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n.48 dicembre 2014
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Articolo 'Io e il Piero Gabrielli'  >>>
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Io e il Piero Gabrielli
Un'esperienza che lascia il segno
di Leo Anna - Inclusione Scolastica
Nel lontano 2003, mi fu chiesto di entrare a far parte del PROGETTO TEATRALE INTEGRATO "PIERO GABRIELLI", una proposta rivolta alle scuole attraverso tre laboratori: recitazione, scene-costumi e documentazione. Un fiore all'occhiello tra i progetti d'Istituto e uno degli assi portanti del Piano dell'Offerta Formativa del 141° C.D. (la mia scuola di appartenenza). Le sensazioni provate, allora, furono molte: da un lato rimasi alquanto perplessa perché non riuscivo a coniugare questa attività al mio mondo scuola, dall'altro mi affascinava e soprattutto mi incuriosiva capire perché questo progetto fosse così importante in un contesto scolastico.
Non trascorse molto tempo da quando assunsi la consapevolezza di essere nel pieno di un percorso di crescita e di formazione. Ogni anno partecipavo alla creazione di uno spettacolo teatrale e, una volta chiuso il sipario, potevo fermarmi e riflettere su quanto fossi cambiata e su quanto avessi appreso rispetto all'inizio dell'anno: avevo tra le mani un mezzo, una risorsa straordinaria. Incontrarsi entro i confini del laboratorio teatrale a contatto con professionisti esterni (regista, musicista, scenografo), con bambini appartenenti a diverse classi e realtà completamente differenti, nonché con altri docenti dell'Istituto, costituiva un modo per riscoprire me stessa e gli altri. Rinnovavo continuamente i miei rapporti relazionali e, progressivamente, abbandonavo il ruolo di cattedra-banco per dare spazio a meccanismi conoscitivi più profondi, attraverso cui potevo percepire le persone sotto una nuova luce che ne valorizzava i lati nascosti e spesso sconosciuti. Il teatro cominciò a rappresentare per me un ordine nuovo, un modo di conoscere il mondo e me stessa.

Ho appreso a lavorare in équipe, a mediare, a collaborare. Attraverso questa esperienza cambiava il mio modo di vivere la scuola e soprattutto l'insegnamento. Vivevo i laboratori come contesti di apprendimento integrando il loro percorso nella didattica, considerandoli momenti di arricchimento e luoghi privilegiati per la conoscenza degli alunni e delle loro potenzialità. Ambienti favorevoli per una più concreta e diretta conoscenza della disabilità ma anche luogo per conoscersi meglio.

Certo non è stato tutto facile; il cammino è stato faticoso, spesso ho avuto paura e vergogna di mettermi in gioco, temevo di essere ridicola, inadeguata agli occhi degli alunni (credendo di perdere autorevolezza) e degli adulti che mi circondavano. Ma poi ho cominciato a vivere quei momenti come un ulteriore possibilità di espressione personale, come un'attività che accresceva la mia libertà e il mio coraggio di sentirmi pronta nell'accettare i miei limiti. Far parte del progetto Piero Gabrielli ha significato tutto questo e molto altro.
Nell'attuale società una delle sfide educative più grandi per noi docenti è quella dell'integrazione, dell'inclusione e della convivenza con culture diverse. Ogni giorno siamo chiamati a prove che non sempre superiamo.

La diversità come la disabilità può talvolta essere fonte di dubbi e preoccupazioni perché i timori, i pregiudizi e gli stereotipi che sono in noi tutti orientano il nostro modo di rapportarci ad esse.
Il teatro permette di creare un clima davvero democratico, in cui tutti scopriamo la stessa dignità, lo stesso valore e dove tutti siamo chiamati a metterci in gioco per quello che si è. E' un'esperienza che lascia il segno a tutti coloro che hanno l'opportunità di viverla, come scrisse un'alunna durante un compito in classe d'italiano dal titolo: "Dove va il tuo pensiero", in riferimento all'opera di Verdi: Forse per molte persone questa cosa non conta molto, ma per me sì.
Ecco senza troppi giri di parole il mio pensiero va al progetto Piero Gabrielli.
Mi ricordo ancora il primo giorno .... Il Gabrielli è un'esperienza che sembra una favola per quanto è bella. E' iniziato tutto così .... Un giorno improvvisamente tutto cambia. Mi è sembrato di entrare in un libro .... Spero che questo progetto continui sempre per far vivere ad altri bambini tutto quello che ho provato io giorno dopo giorno.


Lasciare tanto nel cuore di un bambino è una grande vittoria per tutti coloro che ogni giorno lavorano e credono nel Progetto Piero Gabrielli. Io ci credo!

Dedicato a Luigia Bertoletti.


Anna Leo, docente IC N.M. Nicolai, assistente al monitoraggio nelle scuole per il Coordinamento Pedagogico Piero Gabrielli

Una esperienza nell'interno del laboratorio di Scene e costumi

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