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Numero: 6-febbraio 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 21 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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L'insegnamento da parte degli alunni
Come si traduce in "pedagogese" la teoria del costruttivismo sociale
di Traversetti Marianna - Organizzazione Scolastica

... Quando insegnare significa coinvolgere, quando trasmettere si traduce in fare, quando motivare si coniuga con l'ascoltare...ecco che appaiono, nell'aula "calda" di atmosfera, le figure di insegnanti che, a passi decisi ma lievi, rumorosi ma forti, vivono la scuola ...dalla parte degli alunni.
Ciò che differenzia un insegnante da un altro è il suo modo di interrogarsi o, più semplicemente, proprio il fatto se si interroga o no; spesso non ci si chiede, infatti, quali siano i sistemi apprenditivi ed i processi cognitivi che sottendono all'acquisizione dei diversi saperi da parte di ogni singolo ragazzo. Spesso, come ama dire e ribadire il mio amico e collega Marco Scancarello, si produce "fatica cognitiva" che non è produttiva per gli alunni.
Quante volte ci si dilunga in estenuanti spiegazioni teoriche -spesso pedanti e del tutto prive di attaccamento concreto alle pratiche quotidiane e sensoriali dei bambini- che non portano a nulla se non a stancare fisicamente il docente, a renderlo frustrato perchè il suo impegno non è direttamente proporzionale al successo formativo dei suoi interlocutori?
Capita spesso, tante volte lo sento dire, ma ...perché?
La risposta è semplice e non va ricercata in manuali pedagogici che parlano, spesso in modo formale ed avulso dalla realtà di classe, delle questioni legate agli aspetti educativi. La risposta è dentro di noi, appare scontata, ma non lo è: bisogna saper leggere ed interpretare in ognuno dei nostri ragazzi il suo personalissimo modo di apprendere, che è diverso da quello del compagno di banco, completamente differente da quello di un suo coetaneo, o forse solo apparentemente simile al modus operandi di un suo amico ...
Facile la risposta, ma difficile la presa in carica...
Eh, sì, sembra facile andare ad insegnare, alunno per alunno, la stessa cosa ma in modo sempre diverso perché rispondente ai bisogni formativi del singolo.
Complesso, certo lo so! Ma si deve fare...
E non perché la nostra "solleticante" busta paga ci invita ad eseguire il mandato, e non perché i genitori dei nostri allievi ce lo riconoscono (ciò capita di rado)...
Si deve fare perché siamo dei professionisti della scuola e, prima ancora di soffermarci a riflettere sui tantissimi motivi per i quali informalmente saremmo giustificati a non farlo, dobbiamo pensare primariamente e prioritariamente ai nostri ragazzi che hanno sete di conoscenza, desiderio di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo, che pendono dalle nostre labbra fin dalla prima mattina in cui li incontri e, con gesti affettuosi e sinceri, ti abbracciano dandoti un'accoglienza calda e ristoratrice che ti stringe il cuore e ti fornisce la carica per affrontare la giornata scolastica con il piede giusto (anche se sono le 8 e 30, non hai ancora preso il caffè e in vista c'è una giornata piena di riunioni e di beghe familiari!)

E' l'atteggiamento mentale che deve dare forza ai docenti, in questo difficile e marcio momento politico in cui la scuola, ahimè, deve annaspare; è la disposizione emotiva che deve avere la meglio per non annegare, per risalire la cresta dell'onda che noi, alunni e insegnanti, amiamo cavalcare... E' l'unione dei nostri intenti, è l'amore per la vita e per l'insegnamento che produce un apprendimento dalla parte degli alunni.
Perché ognuno di loro, nonostante sia stato sfortunato a frequentare le scuole elementari in un periodo storico così svilente e demotivante, ha il diritto, come persona, ad avere il meglio tra tutto ciò che i suoi maestri possono dargli.
E sta a noi, quelli che stanno in cattedra, mi auguro solo metaforicamente, fargli vedere, fargli amare e fargli capire l'altra faccia della scuola, della cultura, dell'universo esperienziale...
E lo possiamo fare attingendo dagli spunti più inaspettati, ma creativi che assumono, a volte quasi paradossalmente, le vesti di stimoli cognitivi che appassionano i teneri animi dei nostri bambini e, solo così, generano conoscenza ed apprendimento...dalla parte degli alunni.

Marianna Traversetti Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
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