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| L'incoraggiamento |
| Strategia vincente per il raggiungimento del successo formativo dell'alunno. |
| di Melchiorre Antonia - Organizzazione Scolastica >>> Parliamo di... |
Quanto incide l'atteggiamento dell'insegnante sul raggiungimento del successo formativo dell'alunno? I risultati delle ricerche sull'atteggiamento dell'insegnante hanno rilevato che, anche se la riuscita degli allievi dipende da un'insieme di variabili quali ad esempio le capacità mentali, le competenze relazionali, le condizioni socio-organizzative della scuola o i gruppi di appartenenza, il comportamento dell'insegnante è importantissimo sia per un inserimento scolastico brillante, sia per una crescita equilibrata degli allievi. È significativo quindi il modo in cui il docente si relaziona con i suoi studenti: se ha un atteggiamento propositivo anche davanti alle difficoltà del bambino o se tende a squalificare il suo lavoro e ad isolarlo; in che modo organizza le attività di apprendimento, facendo lavorare gli alunni da soli o in piccoli gruppi; se rispetta i loro ritmi ed esigenze. Tutto questo può facilitare oppure ostacolare lo sviluppo della personalità scolastica degli studenti.
Questi studi hanno sottolineano, quindi, che è di fondamentale importanza, per poter raggiungere uno sviluppo integrale degli allievi, curare la dimensione relazionale e strutturare attentamente l'apprendimento. Un approccio sicuramente vincente da tenere con gli alunni è quello dell'incoraggiamento.
Un allievo dimostra di avere coraggio quando sente di poter affrontare le varie situazioni scolastiche e lo fa in modo proattivo, avendo fiducia che la situazione è superabile e trova le soluzioni giuste per farlo.
Per poter mettere in atto un atteggiamento "coraggioso" un alunno dovrebbe sentirsi sicuro di sé e delle proprie capacità tanto da poter "rischiare" anche di sbagliare, senza che questo lo possa destabilizzare.
Quindi è auspicabile che i docenti operino in modo che ogni bambino possa lavorare sulla costruzione della propria autostima.
Molti alunni davanti ad un compito provano talmente tanta ansia che non riescono a svolgerlo anche se è alla loro portata.
Studi effettuali da Hembree (1988) hanno rilevato che una elevata ansia "si correla negativamente con la fiducia personale: maggiore è l'ansia minore è la fiducia."(1)
Sicuramente il ruolo del docente all'interno della scuola è complesso, egli viene chiamato a rispondere a molte responsabilità: le aspettative da parte dei programmi amministrativi, dei genitori e dei ragazzi; gestire l'organizzazione scolastica; occuparsi dell'apprendimento, della motivazione, della valutazione degli allievi; incoraggiare relazioni positive, curare l'autostima degli alunni, ed altro ancora, ma tutto questo rientra nella sua professionalità e non sarebbe corretto sottrarsene.
Facendo riferimento a Wlodkowski i Jaynes (1990) l'insegnante, per poter limitare il più possibile l'ansia degli allievi, può mettere in atto alcuni atteggiamenti:
- fare un uso molto cauto della competizione;
- evitare pressioni e limiti di tempo non necessari;
- introdurre le situazioni di compito con l'incoraggiamento piuttosto
che con la minaccia;
- dare istruzioni chiare e comprensibili;
- indicare il tipo di preparazione necessaria per affrontare il
compito.(2)
Come possiamo dedurre da ciò che abbiamo detto finora, il bambino non può essere considerato, all'interno della scuola, esclusivamente dal punto di vista cognitivo ma anche, (oserei dire soprattutto) dal punto di vista affettivo-emozionale, visto che uno è influenzato dall'altro.
Antonia Melchiorre Docente di sostegno 196° Circolo Didattico Via perazzi 196°- Roma
(1) Franta H., Colasanti A. R., "L'arte dell'incoraggiamento", Carocci, Roma
2006, p. 131
(2) ibidem
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