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n.41 marzo 2014
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Invictus - io sono il capitano della mia anima
Un grande film e una piccola strategia
di Ruggiero Patrizia - Orizzonte scuola
È il filone della discriminazione razziale che stiamo affrontando quest'anno con l'attività di cineforum.

È stata una scelta "casuale", derivata da collegamenti, curiosità ed interessi: la cosa bella è che, dopo aver visto "Il sapore della vittoria",(art. sulla rivista del 12/2013) è stato Alex, un alunno di terza, a proporre questo film alla nostra attenzione, preparandomene una relazione.

Un film per tutti che ha, ancora una volta, come filo conduttore lo sport.
Stavolta giocato da adulti, in un campionato mondiale.
La nazionale di rugby bandiera degli Afrikaneer, e quindi simbolo dell'apartheid, versa in pessime acque: sarebbe il momento opportuno per darle "il colpo di grazia". Mandela decide di sostenerla e aiutarla, esponendosi personalmente e rischiando di contrariare anche i suoi sostenitori.
Un'idea incredibile, osteggiata da tutti, considerata folle, è perseguita invece con tenacia dal neoeletto presidente, e si rivela inaspettatamente vincente.

Straordinario Morgan Freeman che interpreta il protagonista e dritta all'obiettivo la regia di Clint Eastwood arricchita anche in questo film da immagini di repertorio.

Fantastica e struggente la poesia che dà il titolo al film




Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo da un polo all'altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per la mia anima invincibile.
Nella feroce morsa delle circostanze
Non ho arretrato né gridato.
Sotto i colpi d'ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma non chino.
Oltre questo luogo d'ira e lacrime
Incombe il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.
Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima
.


In classe sono nati spunti di ricerca e di indagine su il boicottaggio inflitto al Sud Africa, il significato di "nazione arcobaleno", la vita di William Ernest Henley (1849-1903 autore della poesia, affetto da una gravissima forma di tisi) e, tra gli altri, il periodo di detenzione di Mandela, per cui il prossimo film in programmazione è "Il colore della libertà".
Quello che ha creato nei ragazzi un certo sconcerto è stato notare quanto siano recenti questi avvenimenti e in effetti è importante anche per me la conferma che siamo ancora molto "giovani" e dobbiamo quindi crescere ancora tanto per accettare realmente la diversità dell' altro.
Spunti notevoli anche per la mia professione li ho colti nelle domande che Mandela offre al capitano degli Springbox:
"Qual è la tua filosofia di leadership, tu come ispiri la tua squadra a dare il meglio? Come fai a renderli migliori di quanto loro credano di essere?"
Domande cruciali anche per noi insegnanti, vero?

Tratto dal libro "Ama il tuo nemico" di John Carlin, il film offre una sfaccettatura della politica della riconciliazione.
In effetti anche a scuola, in alcune situazioni, lo scontro è necessario, fisiologico, con gli alunni, i colleghi, i genitori, inevitabile. Mediazioni, patteggiamenti, a volte, precedono un braccio di ferro che ci mette a dura prova ed è difficile "spezzare il circolo vizioso che ci divide".
E allora è fondamentale utilizzare il perdono:
"Il perdono libera l'anima, cancella la paura. Perciò è un'arma così potente."
Una piccola strategia di riconciliazione, nata spontaneamente, che ho adottato dalla prima media, con un alunno particolarmente difficile, è quella del saluto con il bacio: un riavvicinamento, accoglienza ogni mattina e una riappacificazione, nuova alleanza alla fine di ogni giornata. Un breve suggello che ci permette di aprire e chiudere il nostro incontro aiutandoci a superare gli eventuali momenti difficili di cui possiamo essere portatori e ad alleggerire quelli che si sono verificati nella nostra relazione. Piano piano questa modalità è stata estesa agli altri colleghi ed ha consentito di aprire un piccolo prezioso varco affettivo che curiamo con attenzione reciproca.

Patrizia Ruggiero Counselor professionale, docente di sostegno IC Via Belforte del Chienti - Roma
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