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n 69 gennaio 2017
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L'architettura dell'informazione
Le mappe mentali per imparare in modo naturale
di Parisi Roberta - Didattica Laboratoriale
http://www.bing.com/images/search?q=circuiti+mentali
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Intenzionalità, presa di coscienza, consapevolezza: questi sono gli aspetti cardine, i pilastri su cui si deve muovere "una scuola pienamente educativa, pienamente efficace, pienamente professionalizzata" (Scurati, 1995) libera dall'improvvisazione, da nozionismi avulsi dall'esperienza e da apprendimenti legati alla meccanicità.

L'intenzionalità lega indissolubilmente gli attori coinvolti nel processo di insegnamento-apprendimento: da un lato l'insegnante che, con cognizione educativa, capacità di scelta e di pianificazione, crea la motivazione intrinseca, propone situazioni, interventi, metodi di volta in volta diversificati per il raggiungimento di determinate mete; dall'altro un allievo responsabilizzato al suo processo di crescita, con la possibilità di mettersi in azione, dal momento che l'apprendimento è un prodotto dello studente stesso.
L'insegnante, attraverso il curricolo, si delinea sempre più come una figura che, fornendo informazioni, accompagna lo studente al successo formativo, tenendo conto delle sue peculiarità e conoscenze, dei diversi stili cognitivi e modalità di apprendimento.
È colui che esclama: "Benvenuti nel mondo delle idee!".

La scuola è l'istanza educativa il cui ruolo principale è facilitare ed accelerare la fruizione del sapere.
A tal fine la costruzione di mappe mentali, facendo riferimento al "saper agire pensando", potrebbe essere una modalità efficace, una via preferenziale per rendere significativi i concetti da imparare, per prendere decisioni più consapevoli, per giungere ad un pensiero critico.
Infatti, attraverso le mappe mentali, lo studente è soggetto attivo del processo di apprendimento, in quanto studia con l'intenzione di trasferire agli altri le proprie competenze, impara con lo scopo di elaborare e trasformare le informazioni.
Premettendo che ho sempre fatto ricorso a più strategie logico-costruttive, proprio per far emergere nell'allievo lo stile di apprendimento a lui più congeniale e guidarlo a padroneggiare punti di vista diversi, sicuramente posso situarmi tra coloro che vedono le mappe mentali come un ottimo strumento per avviare lo studente alla strutturazione dell'esperienza ed a rappresentarla in una rete di informazioni attorno a delle idee chiave.
Tale selezione impedirà una dispersione delle energie in sterili compiti di memorizzazione meccanica e di ripetizione "a pappagallo".

A sostenere l'importanza delle mappe mentali come efficaci strategie di studio, è Matteo Salvo, che insegna tecniche di memoria e strategie di apprendimento.Fa parte di quella cerchia ristretta di Senior Trainer certificati da Tony Buzan (in tutto il mondo se ne contano solo 14 e lui è l'unico in Europa).

Immagine tratta dal sito matteosalvo.com
Immagine tratta dal sito matteosalvo.com
Nel suo libro sulle mappe mentali, Salvo sottolinea come queste rappresentazioni gerarchiche e radiali delle informazioni (graficamente ricordano le ramificazioni di un neurone) siano molto affini alla struttura del pensiero. La mappa mentale, imitando le stesse traiettorie che percorre il nostro intelletto quando elabora un'idea, offre un percorso semplificato e naturale per organizzare le reti di conoscenze.
I concetti complessi vengono rappresentati attraverso parole chiave ed immagini che li evochino.
Partendo dall'idea principale, che viene posizionata al centro sotto forma di immagine, progressivamente, secondo un criterio gerarchico-associativo, vengono collegate le altre informazioni, attraverso un sistema radiale di rami genitore (argomenti generali) e rami figli (argomenti descritti più nel dettaglio).
La mappa mentale, offrendo una visione d'insieme dell'argomento di studio, faciliterà non solo la comprensione e la memorizzazione ma condurrà lo studente alla scoperta di nuove connessioni.
La creazione della mappa mentale inoltre lascia ampio spazio alla creatività: ci si può sbizzarrire in quanto a forme, a colori e spessori dei rami, all'uso di immagini e di disegni, ad associazioni individuate.
Molteplici possono esserne gli usi a qualsiasi età: dal sintetizzare testi a pianificare un discorso, un testo, un'attività, dal creare collegamenti tra messaggi provenienti da fonti diverse all'individuare nuove configurazioni possibili. Possono essere sfruttate anche nelle attività collettive e questo è un aspetto da non trascurare, infatti alla base delle buone idee c'è senz'altro un lavoro di condivisione.
Viaggiare nel mondo delle mappe mentali è un po' come compiere un viaggio metaforico nei circuiti dei neuroni e delle sinapsi, lì dove nascono, quando meno te lo aspetti, le intuizioni, il luogo dove saltano fuori le idee.

EUREKA! Le mappe funzionano!


Roberta Parisi, docente, IC di Riano
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