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n.74 giugno 2017
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Oggi è il giorno:20 Agosto 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Io valuto se tu mi aiuti a farlo!
Le strade per definire un percorso formativo
di Santigliano Leonilde - Didattica Laboratoriale
Spesso al termine di un corso di formazione è quasi d'obbligo fare un'autobiografia per verificare cosa si è riusciti a portare via. Si cerca di andare indietro e soffermarsi sui momenti che ci hanno colpito in modo particolare; questa è senz'altro un'operazione che richiede del tempo per riflettere e capire se il percorso ci ha fornito dei nuovi strumenti da attuare concretamente, se ci ha arricchito dal punto di vista culturale o se addirittura non ci ha lasciato niente di interessante.
Non basta semplicemente fornire un racconto sul percorso, ma ritengo sia necessario capire se ha modificato una parte di noi, questo lo si può capire al termine, quando si possono tirare le somme, ordinare le idee, riflettere sulla ricaduta professionale e provare a valutare.
Giunti al termine dell'anno scolastico, gli insegnanti si ritrovano impegnati a redigere giudizi su ogni singolo alunno, a documentare le valutazioni attraverso voti finali relativi alle diverse discipline.
Quest'anno ho voluto condividere questa operazione, che per molti sembra abbastanza ostica, perché avendo a che fare con piccoli alunni, spesso non ci si rende conto di come il loro evolvere crea negli insegnanti qualche incertezza in fase di valutazione: da un mese all'altro crescono, si arricchiscono continuamente.
Vivendo i nostri alunni in un mondo pieno di stimoli, è praticamente impensabile rimanere al di fuori delle nuove forme di conoscenza.
L'idea mi è venuta quando, in seguito a una serie di verifiche di Istituto, di fine secondo quadrimestre, un bambino mi ha chiesto: "Maestra che voto mi metti in pagella?" In coro tutti gli altri hanno chiesto la stessa cosa.
Pensandoci bene, mi sono posta un quesito: come mai non avevano proprio idea del voto finale, anche se durante l'anno ci sono stati diversi momenti dedicati all'autovalutazione?
Probabilmente, considerando la giovane età degli alunni, spesso si può pensare che vivano aspettandosi che sia un adulto a dover valutare il loro operato alla fine di un percorso più o meno lungo.
Ho voluto coinvolgerli in questa attività di valutazione, partendo da loro stessi. Ho chiesto di partecipare, descrivendo con parole semplici i vari momenti più importanti che hanno caratterizzato, seppure in maniera diversa, l'anno scolastico, di valutare con degli smiles alcune attività svolte, di descrivere che cosa hanno imparato di nuovo, di bello, e di affermare se sapevano più cose rispetto allo scorso anno, se avevano instaurato legami più solidi con i compagni di classe.
Per fare questo tipo di lavoro, gli alunni hanno dovuto elaborare delle considerazioni personali, mettere in moto delle capacità di metacognizione per contribuire a dare una propria opinione rispetto al loro percorso. Dai lavori dei piccoli, è emerso di tutto:

Zoe: "La maestra di arte e immagine ci ha fatto copiare un quadro di un pittore famoso, ha lasciato decidere a noi il voto, io mi sono data un bel dieci perché lo meritavo".
Riccardo: "Quest'anno sono stato bravissimo in matematica, conosco tutte le tabelline!".
Giorgia: "La materia che preferisco è l'italiano, anche se faccio tanti errori, spero di diventare più brava".
Giulia: "Sono felice perché ho potuto conoscere meglio i compagni di classe e con alcuni sono proprio amica".
Andrea: "Mi è tanto piaciuta l'uscita didattica alle caldare di Manziana, perché abbiamo fatto delle lunghe e bellissime passeggiate nel bosco".
Roberta: "Rispetto all'anno scorso sono cresciuta in altezza, sono più ordinata e non perdo più le mie matite".
Sara: "Sono stata una delle protagoniste dello spettacolo in inglese, sono stata davvero brava, ho imparato tante parole nuove che ricordo ancora".
Gabriele: "Non ho più paura di sbagliare, i maestri mi hanno detto che sbagliando si impara, ci credo perché quando faccio degli errori, mi accorgo che non sono soltanto io a farli e per questo sono più contento".

In seguito a questa esperienza, ho potuto constatare che molti alunni tendono a supervalutarsi e altri a buttarsi giù, per questo credo che l'autovalutazione sia utile, mi ha fornito un feedback importante: è un lavoro lungo, d'altronde non è un processo che si svolge dall'oggi al domani, necessita di tempi più lunghi e di tanta consapevolezza.
Ritengo che sia assolutamente giusto coinvolgere gli alunni nella valutazione, perché è bene che ognuno di loro sappia dove si trova, quale strada deve percorrere per giungere con giusta umiltà ad imparare sempre di più.


Leonilde Santigliano, docente dell'I.C. "Belforte del Chienti", Roma
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