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n. 27 novembre 2012
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L'identità "liquida" nella scuola del 3° millennio
Come vivere l'integrazione nei nuovi scenari disegnati dalla crisi e dalla precarietà?
di Presutti Serenella - Long Life Learning
Nel mondo della scuola, in particolare per quanto concerne uno sguardo sul panorama di quello nazionale, abbiamo fatto (e continuiamo a fare...) i conti con la dimensione della precarietà; un vero esercito che nelle diverse stagioni dell'Italia "in cambiamento" ha arruolato nelle sue file diverse tipologie di insegnanti, educatori , ata e dirigenti...e che ora più che mai sembra stia serrando i ranghi, quasi si preparasse al "point breack", al combattimento finale...

La precarietà fondamentalmente è diventata un modus vivendi;non si tratta più infatti di riflettere sulle realtà legate al mondo del lavoro e della produzione, ma di analizzare lucidamente i cambiamenti epocali che con velocità vorticosa ci hanno attraversato, fino a determinare vere e proprie "mutazioni genetiche" psicosociali nelle società "moderne" come la nostra, che innescate da un sistema "solido" trasformato in "liquido" hanno disorientato, se non proprio azzerato, decennali certezze e orientamenti di vita nel sentire comune di alcune generazioni.
Molto di quanto stiamo vivendo, credo possa trovare validi elementi di comprensione nei preziosi scritti di Zygmunt Bauman, sociologo polacco di raro pregio, "vate" della liquidità, che ci consegna in una trilogia di saggi scritti tra gli anni 2002/ 2006 (Modernità liquida- Amore liquido- Vita liquida) un excursus imprescindibile per riflettere sui nuovi paradigmi dell'umana convivenza, e per cercare di rielaborare nuovi scenari sociali dove muoversi verso uno sviluppo diverso.

TRE PUNTI DELLA TRILOGIA:

1. la figura del cittadino globale, scrive Bauman, è quella di un nomade globale, sperduto in una società individualizzata, solo e impaurito in un mondo fluttuante, liquido, incerto, senza più legami, regole, certezze, punti di riferimento, chiuso nella solitudine del cittadino globale. Oscurata la vecchia figura del cittadino a forte impegno politico e sociale, ne avanza una nuova: il consumatore. "L'ascesa del consumatore è la caduta del cittadino. Più abile è il consumatore, più inetto è il cittadino";

2. i valori si volatilizzano e l'Amore diventa Amore liquido. Sottotitolo dell'autore: Sulla fragilità dei legami affettivi....
Una fragilità che salta subito agli occhi appena scorriamo le statistiche sulla crisi delle coppie e delle famiglie: storie di breve durata e con rotture facili. E gli amori giovanili che si aprono e si chiudono con un sms.

3. "la vita liquida è una vita precaria, vissuta in condizioni di continua incertezza"...appunto, in altri termini, vissuta "a frammenti". Non è certo una vita per tutti, soprattutto non è una vita che dura a lungo; nelle rotte dell'incertezza del lavoro, quanto dell'affettività, avvengono continuamente sfraceli... "Le maggiori possibilità di successo le hanno coloro che si trovano più vicini al vertice della piramide globale del potere, coloro per cui lo spazio non conta e la distanza non è un fastidio; coloro che sono di casa in tanti luoghi e in nessuno particolare".
I Vip, i famosi mediatici, insomma. Bauman li definisce "il sottoproletariato dello spirito" che vive nel presente e del presente. Senza passato e senza futuro.

Cosa può significare, quindi, parlare di "progetto" di scuola, e in particolare, di "scuola dell'integrazione" se dobbiamo navigare secondo rotte incerte in un sistema sociale liquido e precario? Che senso acquisisce un percorso educativo per l'accoglienza della diversità, nella costruzione di regole comuni di convivenza volte all'equità e la legalità?
E la nostra idea di scuola non rischia di perdersi, se non addirittura di affogare, in questo mare di liquidità/ precarietà globale?! Penso che sia molto importante porsi domande, prima ancora che affrettarsi a rispondere, per porre le basi di confronto tra tutti coloro che siano coinvolti nel "fare" come nell'"essere" a scuola; confronto fondamentale per la ri-costruzione di basi valoriali di convivenza e di conoscenza.
Anche la scuola dovrebbe riflettere più a fondo, più di quanto abbia già fatto, per individuare i propri tratti culturali di liquidità; ci sono stati, e sono ancora presenti, quegli aspetti di "consumatore globale" piuttosto che l'identità di "cittadinanza attiva".

Nelle scuole spesso si sono rincorsi modelli esportati dai media, brutte copie di format televisivi, o di star multimediali...come anche ci si è mobilitati per il "consumo" del cosiddetto tempo libero ad immagine e somiglianza dei "villaggi vacanze", insomma...

Troppo spesso NON SIAMO STATI CAPACI DI PROPORRE MODALITA' ALTERNATIVE, DIVERSE DAI MODELLI CULTURALI IMPERANTI... SE NON VIETANDOLI E DEMONIZZANDOLI...sortendo effetti collaterali controproducenti e, soprattutto non favorenti percorsi di riflessione e conoscenza per la costruzione di cambiamento e di crescita autentici, intesi come corrispondenti ai bisogni e alle vite delle persone reali.

Penso che per costruire percorsi "autentici" si possa (forse si debba...) iniziare a proporre azioni "alternative" a quanto non valutiamo utile, favorente un cambiamento significativo nei nostri Alunni, e per significativo si intenda ciò che produce conoscenza e apprendimento...nello sviluppo.
Potremmo cercare di delineare alcune linee guida (semplici e "solide") per le future azioni educative...per riprogettare il nostro futuro (in 5 mosse?):

1. Cercare di avere chiaro chi abbiamo davanti, con chi abbiamo a che fare. Ovvero, approfondire le conoscenze del contesto nel quale operiamo, con protocolli di osservazione non accademici, ma operativamente testati (i percorsi di autovalutazione delle scuole, come le griglie di osservazione con modalità condivise tra operatori diversi...sono un valido esempio di prassi attendibile);

2. Co-progettare percorsi educativi- didattici trasversali
, con forte aderenza al territorio di riferimento socio-culturale...ma non solo. Proposte coerenti e comprensibili ad un'utenza che, a poco a poco , dovrebbe essere coinvolta in forme di esplicito partenariato con la Scuola, per la ri-costruzione di una forte identità culturale di territorio (famiglie, realtà associative e produttive, nonché onlus ed organizzazione senza scopo di lucro, con obiettivi e modalità prioritarie di intervento sociale, ma anche piccole/medie aziende con un progetto nel sociale e/o con le scuole);

3. Azioni ed interventi di scuole "in rete", nel pieno sviluppo ed attuazione delle autonomie funzionali, educativo -didattiche e gestionali degli istituti scolastici (riconoscimento delle reti scolastiche come soggetti giuridici e soprattutto riconoscimento di funzioni in autonomia fortemente contestualizzate; organici di rete e risorse umane e finanziarie consorziate; condivisione delle collaborazioni di esperti e di competenze specifiche);

4. Trasparenza e diffusione delle informazioni, dei criteri adottati e dei costi sostenuti, come metodologia elettiva per progettare ed ottenere risorse, nonché nella fase della loro distribuzione (bilancio sociale e accountability);

5. Valutazione dei risultati e ri-progettazione dei servizi (autovalutazione- valutazione a diversi livelli degli interventi; superamento dell'autoreferenzialità e ridistribuzione delle risorse)
Qualche idea, spazio per alcune "visioni" e "condivisioni" per accorciare le distanze e per ritrovare le "tracce" cancellate dal passaggio della forma liquida delle nostre comunità, professionali e non, ma ancora troppo affamate e assetate di conoscenza...per decidere di lasciarsi andare ed affogare...
In un bellissimo romanzo di Andrea Camilleri, La forma dell'acqua, Sellerio, Palermo 1994, l'arguto scrittore siciliano dice per bocca di un suo personaggio: ..."Che fai?" gli domandai. E lui, a sua volta, mi fece una domanda. "Qual è la forma dell'acqua?". "Ma l'acqua non ha forma!" dissi ridendo: "Piglia la forma che le viene data"... Prende la forma del recipiente che lo contiene...

Appunto. Forse è ora che tanta liquidità venga contenuta e acquisisca la forma di recipienti adeguati...c'è molto lavoro da fare e bisogna farlo insieme per riuscire a mantenere alti gli "argini" contro la tracimazione...

Serenella Presutti, Dirigente scolastico I.C. Via Frignani- Spinaceto- Roma Counsellor, psicopedagogista

Lo scaffale dell'insegnante: il parere di Carlo Fiore su La trilogia liquida di Zygmunt Bauman http://www.elledici.org/periodici/testi/inre/vita%202.pdf
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