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n.1 marzo 2010
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L'individuazione precoce nei DSA
L'importanza dello screening nelle scuole
di Castaldo Esterina - Integrazione Scolastica
Qualche giorno fa sono stata ad un interessantissimo corso di aggiornamento sui DSA (disturbi specifici dell'apprendimento) che si è tenuto a Roma. Sono stati 2 giorni intensi e molto proficui in cui ci sono stati importanti scambi tra professionisti seri e preparati che avevano voglia di condividere tra di loro le ansie e le preoccupazioni sulla buona riuscita della terapia logopedica.
È stato interessante soprattutto vedere con quale passione e dedizione i terapisti cercano di trovare dei rimedi e dei compensi utili ai bambini. Eh si, proprio così, i protagonisti assoluti di questi due giorni sono stati loro. Non c'era nessun attore protagonista tra di noi, ma eravamo tutti sullo stesso piano: Logopedisti, Psicologi, Neuropsichiatri Infantili, Terapisti della NeuroPsicoMotricità, tutti uniti per abbattere le barriere che purtroppo ancora esistono su questi problemi.
Con mio dispiacere non c'era nessun medico Pediatra; dico dispiacere perché, oltre ai genitori, i pediatri dovrebbero essere i primi ad accorgersi che i loro piccoli "pazienti" hanno bisogno di aiuto. Troppo spesso arrivano a noi terapisti bambini piuttosto grandi che non hanno mai effettuato un ciclo di terapia.
Quando si chiede ai genitori per quale motivo non si sono rivolti prima a noi, ci sentiamo dire buona parte delle volte che "il pediatra ha detto di aspettare". Aspettare cosa?
Aspettare che il disturbo si stabilizzi ancora di più e che tutti i processi di apprendimento scolastico siano tutti intaccati?
Certo continuare questo discorso significherebbe aprire una polemica che esiste tutt'ora: da diversi anni noi terapisti cerchiamo di lottare per farci sentire e per far entrare nel vocabolario dei pediatri il concetto di "intervento precoce". Purtroppo sono pochissimi coloro che riescono a dare un'importanza rilevante alla riabilitazione, ma di certo non ci abbattiamo anzi continuiamo la nostra battaglia di informazione e sensibilizzazione.

Nella nostra società, lettura e scrittura veicolano la conoscenza e sono di fondamentale importanza quando si vogliono esprimere idee e sentimenti. Ne consegue che un mancato accesso ai livelli di base di queste competenze, pregiudica l'acquisizione dei più importanti e riconosciuti strumenti di comunicazione e di pensiero. Risulta quindi di fondamentale importanza l'individuazione precoce del disturbo specifico di apprendimento e il conseguente intervento durante le prime fasi di sviluppo dell'abilità.

Lo screening rappresenta uno degli strumenti più agili ed efficaci per valutare un ampio gruppo di bambini attraverso prove somministrabili collettivamente ma anche singolarmente, quando si nota che il piccolo alunno nelle prove ottiene dei punteggi che indicano un fattore di rischio.
Lo screening dovrebbe essere fatto in tutte le scuole: scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
Nella scuola dell'infanzia si vanno a valutare se le competenze fonologiche necessarie all'acquisizione dell'abilità della letto-scrittura si stanno sviluppando normalmente.
Nella scuola primaria si può valutare se i processi di apprendimento si stanno acquisendo oppure ci sono problemi che richiedono l'intervento immediato.
Nelle scuole secondarie, invece, si può andare a valutare la presenza di casi positivi per evitare che questi ragazzi si portino dietro degli strascichi che interferiscono sui risultati scolastici ed universitari.

Ogni valutazione si avvale di prove specifiche per età cronologica e classe frequentata, questo è importante saperlo perché ovviamente la difficoltà delle prove varia in base al livello di apprendimento scolastico raggiunto.

Cosa prevede lo screening?
? Corsi di formazione per gli insegnanti. Vengono chiariti tutti i dubbi inerenti a queste tematiche: come comportarsi con questi bambini, come modificare o adattare il programma didattico, e altro.

Valutazione delle maggiori abilità: lettura, scrittura, calcolo e grafia. Vengono proposte delle prove che vanno ad indagare queste aree.

? Trattamento logopedico nel caso ci fossero casi che richiedono l'immediato inizio della terapia.

Se teniamo conto che ogni anno in Italia entrano a scuola circa 500.000 bambini, e di questi circa il 10% va incontro a delle difficoltà nell'apprendimento della lettura e della scrittura c'è assolutamente da allarmarsi e da prendere provvedimenti efficaci e la scuola non può e non deve far finta di nulla.
Questo disturbo non tende a regredire con normali attività didattiche, ma può essere ridotto attraverso misure riabilitative adeguate che devono tuttavia essere proposte al bambino per tempi molto prolungati (spesso per tutto l'arco della scolarità obbligatoria). Le difficoltà si manifestano non solo nella lettura, ma anche nella scrittura e nella esecuzione di calcoli.

L'insegnante sente sempre più la necessità di avere in mano strumenti attendibili che suggeriscano con un buon grado di affidabilità la presenza del disturbo nel bambino in cui si riscontrano difficoltà nella fase di apprendimento della lettura.
L'esigenza degli insegnanti sembra essere quella di poter segnalare ai genitori, con un minimo margine di errore, la probabilità che il loro figlio sia affetto da dislessia e quindi essere in grado di suggerire l'opportunità di effettuare una visita specialistica per una diagnosi vera e propria.
Una diagnosi di dislessia richiede la disponibilità di operatori clinici esperti, che sono in numero ridotto rispetto alle necessità e che dovrebbero esaminare ciascun bambino della popolazione scolastica potenzialmente affetta, anche per poter escludere la presenza di disturbi.

Esterina Castaldo, logopedista - Roma
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