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n 8 dicembre 2010
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
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Articolo 'Io ti prometto ...'  >>>
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Io ti prometto ...
Lettera a Babbo Natale
di Rosci Manuela - Editoriali
Quante lettere ognuno di noi ha scritto, forse proprio a Babbo Natale?
Forse tante oppure nessuna.
Credo, comunque, che ci sia capitato spesso di "promettere".
Prometto di essere buono, di non raccontare bugie, di non litigare più con mio fratello (o sorella)...
Prometto di studiare di più, di impegnarmi, di non frequentare "cattive" compagnie ....
Prometto di non ubriacarmi, di non drogarmi, di non essere aggressivo, di avere rapporti protetti ....
Prometto di esserti fedele, nella buona e cattiva sorte (o qualcosa di simile!) ....
Prometto di ...

Promettere è una cosa, e mantenere è un'altra!

Quante volte è capitato di garantire, assicurare, impegnarsi a fare quanto detto ... e poi, invece, non si è riusciti nell'intento. Questo vale sia per i piccoli che per i grandi!
A volte si può rischiare di fare grandi promesse ... senza avere l'intenzione o la possibilità di mantenerle.

Promettere è un verbo che porta con sé una prima domanda: che cosa?
Che cosa siamo abituati a promettere?
E poi: a chi cerchiamo di promettere?
E ancora: quando promettiamo qualcosa?

Promettere è una cosa, e mantenere è un'altra!

Promettiamo di occuparci dei più deboli, dei bambini, degli anziani, dei disabili e poi non riusciamo a mantenere questo impegno. Non lo manteniamo come società (stiamo assistendo allo svilimento dei legami sociali, quelli che tengono insieme una collettività), non lo manteniamo come istituzione scuola (giudichiamo, puniamo, escludiamo di più di quanto riusciamo a valutare per costruire, a includere per crescere),non manteniamo l'impegno come singoli individui, come genitori, come docenti, come persone che si occupano di "educare" le nuove generazioni.

Ho ricevuto la mail di un genitore mio amico che racconta "quello che sta succedendo nella scuola di mia figlia come spunto per considerazioni più generali. Mia figlia frequenta il primo anno del Liceo ... di Roma. La scuola si caratterizza per la grande accoglienza agli alunni con disabilità. La scuola da alcuni giorni è stata occupata. A parte (alcune considerazioni) ... l'occupazione sta creando numerosi disagi ai più di 70 alunni con disabilità, anche molto grave, che la frequentano. Oggi, giorno in cui l'occupazione è ripresa improvvisamente, i docenti hanno cercato di radure questi ragazzi in alcune aule ma sono stati scacciati. Con il risultato che docenti e ragazzi hanno aspettato fuori la scuola che i genitori o chi per loro li rivenisse a prendere. Quello che mi ha colpito in questa vicenda è che nonostante dirigente scolastico e corpo docenti siano molto sensibili alle problematiche della disabilità, gli alunni hanno occupato la scuola senza neppure preoccuparsi di quei loro 70 e passa compagni in grave difficoltà. Si protesta contro la riforma Gelmini, anche perché riduce gli spazi per gli alunni con disabilità nella scuola, ed è questa la risposta? Ignorare totalmente questi ragazzi. Cosa e con chi abbiamo integrato in questi anni i nostri ragazzi? Quale futuro attende i nostri figli, in una società in cui saranno questi ragazzi a doversi fare carico di loro?"

Promettere è una cosa, e mantenere è un'altra!

Dobbiamo ammettere che non stiamo mantenendo le promesse fatte:
abbiamo promesso che avremo integrato gli alunni handicappati ...
poi abbiamo promesso che avremmo incluso gli alunni disabili ...
nel frattempo abbiamo ratificato (2007) la Convenzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sui Diritti delle persone disabili (13 dicembre 2006), ma avevamo tempo addietro ratificato (1991) anche la Convenzione ONU sui Diritti dell'infanzia (20 novembre 1989), abbiamo mancato gli impegni di Lisbona per il 2010 (i nostri quindicenni dovevano aumentare le competenze della lettura e i ragazzi dovevano disperdersi di meno, gli adulti continuare a formarsi per tutto l'arco della vita!), abbiamo disatteso che i docenti curricolari diventassero capaci di lavorare con tutti e che i docenti di sostegno diventassero più competenti e che i Dirigenti sapessero gestire meglio le risorse umane all'interno delle scuole e che i genitori si assumessero i loro impegni di adulti e non fare gli amici dei figli e che i bambini e i ragazzi imparassero "sul campo" a rapportarsi con la/le diversità. Abbiamo promesso e non c'è nulla di peggio che rendersi conto che ... non abbiamo mantenuto!

Indietro non si può tornare e il tempo passato è stato già "consumato" forse a rincorrere altro o forse a piangere su altre promesse non mantenute. Oppure non ci siamo resi conto di nulla di tutto questo, abbiamo vissuto nella convinzione che ciò che stiamo facendo è il massimo di ciò che possiamo fare, perché non possiamo fare altro, non dipende da noi ma dagli altri, dalla società, dalla crisi, dagli astri che si pongono male, dall'oroscopo che ci consiglia di sonnecchiare, di non immischiarsi.

Ebbene io ti prometto (a chi, poi?) diventa io mi prometto.
Io mi prometto di non attribuire agli altri i miei insuccessi;
io mi prometto di non dare retta a chi vuole immobilizzare tutto;
io mi prometto di difendere ciò che abbiamo conquistato (come donna, come madre, come docente all'interno della mia scuola ...);
io mi prometto di non farmi contagiare da chi vuole solo lamentarsi;

al contrario:
io mi prometto di farmi contaminare da chi non si arrende e crede che il "non si può" di oggi sia soltanto un "si può fare" ... ritardato;
io mi prometto di continuare a credere che il futuro è dentro di noi: i pensieri di oggi determinano le nostre azioni e le nostre azioni ci permettono di realizzare il futuro che oggi possiamo solo "vedere";
io mi prometto di lavorare ogni giorno con la curiosità di chi va incontro al nuovo e con la determinazione di chi vuole salvaguardare il già conquistato;
io mi prometto ...

io mi prometto di mantenere e portare a termine... almeno il doppio di quello che prometto!

Buona Fine e soprattutto Buon Inizio di Anno Nuovo a tutti quanti

Manuela Rosci
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