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| Io ho paura |
| ....e provo a superarla |
| di Zingales Debora - Integrazione Scolastica |
Sebastiano è un bambino di 9 anni che ha paura di rimanere solo, si sente solo, si sente debole.
Questo è quello che dice lui e, sicuramente, è la verità ma il problema è un altro: Sebastiano, per attirare l'attenzione su di sé, "violenta" e ossessiona fisicamente e psicologicamente tutti coloro che lo circondano.
E' un bambino sveglio, molto intelligente, perspicace e sa cose che, anche per alcuni adulti, sono sconosciute o tabù.
Secondo alcuni esperti presenta soltanto un disturbo dell'apprendimento; ha tic e fa movimenti bizzarri e, secondo me ha, anche, un forte disturbo della personalità e una grandissima paura della vita.
Ha paura di essere preso in giro, di essere deriso, di essere escluso dai suoi compagni e per prevenire tutto questo usa la violenza e la rabbia: è il suo modo per difendersi.
Sebastiano dà calci, dà pugni, picchia con l'ombrello, con le penne, rompe piatti in testa, minaccia con i coltelli, con le forbici, con le puntine da disegno e fa tante altre brutte e pericolose azioni mai prevedibili alle quali seguono sempre rimproveri, punizioni e dialoghi per farlo ragionare e riflettere su ciò che è giusto o sbagliato fare.
Causa incidenti che turbano la classe; insegnamento e apprendimento vengono, di continuo, interrotti da sue espressioni di forti emozioni: provocazioni, parolacce, oscenità, urla, strilli e pianti.
Lui già sa che gli adulti hanno le proprie debolezze, che non sono davvero infallibili, che non hanno una saggezza illimitata e che possono sbagliare.
Ecco, Sebastiano te lo ricorda sempre soprattutto dopo essere stato rimproverato.
Nelle scuole come questa dove insegno può succedere che si crei una solidarietà tra colleghi, un legame comune per affrontare situazioni come quella di Sebastiano, per aiutare i bambini e le loro famiglie.
Per fortuna!!!
Ma basta tutto questo? Io faccio la cosa giusta? Nessuno me lo dice! La risposta la posso ottenere soltanto dal comportamento di Sebastiano: ma è così imprevedibile, così pieno di rabbia.
Quante volte mi è venuta voglia di abbracciarlo e di proteggerlo quando piange .....in quel momento lui si lascia andare, vorrebbe svenire, annientarsi, sparire: me l'ha detto lui!
E' convinto che ormai lui è stato etichettato, per le sue brutte azioni, da tutti come colui che dice menzogne, il violento, il maleducato, lo straniero e il figlio di genitori separati, il brutto anatroccolo.
L'unica alternativa è avvalersi della violenza.
A me fa un'immensa tenerezza ma anche molta paura.
E' una bomba ad orologeria che da un momento all'altro potrebbe far del male, quello vero, a chicchessia e io non ho i mezzi per difendermi né difendere gli altri ma soprattutto non ho la possibilità di difendere lui dalle sue paure.
Cerco di tranquillizzarlo sempre con parole dolci, con il dialogo e lui ascolta e riconosce, per alcuni brevi momenti, il mio ruolo: quello di un adulto che educa e media alla vita scolastica e sociale; ma basta poco e ricomincia a turbare l'intera classe.
Qualsiasi persona che si trovi in una situazione difficile o penosa solitamente o cerca di fuggire o si affida a qualcuno: Sebastiano si affida alle sue paure scaturite dal suo sofferente passato e dal pensiero del suo futuro in una società severa e cattiva.
Ed io ..... sarò mai brava ad aiutarlo? .... Sarò mai un'insegnante efficacie per lui? Lo spero tanto, ma anch'io ho tanta paura .....
Debora Zingales Docente di sostegno 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
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