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n.5 settembre 2010
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L'adulto a scuola. Come valutare?
Riflettere sugli scopi e misurare i risultati
di Rigamo Angela - Long Life Learning
La valutazione è necessaria in ogni attività umana per confermare i miglioramenti e il raggiungimento degli obiettivi. Gli adulti fronteggiano ogni giorno un'autovalutazione delle proprie attività, sia di tipo lavorativo sia legate alla sfera del privato.
Vagliare l'oggetto del proprio lavoro è connaturato all'individuo e ognuno si crea una scala personale di autovalutazione con criteri soggettivi definiti dal proprio vissuto.

La valutazione è fondamentale nel processo di apprendimento perché fornisce dati oggettivi all'insegnante sull'efficacia del proprio lavoro e permette al discente di verificare le abilità che ha acquisito.
Occorre inoltre ribadire che attualmente l'esigenza di mobilità lavorativa, i flussi migratori correnti e lo spirito di appartenenza alla comunità europea determinano la necessità di creare documenti di certificazione di competenze che possano essere riconosciuti in una pluralità di realtà locali e internazionali.

Nel settore connesso alla educazione degli adulti la procedura valutativa risulta completa solo nel caso in cui la stessa possa "trasformarsi" in autovalutazione, in questo senso si richiederà al docente la capacità di saper agire, quando le circostanze lo richiedano, come un membro autentico del gruppo-classe. Questo naturalmente non implica che egli debba rinunciare al proprio ruolo "legittimo" poiché, è bene ribadirlo, egli è e rimane, a tutti gli effetti, un portatore di conoscenze, di un metodo, di cultura, di valori.

Egli deve cercare di non imporre queste qualità, adottando una forma di comunicazione non autoritaria e una trasmissione non meccanica, o, tanto meno, manipolare le opinioni dei suoi alunni. L'insegnante, con le sue valutazioni di fondo, sa di costruire nell'altro le occasioni per la realizzazione di sé.
Un pilastro dell'andragogia (*) consiste proprio nel concetto che il docente non può obbligare lo studente a imparare ma deve sostenere, orientare e motivare.

La riflessione e la critica costruttiva sono indispensabili se si intendono trarre insegnamenti, disseminazioni e acquisizione di esperienze in un contesto di sviluppo da parte di coloro che sono direttamente impegnati nell'intera durata del progetto.
L'auto-valutazione si propone di avere un impatto diretto sulla forma, la natura e la qualità dell'innovazione sviluppata dal progetto. Per tale motivo è anche chiamata valutazione formativa. Si propone inoltre di migliorare il lavoro scolastico attraverso il quale l'idea innovativa è trasformata in azione innovativa, dando forma e adattando il modo nel quale chi è coinvolto nel percorso formativo si organizza per promuovere la creatività e la volontà di apprendere dalle sperimentazioni e dagli errori.

Scopi dell'autovalutazione sono:

 migliorare il sistema di informazione;
 rivedere le procedure e i prodotti;
 assicurare lo sviluppo dei membri attraverso l'auto-riflessione, la rivisitazione e la revisione;
 assicurarsi che i benefici raggiungano i beneficiari;
 incoraggiare il coinvolgimento e la partecipazione di tutti.

I risultati della valutazione servono:
 a identificare chi ha lavorato con profitto e chi no;
 a permettere di pianificare l'attuale o i futuri progetti;
 a mettere in grado di operare con successo, migliorando la qualità dei contenuti e le azioni attivate;
 a sviluppare buone pratiche ed evitare la ripetizione di errori.

Parafrasando Mauro Laeng "...l'educazione non può limitarsi a fornire cartellini e nomenclature, è tramite di cultura, cioè di modelli di rapporto con gli altri e con le cose. La tensione all'azione è nella natura dell'uomo. Perciò sembra oziosa e mal posta la questione se l'istruzione sia distinta dall'educazione o faccia tutt'uno con essa. Ma naturalmente c'è azione e azione: qualche volta è azione sottile, quasi impercettibile. Ma le brezze continue sollevano grandi ondate, come la goccia scava la pietra non con la forza ma con l'assiduità."

Angela Rigamo, Docente di lettere - Palermo

(*)L'andragogia è una teoria unitaria dell'apprendimento ed educazione degli adulti. Il termine è stato coniato in contrapposizione a quello di pedagogia (vedi link)

Bibliografia
Russo-Agresti, La valutazione nelle procedure osservative e sperimentali, editore Giunti e Lisciani
Castellani-Guasco-Montalti-Poggio, MateriALI,Progetto per imparare, 2003, editore G. Ruffini, Imperia
Laeng-Rosso-Tiriticco-Vertecchi, L'arte della pedagogia, Napoli, editore Tecnodid ENI, Sogesta, 1991.
Ballanti-Laeng, Pedagogia, ed.La Scuola, 2000
Vertecchi, Manuale della valutazione. Analisi degli apprendimenti e dei contesti, ed.Franco Angeli, 2003

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