale di esaurimento delle graduatorie ed un nuovo sistema di formazione iniziale e di reclutamento per non generare nuovo precariato scolastico. Certo non saranno rose e fiori, ma con gradualità e rivolgendo l'attenzione necessaria al mondo della scuola, SENZA TAGLI ULTERIORI, GARANTENDO UNA SCUOLA DEMOCRATICA, PUBBLICA, DI QUALITÀ PER TUTTI. La tenacia con cui gli insegnanti hanno portato avanti con passione il loro lavoro, invece di abbandonare nel momento della crisi, ha dimostrato la loro caparbietà. Va anche valorizzato il lavoro fatto sull'integrazione dei ragazzi con disabilità, un punto di merito dei docenti, fatto di dedizione per garantire pari opportunità nell'integrazione, affrontando i grandi cambiamenti sociali. Importante diventa anche poter dare la cittadinanza italiana al gran numero di figli di stranieri, un atto di civiltà.

Quali innovazioni/cambiamenti sono previsti/pensati e la figura del docente come potrà essere adattata/adeguata alle esigenze future? Una parte del nostro programma si basa sul rilancio della formazione tecnica e professionale, un occhio di riguardo anche alle scuole medie per contrastare il fenomeno della dispersione ed attuare una formazione nuova, con un reclutamento di nuove leve ed avere docenti specializzati nella fascia adolescenziale, un'età difficile, dove il gruppo dei pari diventa influente su stili e modalità e gli adulti devono essere in grado di "tenere la situazione".

Investire nella Scuola dell'Infanzia, nel TP con le copresenze, e tanto altro al centro della proposta politica di Francesca Puglisi per una Scuola Pubblica di Qualità: ..."una crescita inclusiva che non lasci nessuno in dietro, una Scuola per tutti. Ridare ossigeno alla NOSTRA SCUOLA"

Barbara Riccardi


Video: Un nuovo alfabeto per l'Italia
Video: Noi la scuola vogliamo cambiarla
Documento: L'Italia giusta si prepara a scuola

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