Torna nella homepage
 
Numero: 1 -Dicembre 2007 -Anno I-   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 15 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

Via Monte Manno 23 00131 Roma

Articolo 'L'esperienza del museo didatti... >>>
Per visualizzare le sottoaree clicca sull'icona
Editoriali Editoriali
Organizzazione Scolastica Organizzazione Scolastica
Integrazione Scolastica Integrazione Scolastica
Didattica Laboratoriale Didattica Laboratoriale
In diretta dalla Segreteria In diretta dalla Segreteria
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Organizzazione Scolastica 2 Organizzazione Scolastica
Pagina Integrazione Scolastica 3 Integrazione Scolastica
Pagina Didattica Laboratoriale 4 Didattica Laboratoriale
Pagina In diretta dalla Segreteria 5 In diretta dalla Segreteria

Ricerca avanzata >>>
L'esperienza del museo didattico
Come mi sono sentita?
di Rinaldi Rita - Didattica Laboratoriale >>> Percorsi laboratoriali
L'esperienza del Museo Didattico mi fu proposta dal Dirigente Scolastico del 196° Circolo Didattico di Roma circa due anni fa, svolgendo io la funzione di Coordinatrice dei Progetti di Educazione Ambientale per l'a.s.2005/06. Mi consegnò un libretto informativo che illustrava in maniera dettagliata le motivazioni e le articolazioni, le modalità e i tempi di partecipazione al progetto. L'iniziativa (giunta già al XII aggiornamento) vedeva coinvolte Scuole dell'Infanzia, Elementari, Medie e Superiori del IV e V Municipio.
Un po' incuriosita e un po' dubbiosa, la sottoposi insieme ad altre proposte di carattere scientifico, all'attenzione dei docenti della Commissione Ambiente che, ponendosi in un atteggiamento di ricerca e di sperimentazione, decisero di attuare questa pratica di collaborazione con le scuole in rete, individuando come campo di azione condiviso dall'Istituto lo studio, la ricerca e l'approfondimento dell' ecosistema fiume (prima e dell'astronomia poi), anche in previsione della Settimana della Cultura Scientifica e ormai sono due anni che il nostro Circolo aderisce al Polo Musis Permanente Filiera Scuole - Roma.
Quando ho spiegato ai membri della Commissione e al Collegio dei docenti le fasi di realizzazione del percorso, non sapevo bene neanche io di cosa si trattava, ero un po' spaesata, temevo di essere colta impreparata da domande troppo mirate e specifiche. Mi affascinava la novità ma mi chiedevo quale sarebbe stato il mio ruolo, gli imprevedibili sviluppi dell'esperienza, cosa avrei dovuto chiedere ai miei alunni, alle mie colleghe, ai genitori... In quel contesto però dovevo essere credibile e convincente, ma si può credere veramente in qualcosa di cui non si ha alcuna esperienza?
Così mi sono informata dove e come potevo, ho cercato aiuto e collaborazione dai docenti, dirigenti delle scuole dei diversi gradi che partecipavano da anni alla Filiera: ci siamo incontrati per organizzare e allestite spazi, programmare e raccordare il lavoro, fare colazione insieme tra una visita e l'altra delle aree espositive del Museo, raccontarci le nostre difficoltà, scambiarci consigli, idee, suggerimenti...rassicurarci.
Subito è stato chiaro che anche loro si pongono le stesse domande che ci poniamo noi sul modo di coinvolgere ragazzi spesso demotivati, hanno gli stessi problemi nella gestione della disciplina di alunni che dai 6 ai 19 anni vivono in un mondo sempre più individualista e competitivo, in cui l'apprendimento si sposta sempre più dalla parola scritta all'aspetto visivo e veloce delle immagini tecnologiche. Anche loro si chiedono come farli integrare tra di loro, creare occasioni di successo in classe... hanno le nostre incertezze, perplessità, "ansie da programma", combattono con le "richieste impossibili" dei genitori, con il tempo che manca per parlare tra loro (alle medie e alle superiori non c'è la programmazione settimanale), si chiedono come fare per rimediare alle accuse di estraneità dalla vita reale che vengono rivolte alla scuola.
Cercavo chiarimenti su questioni tecniche del tipo: entro quando devono essere consegnati i prodotti, quanto devono essere grandi, quanti bambini possono presentare...e dentro di me pensavo: e se con le colleghe non ci mettiamo d'accordo, se non comprendono il significato complessivo di quello che facciamo e di conseguenza neanche i ragazzi, se ognuna di noi lavora per conto proprio senza avere la visione d'insieme del progetto e dal prodotto finale si evince che non è frutto di un lavoro comune, ma di una mano o di una mente sola...e se la somma dei prodotti disorganici trasmette questo messaggio di frammentarietà e divisione del lavoro che c'è stato dietro e delle persone separatamente che l'hanno realizzato, allora che senso ha il tutto? Ha un valore aggiunto o è uno stress aggiunto? E' una risorsa per la scuola, una risorsa per il territorio o per nessuno?
Nello stesso tempo però mi rassicurava il pensiero che il nostro Circolo, partecipando da tempo, come tante altre scuole, alla Settimana della Cultura Scientifica e ad altri eventi analoghi, aveva sperimentato diffusamente pratiche laboratoriali con la collaborazione di docenti, alunni di classi diverse, esperti di Enti e Associazioni, genitori ecc...quindi, a pensarci bene, non poteva essere un'esperienza completamente nuova e piena di sorprese imprevedibili. I docenti erano abituati a lavorare insieme, a progettare percorsi interdisciplinari e così siamo partite, ci siamo messe al lavoro e siamo andate avanti fino al giorno dell'inaugurazione...
Come mi sono sentita? Credo che sia come per un genitore: un'insegnante è contenta se i suoi alunni sono contenti, si divertono, sanno quello che stanno facendo, si sentono capaci, gratificati e sereni, non giudicati come durante un'interrogazione. Non era un fare scuola quotidiano: si presentavano a persone di tutte le età a cui raccontarsi e mostrare orgogliosi il loro lavoro... si sentivano protagonisti (anche i docenti erano spettatori), sperimentavano il successo, li ho osservati mentre mettevano alla prova le loro capacità, sicuri con i loro cartellini di guide del Museo, pronti a rispondere con consapevolezza e competenza e trasmettere il senso del loro lavoro; altri sono entrati nel pallone, avevano paura di non essere all'altezza, la vivevano come un compito, sentivano la tensione, l'importanza e la responsabilità dell'evento, li ho visti prepararsi come per un esame, ma anche sciogliersi dopo un po', acquistare disinvoltura, divertirsi, chiacchierare con la Direttrice, il Presidente del Municipio e altre persone sconosciute che erano lì spinte dalla stessa curiosità che avevano loro...Tutte queste emozioni ho letto nei loro sguardi e le ho sentite come le hanno vissuto loro... ed è stato allora che mi sono sentita soddisfatta.
Qualche giorno fa è venuto a trovarmi un ex alunno dello scorso anno e mi ha detto:"Belle le medie mae', ma il Museo non ce l'hanno..." Gli alunni che sono passati di là hanno lasciato un traccia, un pezzo di scuola vissuta. Mi ricordo l'atmosfera disordinata, ma anche vitale e colorata; si respirava una bella energia, mi sentivo bene perché vedevo i miei alunni sentirsi importanti ai nostri occhi, scherzavano con le altre "guide", mostravano interesse, si muovevano con un atteggiamento di correttezza e di rispetto adeguati al luogo, chiedevano dei lavori degli altri, impazienti di accompagnare i genitori dappertutto...
In tutte le scuole gli alunni realizzano lavori meravigliosi a conclusione di percorsi diversificati, che offrono spunti interessanti, ma che forse non ricevono il dovuto riconoscimento, la giusta visibilità, perchè racchiuse tra le mura di un edifico scolastico. Il Museo Didattico ha rappresentato anche questo: non "un altro progetto" ma una opportunità, perché "il fare scuola" non vada perso e sia fruibile non solo da docenti e genitori coinvolti dai loro figli, ma da tutta la comunità. Ho visto colleghe che gironzolavano per il Museo come bambine interessate e curiose, fotografavano qua e là, chiedevano di quel plastico o di questo mosaico..."Guarda lassù, perché l'anno prossimo non lo facciamo anche noi..." allora senti un senso di appartenenza, di comunità e di identità e sintonia con i tuoi alunni, le colleghe della tua scuola, gli alunni e i colleghi di altre scuole. Eravamo tutti lì per lo stesso motivo: condividere, divertirci, capire, imparare...questo mi ha dato il Museo, mi ha tolto anche qualche giorno di tranquillità, ma è stato impagabile, quando tutto è finito, vedere lo sguardo divertito e orgoglioso dei bambini andare via e sono sicura che anche le colleghe quel pomeriggio si sono sentite un po' protagoniste e un po' bambine. Grazie a tutte.

Rita Rinaldi Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi- Roma

In allegato trovate gli approfondimenti su:
  • All A -Fasi del percorso di apprendimento centrato sul compito reale
  • All B -Il metodo
  • All C -Le domande che il docente si pone
  • All D -Alla fine del percorso l'alunno che cosa deve saper fare?
  • All E -TEMATICA: "VIAGGIO NEL MERAVIGLIOSO MONDO DEL FIUME".
  • All F -PROGETTO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE: "IO L'ALTRO E IL MONDO" A.S.2006/07
  • All H -Riflessioni sulle esperienze maturate dal gruppo di lavoro
    Aggiungi un commento
    Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
    Stampa Articolo Stampa articolo
    Invia una opinione sull'articolo
    Allegato A Allegato A
    Allegato B Allegato B
    Allegato C Allegato C
    Allegato D Allegato D
    Allegato E Allegato E
    Allegato F Allegato F
    Allegato G Allegato G
    Allegato H Allegato H
    Vai alla Photogallery Vai alla photogallery
     

    G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882

    Valid HTML 4.01 Transitional