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n.58 dicembre 2015
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:21 Ottobre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'L'anno che verrà?'  >>>
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L'anno che verrà?
Altri traguardi da condividere e successi da concretizzare
di Rosci Manuela - Editoriali
La conclusione di un anno (solare) è spesso fonte di riflessione sul "cosa si è fatto" e su cosa "non si è fatto", sul cosa ci auguriamo "di poter fare", quali possibilità ci offrirà l'anno che verrà.

...
Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.
...
L'anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità

(Lucio Dalla)


Sebbene ogni anno "passerà", ognuno sarà ricordato per qualcosa di particolare, e il nuovo sarà accolto con nuova speranza.
Il 2015 per noi sarà l'anno dei TRAGUARDI, il 2016 l'anno dei SUCCESSI.

Parto dal più eclatante, dal più mediatico e (possiamo dirlo)inaspettato dei traguardi: la candidatura della 'nostra possibile' Barbara Riccardi tra i cinquanta finalisti al Global Teacher Prize della Fondazione Varkey Gems, presentato come 'il Nobel per gli insegnanti'. I finalisti sono stati scelti tra più di 8 mila candidati che, di fatto, testimoniano la salute della scuola, la produttività, la creatività e l'imprenditorialità docente (necessaria, visto che si tratta di una delle competenze che dobbiamo sviluppare nei nostri alunni!). Nell'intervista che Barbara ha rilasciato per tutti noi possibili, traspare il simbolo che oggi lei rappresenta: l'essere docente di qualità, capace di interpretare la propria professione al di là della staticità di cui la scuola viene accusata, al di là dell'aula, a testimonianza che la chiusura attribuita alla scuola è una generalizzata visione che non corrisponde alla realtà. Non voglio negare quote di ridotta visione progettuale da parte di alcuni docenti, ma la vivacità che anima molte classi (se non tutta la scuola intera) spesso è negata, quasi scomoda dimostrazione di efficacia ed efficienza educativa e formativa. La candidatura di una docente 'possibile' - Barbara Riccardi- significa che aumenteranno le probabilità che più docenti si dichiareranno capaci di fare una scuola 'buona' ogni giorno. Grazie a Barbara per la sua tenacia nel guardare oltre le difficoltà e credere al di là dei parziali insuccessi (leggete l'intervista): il traguardo è stato raggiunto, per il successo -marzo 2016 la proclamazione del vincitore/vincitrice- ... dobbiamo attrezzarci!

Comunque dobbiamo festeggiare con tutti i docenti che, come noi, credono che insegnare bene sia 'possibile'. Proveremo ad organizzarci perché le testimonianze di coloro che dimostrano di essere, come Barbara, 'docenti possibili' sono tanti, sparsi in tutte le scuole del Regno, a volte incompresi, a volte invidiati, imitati da coloro che non temono il confronto.
Sulle nostre pagine, tante testimonianze sono state lasciate da quel lontano dicembre 2007, quando siamo andati in linea per la prima volta. Non me ne voglia nessuno se dimenticherò i tanti che hanno reso ognuno di noi più consapevole del nostro lavoro, arricchiti del contributo di quanto raccontato, con linguaggio semplice, come un dono che parte dal cuore, senza indugio, senza paura di essere 'copiati'. Sono gli stessi che ancora oggi si gettano nelle nuove sfide che la scuola pone perché "La sfida è cercare di coglierne il valore trasformativo - innovativo senza correre il rischio di appesantire e immobilizzare, capirne la direzione e nello stesso tempo indirizzare in una via utile e percorribile, mantenere lucidità, nella corsa burocratica, per dare significato e valore a quello che facciamo. Incidere poco alla volta ma in profondità per evitare di confezionare un bel pacco senza cambiare la sostanza" (Patrizia Ruggiero, in questo numero con "Rav e certificazione di competenze"). E chi ritiene che "dovremmo invece interrogarci su cosa riteniamo davvero importante per le Scuole italiane, per la crescita e lo sviluppo dei nostri alunni, per la crescita professionale dei nostri Docenti e di tutti noi che ci viviamo e lavoriamo tutti i giorni. Non credo però che questi importanti processi di crescita possano essere affrontati tutti insieme e come d'incanto essere risolti nel migliore dei modi " (Serenella Presutti, "A proposito di valutazione").

Fondamentale è sempre l'apporto di chi crede che "non è ciò che ci accade, le avversità e le difficoltà, a determinare la risposta emotiva, quanto i pensieri che noi agiamo di fronte all'evento, come ce lo raccontiamo. E' possibile, educando il pensiero, insegnare come superare le emozioni dannose e vivere emozioni positive. (..) Un insegnante può lavorare sul pensiero, sulla capacità narrativa, sul racconto di sé e della realtà per favorire lo sviluppo armonico dei suoi alunni. (Simonetta Melchiorre, "Il ruolo del pensiero nel benessere emotivo"). La capacità di crescere e migliorarsi è dare sempre più valore a ciò che fai perché "Alla base della Scuola dell'autonomia, delle competenze, dell'apprendimento cooperativo e della didattica inclusiva c'è la "Pedagogia della Speranza" (...) Paulo Freire, uno dei pedagogisti contemporanei più importanti, influenza ancora con il suo pensiero le pratiche educative odierne e fa riflettere su concetti-guida che dovrebbero illuminare il cammino di educatori ed educandi: la necessità di un protagonismo civile di tutti, la lotta per la tutela dei diritti umani e il valore dell'educazione come strumento di "liberazione". (..) (uno) strumento può divenire parte essenziale in un processo educativo che mira a liberare l'alunno. A quest'ultimo non si può togliere la SPERANZA di RIUSCIRE, ossia di raggiungere un risultato con autonomia e di ottenere un successo indipendentemente da tutto e da tutti". (Marco Pellegrino, "I 'SEGNI' NEl CASSETTO. Il sogno è un bi-sogno doppio.").
A Cristina Ansuini il merito, come sempre, di accendere i riflettori su momenti intensi di vita scolastica perché "Sarà un modo per riprendersi degli spazi e dei tempi di qualità, che miglioreranno non solo la modalità di ascolto, la comunicazione e la relazionalità, ma faciliteranno trasversalmente tutti gli apprendimenti, rendendo familiare la capacità di riflettere e di concentrarsi. ("Momenti di narrazione")
Un grazie anche alle 'assenti' (su questo numero)che condividono il nostro pensiero sempre: Antonia Melchiore e Marianna Traversetti.

E poi i nuovi contributi , di chi crede come noi, in un mondo possibile, accordato: " La chitarra è una metafora della comunicazione umana, dell'incontro. Anche le persone si accordano una a una e per intendersi devono trovarsi su una stessa frequenza pur avendo idee diverse, come le corde. (..) L'intercultura è come un gruppo musicale informale nel quale ciascuno deve fare la sua parte, con il suo strumento, per unirsi ad un unico ritmo da seguire, condiviso, ma mantenendo la peculiarità dello strumento che suona e del suo specifico e riconoscibile contributo all'ensamble." (Maria Chiara Miduri, "Accordare il mondo"). Chi propone strategie per superare le difficoltà di apprendere: "Innanzitutto l'importanza dell'emozione positiva nell'apprendimento, dell'utilizzo di chiavi atte ad accendere la passione dello studente per innescare un cortocircuito positivo capace di migliorare il suo approccio allo studio. Questa è una di quella cose che la musica ha il potere di fare" (Enrico Elisei, "Laboratorio metamusicale sull'apprendimento"). E poi i contributi di Francesca Pellizzaro e Angela Ventre (da leggere, su questo numero).

Prendo a prestito quello che l'amica Luciana D'Agosta scrive a proposito del libro "Psicoterapia con le persone sorde" che presenta : "Dalla consapevolezza della limitatezza del modo di pensare e di comunicare degli "esperti della sordità", nasce il desiderio di essere davvero utile.. Conseguenza inevitabile... è stata la ricerca di strumenti comunicativi idonei, aldilà di ideologie e pregiudizi. Una ricerca umana oltre che professionale..." Sento che lo sforzo che abbiamo fatto in questi anni - insieme a Maurizio Scarabotti- è stato quello della ricerca, umana e professionale, di essere 'utili' al mondo della scuola: di strumenti comunicativi idonei a raggiungere le persone che come noi, credono nella Scuola; di strumenti che possano aiutare e sostenere la professione docente; di proposte di formazione adeguate ai bisogni veri delle persone di scuola.
Per questo festeggiamo i 10 anni di Sysform, Promozione di sistemi formativi con il riconoscimento ottenuto come Ente di formazione accreditato (traguardo 2015) e la collaborazione con la casa editrice Giunti Scuola, leader nel supporto culturale alle scuole da gennaio (successo 2016).

E come afferma Liliana Bono: "Come non lavorare alla Pace, in questi tempi difficili e complicati? .. Credo che la scuola possa essere un veicolo di civiltà, una piccola guida verso un mondo di collaborazione e di serenità. Io credo che debba esserlo, specie adesso "(su questo numero, "Educazione alla non paura, alla non diffidenza, alla non ostilità").
Un augurio di Pace per tutti

Manuela Rosci



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