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n.85 settembre 2018
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Oggi è il giorno:22 Settembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'L'Innovazione è contagiosa'  >>>
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L'Innovazione è contagiosa
Intervista al DS Salvatore Giuliano, Sottosegretario del Ministro Bussetti
di Riccardi Barbara - L'intervista
Il Sottosegretario Salvatore Giuliano
Il Sottosegretario Salvatore Giuliano
Il suo motto è: "L'Innovazione è contagiosa"

E' al Global Teacher Prize del 2017 che per la prima volta ho conosciuto Salvatore Giuliano, Dirigente Scolastico dal 2008; da 9 anni dirige l'IISS "Ettore Majorana" di Brindisi.
Il suo cognome è abbastanza scomodo: a chi non viene in mente il famigerato bandito Giuliano? Il nostro DS è ben lontano dall'essere "bandito"; la sua più spiccata capacità è quella di trascinare le masse e di creare movimenti innovativi e di successo nella massima lealtà di intenti, mettendo al centro della didattica le capacità creative e cognitive dei ragazzi.
E' conosciuto nel mondo della scuola per il nuovo metodo didattico, che propone ai suoi docenti di scrivere i libri di testo, invece che adottarli, distribuendoli in formato digitale agli studenti.
"Book in Progress", il suo progetto didattico innovativo, è diventato un modello anche per altre scuole, favorendo la didattica digitale con l'uso dei tablet in classe; è una sorta di diario di bordo che prevede l'uso della tecnologia e anche la possibilità di condivisione tra gli studenti. Il valore aggiunto delle TIC (tecnologie dell'informazione e della comunicazione) applicate alla scuola consiste nel dare spazio alla creatività del ragazzi, che altrimenti resterebbe limitata.

La sua scuola, il Majorana, nel 2015 vince per la prima volta le Olimpiadi di matematica.
"È una ulteriore conferma dell'eccellente lavoro svolto dai docenti e dagli alunni. Le innovazioni metodologiche introdotte al Majorana negli ultimi anni scolastici hanno contributo ad un miglioramento degli apprendimenti e soprattutto alla creazione di un clima di lavoro sereno e collaborativo".
Insegnare le basi della cultura digitale ha suscitato l'interesse di alcuni studenti che si sono trasferiti da altre città per andare a studiare nel suo istituto, tra questi c'è Elisa, di 14 anni, che nel 2015, da Mantova, chiese e ottenne il trasferimento per studiare a Brindisi.
Nel 2014 la sua scuola diventa uno dei primi 100 Digital Champions, una rete di esperti digitale incaricati di promuovere la cultura di internet sul territorio. Due anni dopo Giuliano entra nello staff del Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, tra gli esperti per la formazione sui temi e sulle attività della legge sulla Buona Scuola. Quando il Ministro Valeria Fedeli presentò le linee guida del Piano Scuola Digitale, Giuliano, ancora consulente del Miur, si espresse così: "Ben vengano i dispositivi che permettono di promuovere l'apprendimento. Il problema vero è non farsi trovare impreparati: non possiamo puntare tutto sul fatto che gli studenti ormai siano smanettoni, nativi digitali, e sappiano tutto. Noi dobbiamo fornire loro un'educazione digitale. Significa anche insegnare a selezionare audio, foto, video, a rispettare i copyright e la privacy, educare i genitori perché capiscano quello che i figli possono fare col cellulare e, dal punto di vista tecnico pratico, imparare a far parlare tra loro piattaforme differenti".

Salvatore Giuliano rappresenta quel segnale che punta sul cambiamento vero e la scelta di questo governo di individuare persone che vivono in prima linea, direttamente sul campo, conoscendo i bisogni e le urgenze.

Cosa spinge un Capo di Istituto ad accettare un ruolo di responsabilità a livello nazionale?
Il mio coinvolgimento nella compagine di questo Governo deriva dall'esperienza innovativa nata nel 2009 nell'Istituto tecnico industriale "Majorana" di Brindisi, un esperimento che aveva l'obiettivo di migliorare l'apprendimento dei ragazzi creando ambienti, tempi e contenuti che fossero più rispondenti alle loro esigenze. Quel modello è stato poi ripreso da altre scuole in Italia, ma la forza dei processi di innovazione è che si autoalimentano e spingono le persone a raggiungere traguardi sempre più ambiziosi.
Perché è stato scelto proprio lei come Sottosegretario?
Penso che il tutto nasca dall'incontro con Luigi Di Maio a Brindisi. Ci siamo conosciuti e da subito ho trovato in lui una persona informata, attenta al cambiamento, desiderosa di fare tutto il necessario per il "bene comune", principio che abbiamo tralasciato per molto tempo. C'è stata un'immediata convergenza su quelle che possono essere le reali azioni di un cambiamento per la scuola e credo che da quella esperienza sia partito il mio coinvolgimento diretto.
Qual è la sua/vostra idea progettuale di scuola, come la immagina e quali sono le prossime mosse per realizzarla?
Il mio compito, adesso, è allargare l'orizzonte. Aver diretto il "Majorana" è un'esperienza che fa ovviamente parte del mio bagaglio professionale e cercherò di far tesoro delle cose belle, dei punti di forza e di debolezza per sostenere i processi di innovazione, sperimentazione e formazione dei docenti, tempi e spazi di apprendimento per gli studenti che sono tra gli obiettivi prioritari del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.
Quali sono le tre parole chiave con cui descriverebbe il processo di cambiamento per una scuola innovativa e di successo?
Passione, esempio e squadra. Non dimentichiamo mai che tutto ciò per cui viviamo ha un solo obiettivo: la crescita e la piena espressione delle capacità e delle potenzialità dei nostri alunni che rappresentano il futuro del nostro Paese. E' sempre sui ragazzi che dobbiamo puntare, sono il nostro migliore investimento. È grazie alla passione dell'intera comunità scolastica, pronta a sostenere e accompagnare i nostri studenti lungo il loro cammino, che riusciamo ad essere di esempio, quindi credibili verso di loro e verso le famiglie. Occorre spingere tutti insieme, come una squadra, verso lo stesso obiettivo.
Da dove nasce la sua idea di diventare insegnante?
Nasce da tutti gli incontri che ho avuto durante il mio percorso, da tutti gli esempi positivi avuti durante i miei studi. Ho avuto docenti eccellenti ed è grazie al loro entusiasmo e al loro coinvolgimento che ho deciso il mio cammino.
E' prevista un'attenzione diversa, ci saranno delle novità nel valorizzare il ruolo docente dandogli più credito sociale e professionale?
Il credito sociale della professione docente è una funzione della più generale fiducia che la scuola riscuote presso genitori, studenti e società. Bisogna chiedersi che cosa fare per dare maggiore credibilità alla scuola, come ente di formazione in un contesto sociale sempre più difficile, nel quale non sembra che gli apprendimenti proposti dalla scuola siano significativi. Se la scuola diviene effettivamente una opportunità di crescita per un alunno o uno studente, in termini di apprendimento, esperienze formative, interesse nella partecipazione alle attività didattiche, allora la scuola acquista credibilità, al di là di quelli che a volte sono dei luoghi comuni sulla percezione degli insegnanti. Le famiglie e gli studenti riconoscono i bravi docenti e le scuole efficaci. Nella scuola la didattica è fondamentale e lo dico con la passione dell'innovatore.

L'innovazione dev'essere per prima cosa di "testa": ciò afferma il nuovo Segretario del Miur. Siamo tutti pronti, in attesa, sempre fiduciosi nel credere che sia la volta buona, che sia giunto il vento del cambiamento di crescita sociale, culturale e formativo.
"Amerai il prossimo tuo come te stesso". Questa affermazione forse potrebbe aiutare i "più" a calarsi nelle realtà quotidiane scolastiche, fatte di passione e dedizione, per poter cementare le tante parole e propositi oralmente esposti e renderli fattivamente reali.
Siamo tutti pronti per essere travolti dal vento del cambiamento e respirarne a pieni polmoni le novità per il "benessere" di tutte le comunità scolastiche.

Grazie a Giuliano per essere un fervido promotore dell'innovazione didattica e buon lavoro a lui e a tutti gli operatori della Scuola.


Barbara Riccardi, docente IC "Padre Semeria" di Roma, Global Teacher Prize, counsellor della Gestalt Psicosociale e Giornalista pubblicista
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