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n.55 settembre 2015
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:21 Settembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Intervista alla Prof.ssa Lucia Chiappetta Cajola
Parliamo di formazione dei docenti
di Rosci Manuela - L'intervista
L'apertura dell'anno scolastico come sempre è caratterizzata da qualche scompiglio in quanto mancano ancora alcuni docenti nelle classi, soprattutto di sostegno, e cambiano anche le supplenti arrivate nei primi giorni. Nella norma. Tuttavia, questo settembre sarà probabilmente ricordato per il decreto del Ministro Giannini con cui vengono assegnati 500 euro ai docenti per l'aggiornamento professionale. "Segnale concreto di attenzione da parte del Governo nei confronti dei docenti -dichiara - La Carta rappresenta un altro impegno mantenuto. Con la Buona Scuola la professione insegnante torna finalmente ad essere valorizzata. Dopo anni di mancate decisioni - continua - stiamo investendo risorse importanti e durature nel tempo: oltre ai fondi per la Carta, che ammontano complessivamente a 381 milioni all'anno, sono previsti 40 milioni, sempre all'anno, per la formazione in servizio e 200 milioni all'anno per la valorizzazione del merito."
Possiamo solo essere contenti di questa attenzione riposta nei docenti, soprattutto perché rimette al centro la professione, con le sue peculiarità, le sue esigenze. Tra queste, le esigenze formative sono indiscutibili, sia per l'aggiornamento in servizio che per la formazione continua. Prima di avventurarci in questo settore, e capire come sarà possibile impiegare il bonus, abbiamo cercato il parere di un'esperta della Formazione, colei che più di altri incontra giovani studenti universitari che aspirano a diventare docenti, e quelli, già inseriti nella professione, che intendono continuare ad ampliare le proprie conoscenze e migliorare le competenze professionali attraverso la frequenza di Master specifici.

Incontro la Prof.ssa Lucia Chiappetta Cajola, Professore ordinario di Didattica e Pedagogia speciale presso il dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi Roma Tre, componente del gruppo tecnico per la sperimentazione dell'applicazione del modello ICF nelle scuole di ogni ordine e grado. Potrei continuare ad elencare le sue cariche istituzionali, pregresse, attuali e future, ma le sue parole sono testimonianza di chi conosce profondamente la scuola, sotto i suoi molteplici punti di vista.


Professoressa Cajola, di quali proposte di formazione per insegnanti si è recentemente occupata?

Negli ultimi anni ho diretto alcuni Master organizzati presso l'Università Roma Tre e mirati a far acquisire ai partecipanti le competenze teorico-metodologiche necessarie allo sviluppo della cultura dell'inclusione nelle scuole di ogni ordine e grado. Tra questi, il Master "Metodologia e Didattica Speciale per l'integrazione" e il Master in "Didattica e Psicopedagogia dei Disturbi Specifici di Apprendimento"; in particolare, quest'ultimo ha avuto un cofinanziamento del MIUR, in ottemperanza a quanto esplicitato nel decreto attuativo della Legge n. 170 del 2010, con la quale è stato tutelato il diritto allo studio degli allievi con dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. Attualmente, sono particolarmente impegnata nella direzione del Corso di Specializzazione per le attività di Sostegno agli allievi con disabilità delle scuole di ogni ordine e grado, presso l'Università dell'Aquila, e nel Master "Didattica inclusiva e governance degli Special Educational Needs (NdR la locandina del Master è visibile su questa homepage). Strumenti e strategie di intervento nei contesti scolastici e socio-educativi", che prenderà il via nel febbraio 2016 presso l'Università Roma Tre, dove insegno Didattica speciale per l'integrazione.

A suo avviso, quali sono le strategie didattiche utilmente impiegabili nell'attività di formazione degli insegnanti per contribuire ad arricchire ed a rendere più qualificante la loro professionalità?

Senza dubbio sono necessarie attività di formazione basate sulla circolarità teoria-pratica, tale da accompagnare i docenti ad applicare nella didattica quotidiana le prospettive, gli orientamenti e le metodologie di insegnamento emerse dalla ricerca psico-pedagogica più accreditata. A questo proposito, risulta a mio avviso estremamente valido far seguire, all'esposizione frontale di contenuti oggetto di formazione, attività di laboratorio, nonché coinvolgere i docenti in percorsi di ricerca-azione, in cui il formatore esperto li affianchi e li supporti nell'affrontare le numerose e diversificate esigenze della scuola, soprattutto nelle classi con alto grado di complessità. Anche la formazione elearning in modalità blended, che prevede una parte di incontri in presenza e una parte formativa a distanza su piattaforma on line, facilita molto gli insegnanti, i quali sono anche sostenuti da tutor esperti all'interno dei forum. Le mie esperienze più recenti sono state segnate da una partecipazione attiva e coinvolta dei corsisti, soprattutto nella realizzazione di pratiche condivise ed interattive quali, ad esempio, la costruzione di Wiki, l'approfondimento tematico attraverso lo scambio di materiali multimediali, il confronto diretto e l'elaborazione critica e creativa di prodotti didattici relativi ai contenuti proposti nelle diverse sezioni tematiche.

La questione della formazione degli insegnanti è al centro della Legge 107/2015, meglio conosciuta come "La Buona Scuola". Quali sono le caratteristiche di tale formazione e quali, a suo avviso, le peculiarità più interessanti?

La Legge mette l'accento sul diritto-dovere, da parte dei docenti, di accedere ad una formazione continua che, accogliendo l'ottica life long learning, si definisce "obbligatoria, permanente e strutturale". Ad ogni scuola viene affidato il compito di definire le attività di formazione in coerenza con il Piano triennale dell'offerta formativa e con i risultati emersi dai piani di miglioramento delle istituzioni scolastiche (DPR80/2013). Siamo nella dimensione di una società della conoscenza, in cui l'urgenza di aggiornamento continuo è sentita da tutti, in tutti i campi del sapere e in tutti gli ambiti professionali. Appare anche positiva la possibilità di poter usufruire del supporto economico della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, dell'importo nominale di euro 500 per ciascun anno scolastico, per l'acquisito di libri e testi, riviste, pubblicazioni, o per l'iscrizione a corsi di laurea, post lauream, od a master universitari. Quest'ultimo è un aspetto interessante che apre scenari innovativi.


Lei si occupa da tempo dell'applicazione nelle scuole della Classificazione Internazionale del Funzionamento della Disabilità e della Salute, comunemente definita ICF. Ci potrebbe descrivere brevemente l'utilità di tale applicazione?

L'ICF propone il concetto di "funzionamento umano" come conseguenza dell'interazione tra le caratteristiche e le abilità mentali, fisiche e sociali della persona e i fattori ambientali. Questi ultimi possono ostacolare o facilitare lo sviluppo, l'attività, l'apprendimento e la partecipazione di ciascuno, determinando, in definitiva, la qualità della vita. L'ICF può essere utilizzata efficacemente a scuola, come si sta sperimentando nell'ambito di alcune ricerche educative condotte anche personalmente, poiché si propone quale strumento per osservare, rilevare e monitorare l'impatto dei fattori ambientali sull'allievo e sul suo "funzionamento". Attraverso, infatti, la rimozione di quei fattori che rappresentano "ostacoli" e mediante l'implementazione di quelli che rappresentano "facilitatori", può essere significativamente realizzata una vera didattica inclusiva. E' il caso di ricordare che, in particolare, tra le competenze degli insegnanti di sostegno, il DM del 30 settembre 2011 prescrive specificatamente quelle finalizzate a "competenze di osservazione e valutazione dei vari aspetti del funzionamento secondo l'approccio ICF dell'OMS".


Grazie alla Prof.ssa Lucia Chiappetta Cajola per la restituzione di una visione 'competente' dei docenti: il diritto-dovere di accedere ad una formazione continua "obbligatoria, permanente e strutturale" richiede che le proposte formative rivolte ai professionisti della scuola siano di livello alto anche dopo la formazione universitaria iniziale, con i Master organizzati dall'università e con proposte qualificate di altri soggetti, offerte che rendano anche il docente co-protagonista del suo percorso di formazione continua. La ringraziamo inoltre per le parole spese nei confronti dei percorsi di formazione che tengono conto delle strategie proprie della formazione elearning e blended perché in questo settore sentiamo di poter offrire, anche noi di Sysform e de La Scuola Possibile, il nostro 'piccolo' contributo.

di Manuela Rosci
direttore responsabile della rivista "La Scuola Possibile"
docente, psicologa e psicoterapeuta, psicopedagogista
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