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n. 72 aprile 2017
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Articolo 'L'insegnamento "libero"'  >>>
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L'insegnamento "libero"
Formare docenti "padroni" della didattica e non degli alunni
di Ursi Isa - Formazione
Amo il mio lavoro e sono contenta di aver partecipato al corso "Didattica per competenze" tenuto dall'associazione Sysform/Giunti, perché ho fatto parte di un gruppo di lavoro che mi ha dato la possibilità di crescere, di arricchirmi e di avere una nuova chiave di lettura di ciò che faccio.
Ho imparato a pianificare un'attività di apprendimento, a mettere cioè nero su bianco ciò che prima rimaneva solo nella mia mente. Questo è stato per me importantissimo, ha significato lavorare in modo più organizzato, chiaro e ordinato.
Essendo anche diplomata ISEF approfitto sempre della palestra per poter svolgere lezioni di geografia e di matematica. Mi piace organizzare attività che possano emozionare e catturare l'attenzione dei bambini. Ho sempre cercato di lavorare utilizzando diversi mezzi di comunicazione, di attingere informazioni da vari testi che mi vengono proposti e di costruire anche materiali didattici che possano aiutare i bambini a lavorare con interesse e curiosità. Quello che ho imparato, inoltre, è che lavorare attraverso la realizzazione di un compito significativo mette il bambino di fronte a situazioni problematiche in cui deve richiamare a sé gli apprendimenti, il senso di responsabilità, le capacità di collaborazione e la creatività per costruire soluzioni.
Nel ciclo precedente ho lavorato con una collega speciale e interattiva. Infatti nell'arco di ogni anno, elaboravamo uno, due attività laboratoriali e interdisciplinari (compiti significativi). Erano attività impegnative ma importanti sia per noi che per gli alunni e mettevano alla prova il bambino nella sua totalità. Quest'anno mi trovo a lavorare con una nuova collega che ha dovuto cambiare la sua disciplina d'insegnamento, per cui l'inizio ci ha visto impegnate a conoscerci e a confrontarci con esperienze del tutto nuove. Trovarci in un'interclasse molto viva, dinamica e aperta ai lavori interdisciplinari ci ha certamente aiutato.
Due mesi fa una collega di italiano di un'altra prima ha proposto all'interclasse di creare un lapbook sul "Pesciolino arcobaleno", un libro sul quale la mia collega già lavorava con gli alunni che non si avvalgono dell'insegnamento della Religione Cattolica. Io l'ho considerato un vero e proprio compito significativo e ho accolto la proposta positivamente. Il desiderio è stato quello di condividere il lavoro con la mia collega, perché credo tanto nel lavoro di gruppo. Inoltre, penso che le attività interdisciplinari e di laboratorio vivacizzino di più i bambini, ma ovviamente richiedono la presenza di più di una figura adulta.
Sicuramente ci sono degli aspetti che vorrei capire o fare meglio. Sono un'insegnante pronta a mettermi in discussione. Per me tutte le attività da svolgere con i bambini sono in continuo cambiamento, per cui vengono sempre riviste e riaggiustate. Nella mia mente ho tante idee che vorrei raccogliere e organizzare meglio per dare vita a un compito significativo ma non posso farlo da sola.
La scuola ora mira a insegnare e valutare le competenze di ogni alunno, mentre noi docenti spesso rimaniamo ancorati ai programmi e agli obiettivi da raggiungere, che diventano ora punti di partenza per poter raggiungere le competenze.
Per concludere vorrei citare le parole di Maria Montessori (Conferenza 36 del corso internazionale a Roma nel 1936):

"Ora, succede che molte volte le maestre sono (mi scusino la frase) schiave dell'insegnamento e pensano che la loro responsabilità sia nell'insegnare tutto e nel fare sì che il bambino impari. ... Queste maestre somigliano ad un padrone di schiavi i quali devono portare in alto un peso ed il padrone che li ha caricati è contento di dire che li ha caricati bene ora con certi pesi ora con altri, e che gli sembrano abbastanza forti per portare uno o due carichi, e che fra poco potranno portare di più; ed intanto egli si ferma sul compiuto." Sono parole di una realtà passata ma ci appartengono ancora adesso".


Isa Ursi, docente di scuola primaria, I.C. "Maria Montessori", Roma
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