Torna nella homepage
 
n. 29 gennaio 2013
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:16 Novembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'IO NON CI STO'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
IO NON CI STO
L'importanza della IN-FORMAZIONE per la qualità dei nostri pensieri
di Rosci Manuela - Long Life Learning
Sabato 12 gennaio ho partecipato a Roma al I Convegno Nazionale della Massa Critica Consapevole, organizzato da PiùChePuoi di Italo Pentimalli e dal suo staff. Mi sono iscritta a dicembre, con la curiosità di chi è sempre in cerca di qualche stimolo riflessivo/innovativo: sotto il titolo, infatti, compariva la scritta "La centesima scimmia potresti essere tu". La brochure di presentazione apriva così:

"Anche tu sei convinto sia finito il tempo di stare a guardare?
Siamo stanchi delle verità suggerite e dei ricatti mediatici. Delle regole del sistema e delle menzogne. Stanchi dei sabotaggi e degli autoinganni".
E ancora:
"Massa critica indica in generale una soglia quantitativa minima oltre la quale si ottiene un mutamento qualitativo. Cosa significa? In fisica per esempio viene definita massa critica la quantità minima di un materiale necessaria affinché si sviluppi una reazione. Mentre aggiungi materiale sembra non accadere niente. Quando però raggiungi il punto soglia basta una piccola aggiunta per scatenare l'intera reazione.
Esiste quindi un "punto critico", oltrepassato il quale alcuni processi che prima non esistevano o procedevano molto lentamente, iniziano a manifestarsi e avanzare in maniera sempre più rapida, anche nell'arco di poco tempo.
Qual è la tua soglia critica?"


A questo punto poi c'era la storia della centesima scimmia.
Prima di mostrare i relatori della giornata, la presentazione chiudeva così:

"Quando viene superato un certo numero critico di elementi si raggiunge una nuova consapevolezza, la medesima viene passata da una mente all'altra. Sebbene il numero critico possa variare, il Fenomeno delle Cento Scimmie indica che quando vi sono poche persone che conoscono qualcosa di nuovo, questo nuovo concetto rimane di loro esclusiva proprietà. Ma se a loro si aggiunge anche una persona in più, e si raggiunge il numero critico, si crea una idea così potente da poter entrare nella consapevolezza di quasi tutti i membri di quel gruppo."

Chi mi conosce sa bene quanto sia convinta di questa idea e, quindi, non ho mancato all'appuntamento.

Come ho avuto modo di affermare anche agli organizzatori, il Convegno ha superato le mie aspettative. Non sono digiuna di incontri di questo tipo ma questa giornata è stata preparata in maniera calibrata, scegliendo modalità differenti per sostenere l'attenzione dei partecipanti (la parola affiancata da video e audio), con un equilibrato apporto di contributi esperienziali (a parte un intervento, un po' "particolare"!), con una sapiente regia del suo ideatore, tutti elementi che hanno soddisfatto la mia curiosità andando oltre, sollecitando le mie corde interne molto più che in altre occasioni.
Non conosco di persona Italo Pentimalli ma il suo motto "c'è un modo diverso di vedere le cose" mi appartiene da sempre e l'idea che possiamo acquisire le chiavi per accedere ad "un mondo possibile", che dire, è la filosofia di vita che mi accompagna e che testimoniamo anche con la nostra rivista: la scuola possibile!

L'idea quindi che "aggregarci" su una visione POSSIBILE di Scuola possa trovare affinità anche in altri campi della formazione (crescita personale, finanziaria e benessere) non mi ha sorpreso anzi mi ha rinfrancato perché probabilmente potremmo essere anche noi più vicini di quanto immaginiamo "alla centesima scimmia del possibile!".

Oltre queste considerazioni, poi, mi è piaciuta la semplicità/sinteticità con cui ha trasmesso dei concetti che sono basilari e che mi hanno spinta a darne restituzione ai nostri lettori, seppur adattandoli al contesto della rivista e, sebbene avessi già scritto l'editoriale, affrontando l'argomento del mese da "un altro punto di vista".

Lo slogan di partenza è stato
PRENDIAMO LE NOSTRE DECISIONI IN BASE A CIO' CHE SAPPIAMO, IL PROBLEMA E' CHE NON SAPPIAMO CIO' CHE NON SAPPIAMO.

L'importanza quindi delle INFORMAZIONI che acquisiamo, e la qualità delle stesse, ha la stessa valenza della qualità/consistenza del cibo che ingeriamo (questo parallelismo è il mio): spesso lamentiamo di non sapere la provenienza di che cosa "ingeriamo" e per routine, per stanchezza, per abitudine ... mandiamo giù quello che raggiungiamo più facilmente. Non è una colpa ma la condizione di chi è impegnato su altri fronti (il lavoro, la famiglia, la crisi, le tasse ...) condizione che accomuna molti di noi, semplici mortali. Ma come la forza del cibo (la sua qualità) è di per sé energizzante oltre che gratificante, la qualità delle INFO che immettiamo nel nostro calcolatore personale (il nostro cervello) fa sì che le operazioni interne di elaborazione cerebrale producano una serie di conseguenti PENSIERI, direttamente influenzati da ciò che sappiamo (o crediamo di sapere). Vuol dire che quello che ascoltiamo dalla televisione, dai colleghi, dai passanti, che leggiamo sui giornali e libri, fa parte di una VERITA' RELATIVA, filtrata dal pensiero di chi la formula: quando va bene, inconsapevolmente; in altre occasioni, forse troppe, la manipolazione dell'informazione è consapevole da parte di coloro che vogliono che gli altri (e saremmo tutti noi!) sappiano solo una parte della verità/storia/fatti. Difficile da credere? Non penso proprio che questa rivelazione metta più a disagio di quanto oggi sia la maggior parte delle persone.

Altro aspetto determinante che nutre e influenza i nostri pensieri è la CULTURA, intesa come l'insieme dei valori/credenze/azioni che, prima la sola famiglia e poi la scuola e la società tutta, scelgono e coltivano e propongono come "tessuto di base" su cui costruire la propria identità, con regole e coordinate che sono assunte dalla comunità come le più adeguate a sostenere il cammino della realizzazione personale (dalla nascita alla vecchiaia, dal neonato al cittadino realizzato).

Sulla base di questi due pilastri -la qualità dell'informazione e la consistenza della cultura di appartenenza- COSTRUIAMO I NOSTRI PENSIERI, cioè il modo in cui NOI leggiamo la realtà, ci diamo le spiegazioni sulla nostra esistenza, su dove andiamo e su cosa è possibile/impossibile fare.
E i nostri pensieri (che ci accompagnano sempre, perché ci piaccia o no, il nostro "dialogo interno" è sempre vivace anche quando non ce ne accorgiamo!) influenzano il nostro STATO D'ANIMO (come ci sentiamo, quali emozioni proviamo): va da sé che pensieri positivi generano stati d'animo più positivi di quanto riescano a fare pensieri più negativi, che quasi sempre sono depotenzianti. In queste condizioni (variabili a seconda dei nostri pensieri) prendiamo DECISIONI che ci fanno propendere o meno a fare AZIONE, con l'intento di raggiungere dei RISULTATI. Il successo o meno dei nostri risultati influenzerà nuovamente il pensiero: se avrò raggiunto i risultati programmati (o sperati!) è probabile che tornerò a formulare pensieri che vanno verso; al contrario, se i miei risultati sono stati scadenti, i pensieri che mi salteranno in testa è di non essere capace, o che è un'impresa impossibile, che io non me lo posso permettere, che non sono capace ... e si potrebbe continuare ad elencare tutta una serie di pensieri che influenzerebbero in negativo lo stato d'animo che a sua volta .... E la storia continua all'infinito!
E tutto è iniziato parlando di INFORMAZIONE e sul "sano dubbio" circa ciò che ci viene raccontato.

Capite bene che sento enormemente la responsabilità di divulgare un'informazione che sia di qualità seppur consapevole che rappresenta "un punto di vista" con cui si legge la realtà. Per fortuna, però, lo Staff di Redazione della nostra rivista è composto di tante persone che, sebbene condividano le finalità de lascuolapossibile, contribuiscono con le loro peculiarità a offrire tanti spaccati che non sono "manipolazione della realtà" ma veri e propri punti di vista differenti con cui confrontarsi. L'altro/gli altri dunque sono una risorsa preziosa perché ci mettono a disposizione il loro modo di vedere/riflettere/interpretare i fatti così da permettere ad ognuno di noi di completare il puzzle della vita, anche con i pezzi che all'inizio ci mancano. Non è sorprendente e allo stesso tempo ... POSSIBILE?

Poiché IO NON CI STO a che gli altri manipolino le informazioni con l'intento di nascondere parte di verità, giocando alle nostre spalle, sulle nostre teste, pensandoci più come fantocci che come persone/cittadini ... credo come Italo che sia ora di smettere di stare a guardare e di PRETENDERE che chi governerà assuma con onestà e responsabilità la conduzione di tutti noi, ben sapendo che dovrà/dovranno rendere conto di quanto metteranno in campo.

E' finito il tempo di credere a tutto ciò che ci viene detto. E' anche finito il tempo di stare a guardare. Non si può solo delegare, si deve vigilare affinché chi è stato incaricato di fare ... FACCIA CIÒ CHE GLI SI CHIEDE DI FARE ... PER TUTTI NOI.
Il dubbio non dovrà logorare noi ma chi dovrà fare a nome nostro, con il nostro mandato elettorale.

Le PAGELLE ONLINE saranno allora utilizzate soprattutto per dare voti in diretta all'operato dei nostri politici e amministratori e anche le loro ASSENZE o i COMPORTAMENTI SCONVENIENTI saranno valutati in diretta affinché a nessuno dei nostri studenti venga in mente di imitarli perché, noi docenti, ogni giorno tentiamo di offrire un modello adulto credibile e non possiamo permettere che "incapaci" intralcino il nostro lavoro a scuola (non lo posso permettere nemmeno come genitore!).
Noi dobbiamo sollecitare e creare sviluppo, speranza, pensieri positivi nei nostri giovani.

Noi che crediamo in una SCUOLA/VITA POSSIBILE ... anche in tempo di crisi.

Manuela Rosci
Aggiungi un commento
Sono presenti 1 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito domenica 16/11/2014 ore 11:15 da Nicola Orsatti
Sono d'accordo su molte delle sue idee. Del resto, la scuola ha un ruolo fondamentale nello sviluppo critico del giovane e dev'essere veramente potenziata, ricostruita dalla base (gl'insegnanti), a cominciare dalle elementari. Le varie riforme scolastiche sono state fatte più sulla spinta di interessi sindacali e di interessi di particolari categorie dinsegnanti (che poi sono la stessa cosa) che nell'interesse dei giovani e del futuro del Paese. Quando si trattava di svecchiare i programmi e di adeguarli alla realtà completamente diversa di quella della riforma Gentile, si è stati più attenti a come sarebbero cambiate le ore-cattedra piuttosto che a cosa mettere dentro i programmi.
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional