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n.43 maggio 2014
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Intervista al Prof Campanella... papà del Musis
L'I.C. Via Frignani - Spinaceto alla sua XVII Edizione
di Riccardi Barbara - L'intervista
Il nostro Istituto, vetrina del Progetto Musis - Settimana della Cultura Scientifica alla sua XVII Edizione dalla mente creativa della Referente, la docente Fabrizia Liberati ha partorito il tema di quest'anno: "La comunicazione".
Gli alunni ricercatori, guidati e supportati dalle docenti formatrici, si sono addentrati in ogni forma di comunicazione, dando alla luce i più svariati prodotti e manufatti delle loro "sperimentazioni scientifiche".
Gli argomenti trattati dalle classi della scuola primaria sono: la comunicazione attraverso le forme ed il colore, segnalare per imparare, il linguaggio della natura, l'espressività dell'uomo, i numeri e le parole, il linguaggio simbolico per i Cristiani e gli Ebrei; mentre per la scuola secondaria di primo grado: il linguaggio degli animali, il linguaggio dell'Arte, il linguaggio poetico "E' arrivata primavera scriviamo gli Haiku".

Approfittando dell'incontro che ho avuto tre anni fa in Campidoglio, in occasione del Contest genitori e ragazzi delle Scuole in Rete del Municipio IX, ho ricontattato il Musis papà, il Prof. Luigi Campanella per saperne di più e conoscere come è nata l'idea del Musis.

Chi è il Prof. Luigi Campanella nel/ per il mondo? E chi è Luigi Campanella in famiglia?
Credo di potere dire che il mio impegno in favore della diffusione della cultura, in particolare scientifica, al livello dei giovani ed il mio impegno in favore della protezione dell'Ambiente e dei Beni Culturali con una speciale attenzione ai Musei, come strumento di collegamento fra la Scienza ed i cittadini e, con riferimento ai Musei Scolastici da me programmati e realizzati, fra la Scienza e la Scuola siano quanto il mondo (per dirla con la vs espressione) potrebbe riconoscermi.
In famiglia sono un papà ed un nonno che cerca di trasferire a figli e nipoti i valori in cui crede, primo fra tutti quelli etici e culturali. Per fare ciò impegno le risorse che oggi sono a disposizione e cioè i mezzi di comunicazione e diffusione, ma anche l'osservazione dell'ambiente, lo sport, l'amore per gli animali.

Cos'è che ha motivato il suo interesse verso i Beni Artistici?
Sin da piccolo sono stato affascinato dai Beni Artistici, soprattutto dal pensare in quali diverse più limitate condizioni tecniche da oggi sono stati realizzati. Poi da studente di chimica, da ricercatore, da professore questo amore si è innalzato di livello divenendo passione per lo studio dei problemi che affliggono questi capolavori e che nelle scienze fra le quali la mia - Chimica dell'Ambiente e dei Beni Culturali - trovano spesso la loro soluzione.
La sua idea di unire i Beni Culturali, l'Università e le Scuole nel Musis -il suo progetto della Settimana della Cultura Scientifica anche nelle Scuole- com'è nata?
Le Scuole sono una eccezionale risorsa al di là della loro funzione didattica. Ho pensato quindi da docente universitario che l'Università dovesse collegarsi alla Scuola non soltanto perché logica prosecuzione del percorso educativo, ma anche perché la Scuola poteva rappresentare lo strumento ideale per sensibilizzare i giovani ai valori della cultura scientifica. I modelli sociali sempre più lontani dalla piramide e sempre più vicini alla rete mi hanno poi spinto a creare la rete scolastica di Musei, puntando a quella che nel territorio è una presenza ubiquitaria, per l'appunto quella della scuola (è questo è il grande vantaggio: averla già a disposizione, non doverla creare ad hoc), capace di rappresentare per esso un'opzione culturale oltre che formativa. La Settimana della Cultura Scientifica di Musis ha poi anche lo scopo di focalizzare su questo progetto l'attenzione dei media e al tempo stesso di fornire la soddisfazione a chi, fra studenti e docenti, è stato impegnato di disporre di una platea e di ottenere un riconoscimento che superino i limiti della scuola stessa.
Quanti sono i centri Musis riconosciuti?
Eravamo arrivati ad una cinquantina di poli attivi selezionati fra oltre cento potenziali comprendente Accademie, Enti di Ricerca, Scuole, Industrie persino Botteghe Artigianali. Il mancato sostegno pubblico a questa rete ha progressivamente abbattuto le partecipazioni ed oggi il progetto sopravvive con oggettiva difficoltà ed una presenza che non supera i 20 poli. Peraltro il nuovo Progetto della Città della Scienza, se da un lato è una speranza dall'altro c'è il timore che da parte dei responsabili politici si dimentichi il Progetto Musis e quello che è stato il suo significato per il territorio.
Quali sono i suoi prossimi progetti innovativi rispetto alla sua creatura, che ormai è stato importato e adottato anche in Europa?
L'idea è quella di presentare un progetto Europeo dedicato al ruolo che il Museo può svolgere in favore della didattica a tutti i livelli. Oggi l'insegnamento soffre del fatto che molti dei modelli e degli strumenti all'origine delle teorie e delle discipline umanistiche e scientifiche non sono più presenti nelle strutture deputate alla ricerca: ad esempio la strumentazione antica "trasparente" nei suoi contenuti è stata sostituita da scatole nere assai poco didattiche. Il Museo rispetto a queste funzioni, rappresenta un'ancora di salvezza dove ancora trovare reperti preziosi per l'insegnamento (si ricordi vedere è meglio di leggere, fare è meglio di vedere). Il progetto quindi vuole puntare ad una rivitalizzazione della rete Musis, finalizzata al sostegno della didattica scolastica ed universitaria.
Un consiglio per noi docenti sui adepti Musis e come poter contaminare chi ancora non lo è?
Il Consiglio non può che essere uno: valorizzare il patrimonio della propria scuola, anche se non è di primissima qualità, appassionandosi ad esso, approfondendone la conoscenza: l'importante è creare il Museo scolastico come stimolo agli studenti (ed anche ai docenti meno sensibili) e come strumento di relazione con la rete culturale sul territorio. Se si riesce a creare uno spirito di appartenenza e di competizione fra le scuole certamente anche i più pigri finiranno per essere coinvolti.
Qual è stato uno degli argomenti scelti dalle scuole più accattivante ed originale che ha accordato? E quello meno indicato per dei ragazzi, fuori dalla sua vision?
Gli argomenti che fra i giovani nelle scuole risultano più richiesti, stimolanti e coinvolgenti sono gli stessi sui quali i giovani nella società si impegnano e cioè l'ambiente, la protezione degli animali, la cultura partecipata a cui si affiancano i grandi temi che hanno il potere di affascinare i giovani, come la nascita della vita, l'evoluzione chimica dell'universo, le trasformazioni ed evoluzioni climatiche.

A nome di tutti ringrazio il Prof. Campanella per la Sua disponibilità e per la creatura Musis, un trampolino di lancio per i protagonisti del prossimo futuro, loro, i nostri ragazzi scienziati.



Barbara Riccardi docente IC Via Frignani - Spinaceto - Roma e Counselor della Gestalt Psicosociale
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