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n.55 settembre 2015
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L'applicazione della L.107 del 13 luglio 2015 (La "Buona " Scuola) e l'avvio dell'anno scolastico
Obblighi, limiti e opportunità per il lavoro dei Collegi Docenti
di Presutti Serenella - Orizzonte scuola
L'approvazione della L.107 del 13 luglio 2015, la Riforma denominata "Buona Scuola", pone alle scuole criticità e problematiche che si presentano con carattere di urgenza e di significatività per il lavoro dei Collegi Docenti,da affrontare già in fase di avvio di questo nuovo anno scolastico 2015-16.

Durante lo scorso anno, molto spesso anche dalle pagine di questa rivista, a più voci si è analizzata dapprima la proposta, poi il Disegno di legge, nel suo insieme e nei dettagli, nelle luci e nelle ombre intraviste dai vari osservatori e da posizioni diverse, portatrici di punti di vista differenti, ma con in comune l'idea di una scuola inclusiva, ad iniziare da chi la scuola la vive e la "fa"...
Fatta questa premessa, una cosa è certa: LA BUONA SCUOLA E' LEGGE DELLO STATO, e come tale va conosciuta da chi la deve applicare in primis, ed è altrettanto doveroso avere consapevolezza degli obblighi, dei vincoli, come anche delle opportunità che questa può rappresentare.

QUALI OBBLIGHI?
Gli obblighi di legge in questa prima fase di applicazione, in termini di urgenza di intervento per i Collegi Docenti, sono rappresentati senz'altro da due tipologie di azioni, finalizzate a:

a) L'individuazione dell'ORGANICO POTENZIATO (o dell'Autonomia), previsto nella Fase c) del Piano di assunzioni, legato all'attuazione della legge stessa, che richiede un percorso di individuazione di ambiti prioritari di intervento, alla base delle richieste stesse di questa tipologia di organico. L'individuazione e le richieste relative a questo organico dovranno avvenire entro il 5 ottobre 2015;

b) La progettazione del Piano Triennale dell'Offerta formativa, che modificando l'art. 3 del DPR n.275, indica la necessità di coerenza tra le scelte esplicitate nel POF e le richieste di Organico, in fase di Diritto e di Potenziamento, passando per le azioni di valutazione espresse nel RAV.
L'approvazione del POF triennale da parte dei Consigli di Istituto è prevista entro il 31 ottobre 2015
;

c) L'APPLICAZIONE DELLE ALTRE INNOVAZIONI PREVISTE DALLA LEGGE, escluse le deleghe al governo previste entro i 18 mesi dalla sua applicazione, NON SONO PREVISTE NELL'IMMEDIATO DEI PRIMI MESI DI QUEST'ANNO 2015...

QUALI LIMITI?
Senz'altro i limiti più evidenti sono rappresentati dai tempi "stretti" entro i quali sono previste decisioni sostanziali e significative da parte degli OO.CC. degli Istituti scolastici; appare immediata e preminente "la ragion di Stato" nel timeline dell'attuazione della legge, come tutta la criticità nell'applicazione di "regole" nuove per l'attuazione dell'autonomia scolastica, attesa sì da più di un decennio, ma sacrificata da limiti di tempo quanto meno inadeguati per la significatività delle richieste e l'osservanza degli obblighi a queste connessi.
D'accordo sulle intenzioni di colmare un ritardo epocale, ma nel momento in cui si é deciso di procedere, forse si sarebbe potuto prevedere un tempo adeguato, secondo le esigenze e i bisogni delle scuole, un tempo giusto soprattutto per non scivolare in una condivisione solo formale all'interno della scuola ed eliminare, inoltre, i sospetti e le resistenze legate più all'idea dell'adempimento e non all'attuazione di una "reale" Riforma del Sistema Scuola. Intenzioni dichiarate e contenute invece nel documento della Consultazione "La Buona Scuola".

QUALI OPPORTUNITA'?
Non abbiamo una misura sicura delle reali opportunità che la L.107/15 può offrire, ma di certo la direzione che potranno prendere i processi di innovazione da tempo attivati, o che stanno prendendo appena forma nelle Comunità professionali scolastiche, a mio avviso, dipenderà dalle scelte metodologiche operate al loro interno in questa prima fase.
La scelta metodologica che individua come piano prioritario di azione la condivisione di "linee" di intervento comuni, che coinvolga tutti e ponga al centro il protagonismo e lo sviluppo professionale dei docenti e di tutti gli attori delle azioni educative rivolte agli studenti, appare la scelta vincente a garantire possibili strade percorribili verso il cambiamento.
Credo sia fondamentale "scegliere" di lavorare in modo sinergico, con l'obiettivo di tenere connesse le diverse dimensioni dell'offerta educativa, con l'armonizzazione e la ricerca delle coerenze interne nei Documenti, esprimendo al meglio i percorsi intrapresi. Vado ad illustrare una possibile articolazione.



































(a destra è allegato lo schema sinottico precedente)

DIMENSIONE GESTIONALE/FINANZIARIA:
ORGANICO DI ISTITUTO (DIRITTO E AUTONOMIA)
CONTRATTO DI ISTITUTO
COLLABORAZIONI ENTI ESTERNI

DIMENSIONE COORDINAMENTO DIDATTICO:
PIANO DI FORMAZIONE/AGGIORNAMENTO
ARTICOLAZIONE OFFERTA DIDATTICO-EDUCATIVA
CURRICOLO VERTICALE/ CONTINUITA'-ORIENTAMENTO
ORGANIGRAMMA

DIMENSIONE PROGETTUALE DI ISTITUTO:

R.A.V.
PIANO DI MIGLIORAMENTO/PRIORITA' MODIFICHE- INTEGRAZIONI
MONITORAGGIO PROCESSI AVVIATI

DIMENSIONE VALUTATIVA DI ISTITUTO:
VALUTAZIONE ESITI ALUNNI (INTERNA-ESTERNA)
VALUTAZIONE INSEGNAMENTO /APPRENDIMENTO
R.A.V.
MONITORAGGIO PROCESSI AVVIATI

Ad una prima lettura del percorso sopra descritto, apparirà evidente alle persone di scuola, agli addetti ai lavori, che si mettono in evidenza tutti i temi caldi, al centro delle attenzioni dei Collegi docenti di avvio dell'anno scolastico, quando si prendono decisioni importanti che si rifletteranno su tutte le azioni future della scuola: QUESTA VOLTA SI TRATTA DI STILARE UN DOCUMENTO CHE RAPPRESENTI LE SCELTE VALIDE PER UN TRIENNIO.

Appare evidente la portata del significato e le conseguenze di queste scelte: gli Istituti scolastici esprimono le linee di indirizzo e gli obiettivi di ogni azione educativa, non solo quelle didattiche, e sono chiamati a risponderne.
Credo che appaia altrettanto con evidenza come i processi decisionali debbano corrispondere ad altrettante azioni, trasparenti, misurabili e quindi valutabili.
La corresponsabilità è la chiave per la migliore riuscita e per una maggiore garanzia di cambiamenti più duraturi e gestibili nel " Sistema complesso" degli Istituti scolastici e dei loro contesti di riferimento. Buon lavoro a tutti noi che la "buona" scuola cerchiamo di farla tutti i giorni

"Lo sviluppo umano è il processo attraverso il quale l'individuo che cresce acquisisce una concezione dell'ambiente ecologico più estesa, differenziata e valida e diventa motivato e capace di impegnarsi in attività che lo portano a scoprire le caratteristiche di quell'ambiente e ad accettarlo o ristrutturarlo, a livelli di complessità che sono analoghi o maggiori, sia nella forma che nel contenuto." (U. Bronfenbrenner, Ecologia dello sviluppo umano, Il Mulino, 1986 )


di Serenella Presutti

Dirigente scolastico, psicopedagogista, counsellor
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