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Numero: 4-dicembre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 21 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Io genitore cosa devo chiedere alla scuola primaria di mio figlio?
Ovvero: è meglio che non scriva mai "conosciere"o che reciti, suoni, scriva poesie, impari a cogliere le parole chiave, si chieda i perché e voglia delle risposte?
di Paci Lucia Giovanna - Emergenza scuola
In questi giorni , in due diversissime occasioni, mi è capitato di pormi la stessa domanda con conseguente riflessione: a che serve la scuola elementare, o primaria come si chiama oggi? Quali requisiti o quali strumenti deve fornire?
E' sufficiente o indispensabile che dia i requisiti di base, come scrivere, leggere e far di conto o deve aprire la mente, stuzzicare le corde, stimolare la curiosità, far emergere attitudini e talenti, insegnare un metodo?

La risposta sembrerebbe facile e scontata, l'equilibrio tra le due offerte sarebbe l'ideale, ma la cosa, in realtà, non è di così facile attuazione.
Il primo dei miei quattro figli è entrato nella scuola 10 anni fa e ha avuto la fortuna di incontrare due pilastri della scuola Walt Disney come Carmen Carretta e Laura Pistolesi, che gli hanno insegnato che la scuola è un viaggio, in cui si cammina con la testa e con il cuore, un'avventura magica da percorrere insieme con voglia, passione, entusiasmo, curiosità , apertura e "prurito da intellettuali. "Tu devi baciare la terra dove camminano la maestra Carmen e la maestra Laura" gli ripeto di continuo, "eri pieno di potenzialità e risorse, curioso , ma chiuso e insicuro, un rospetto e, nutrito di amore per l'intelligenza e di attenzione alla sensibilità e alla creatività, ti sei aperto e ti sei via via trasformato nel principe che sei oggi".
Ha una calligrafia tremenda, però, non molto leggibile, perché, certo non ha passato il tempo a fare esercizi di bella scrittura come facevamo noi e come magari torneranno a fare i bimbi del dopo Gelmini, visto che la scuola va riformata con un ritorno alle cose importanti e basilari, all'ordine!! E ogni tanto mi chiede: "ma conoscere si scrive con la i o senza?"

Lo stesso percorso lo sta facendo la mia figlia più piccola, che è in terza elementare, con Marianna, neanche a farlo a posta un'ex allieva delle due maestre del fratello e con lo stesso sano, entusiastico, inconfondibile stampo; con Adriana, una giusta miscela di garbo, professionalità e passione, sapientemente spalleggiate da Paola, solido e rassicurante collante di questo team, così come di quello già citato. Tanto lavoro, tanta lettura, tanto "friccicore" intellettuale, tanta espressività e creatività: letture animate, recitazione, canto, ballo, ma anche streghe, miti, grammatica, matematica... fantasia e rigore, passione ed esercizio, vitalità e concentrazione, spazialità e profondità.
Accade, poi, che ci sono i colloqui: Benedetta, mia figlia, grintosa e "frizzantina", ha avuto una battuta d'arresto: "i" e "h" dove non vanno o omesse dove vanno, "orrori"ortografici che non erano mai stati fatti o che erano stati superati! Azzardo l'ipotesi già fatta in passato per Jacopo, che di fronte a un ritmo incalzante di lavoro, a 360°, a tanta "carne al fuoco", sia normale perdere qualche pezzo per strada, ci sia qualcosa che possa uscire penalizzato, ma dico e mi dico che, sinceramente, mi sembra così importante, unico, imperdibile e formativo per la struttura della sua persona e personalità il lavoro che sta facendo, che non mi sembra determinante, almeno in questa fase, la dimenticanza di un "h"! Ci sono parecchi adulti, anche laureati, che scrivono degli strafalcioni non commentabili, ma il più delle volte, crescendo, leggendo, continuando a studiare, queste insicurezze iniziali vengono superate, mentre... la vivacità intellettuale, la capacità di sorprendersi e di domandarsi, di allargare i campi e gli orizzonti, l'acquisizione dei metodi, se non ti sono state trasmesse agli albori del tuo percorso, chi te le dà più?

Accade pure, però, che vado a visitare il Liceo "Carducci", perché mia figlia Chiara frequenta la terza media e il prossimo anno vorrebbe iscriversi al Liceo Psicopedagogico o, come viene chiamato ora, Liceo della Formazione. Una professoressa di matematica racconta che vieta tassativamente ai suoi ragazzi l'uso della calcolatrice, perché i ragazzi di oggi non sanno più allenare la mente e devono imparare a farlo. Individua come responsabile di questo la scuola elementare, che non offre più solo le funzioni strumentali di base, come "leggere, scrivere e far di conto", come dovrebbe essere nella sua finalità essenziale (scuola "elementare"), ma offre ai bambini un bagaglio spropositato di conoscenze ed esperienze, che, secondo lei, farebbero parte di un percorso successivo, di cui in età così giovane non ci sarebbe alcun bisogno, che viene oltretutto dato a discapito delle nozioni e abilità di base...

Di nuovo, "la domanda sorge spontanea", come diceva un tale: cosa devo pretendere per i miei figli o, per mia figlia, ormai , cosa mi devo aspettare?
Ci sono due risposte, ahimé, per questa domanda, diametralmente opposte.
Alla prima rispondo da sola. Chiara non è mai stata un asso in matematica, anzi è decisamente una schiappa e si porta dietro lacune mai totalmente colmate, ma la maestra Ivana, la maestra Rita e la maestra Rosanna le hanno insegnato un metodo, hanno fatto allenare la sua volontà, hanno lavorato sulla sua personalità e, ora che è anche più matura e motivata verso la scuola e verso quell'indirizzo, ha la struttura sufficiente per rimboccarsi le maniche e ...spuntarla. Benedetta, sotto la spinta delle sue maestre, alimenta il suo già vivo fuoco interiore e dovrà solo, con un po' più di tempo e pazienza, perfezionare gli automatismi fino a portarli in equilibrio con il resto. Il più serenamente e il più naturalmente possibile, come richiedono i più sani ritmi di crescita di un bambino. Io non mi preoccupo.
Se lo faccio, è perché c'è una seconda risposta alla mia domanda spontanea e a rispondere è il Ministro Gelmini con la sua bella legge! Una scuola elementare, o primaria che voglia chiamarsi, cosa potrà offrire a questi nostri bambini, con un "maestro prevalente" e con 24 ore settimanali?
Certamente il recupero delle poche, primarie o elementari, funzioni dello scrivere, del leggere e del far di conto, magari con una particolare attenzione e cura della bella scrittura, che nell'era telematica del computer e di internet è utilissima, specialmente quando i bambini devono scrivere "ke" o "nn" o "ci vdm dmn", come si parla nelle chat, che, per carità, non vanno assecondate , ma nemmeno negate con puritana indignazione!

Con sana pace di quella professoressa, il bagaglio si restringerà al punto di stare tutto dentro a un...borsellino! Io, per il momento, mi godo la gloria di avere dato a Benedetta l'opportunità, attraverso l'incontro con i suoi insegnanti, di partecipare in seconda elementare a un concorso teatrale nazionale, fuori città, fuori regione, con tante altre scuole e di....vincerlo! Con naturalezza, con sicurezza, con maturità da....scuola primaria!

Lucia Giovanna Paci genitore nel IV Municipio di Roma
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inserito domenica 24/07/2016 ore 16:15 da Marco
Ho avuto la fortuna di far parte della vita professionale scolastica della maestra Laura Pistolesi, essendo stato suo alunno nella prima classe, la mitica sezione D, in cui Laura iniziò il suo percorso di maestra. Era il 1984 alla Walt Disney e lei e la maestra Carmen, con cui abbiamo condiviso momenti e lavori bellissimi, ci insegnavano a crescere. Non dimentichero' mai la tua dolcezza e la tua solarita'. Ricordi il camposcuola in toscana? Non so se leggerai mai questo mio commento, ma ti volevo dire Grazie Laura per tutto quello che mi hai lasciato nel cuore. Con tanto affetto l'alunno Marco Palma
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