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Numero: 1 -settembre 2009- Anno III   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 21 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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L'integrazione è "affare" di tutti!
Linee guida per l'integrazione scolastica degli alunni con disabilità
di Rosci Manuela - Integrazione Scolastica
Le linee guida per l'integrazione scolastica degli alunni con disabilità sono state pubblicate ad agosto e stanno circolando certamente tra le associazioni di categoria e tra gli addetti ai lavori ma è altrettanto importante che giungano a tutti i docenti curricolari perchè si ribadisce che la responsabilità è di tutti.
Il paragrafo III LA DIMENSIONE INCLUSIVA DELLA SCUOLA specifica la responsabilità di tutti i soggetti e parla di Leadership educativa e cultura dell'integrazione e sottolinea che "Il Dirigente scolastico è il garante dell'offerta formativa che viene progettata ed attuata dall'istituzione scolastica: ciò riguarda la globalità dei soggetti e, dunque, anche gli alunni con disabilità.
Il Piano dell'Offerta Formativa (POF) è inclusivo quando prevede nella quotidianità delle azioni da compiere, degli interventi da adottare e dei progetti da realizzare la possibilità di dare risposte precise ad esigenze educative individuali; in tal senso, la presenza di alunni disabili non è un incidente di percorso, un'emergenza da presidiare, ma un evento che richiede una riorganizzazione del sistema già individuata in via previsionale e che rappresenta un'occasione di crescita per tutti.
L'integrazione/inclusione scolastica è, dunque, un valore fondativo, un assunto culturale che richiede una vigorosa leadership gestionale e relazionale da parte del Dirigente Scolastico, figura-chiave per la costruzione di tale sistema."

Si parla poi di flessibilità organizzativa e didattica che è prevista dall'autonomia funzionale delle istituzioni scolastiche e "consente di articolare l'attività di insegnamento secondo le più idonee modalità per il raggiungimento del successo formativo di tutti gli alunni, finalità ultima dell'intero servizio nazionale di istruzione, fermo restando il rispetto dei principi inerenti la normativa di legge."

Si ribadisce che l'insegnante per le attività di sostegno non può essere utilizzato per svolgere altro tipo di funzioni "se non quelle strettamente connesse al progetto d'integrazione, qualora tale diverso utilizzo riduca anche in minima parte l'efficacia di detto progetto."

Un paragrafo è dedicato alla corresponsabilità educativa e formativa dei docenti perchè la possibilità di rendere una scuola inclusiva solo se al suo interno si avvera una corresponsabilità educativa diffusa e se "si possiede una competenza didattica adeguata ad impostare una fruttuosa relazione educativa anche con alunni con disabilità.
La progettazione degli interventi da adottare riguarda tutti gli insegnanti perché l'intera comunità scolastica è chiamata ad organizzare i curricoli in funzione dei diversi stili o delle diverse attitudini cognitive, a gestire in modo alternativo le attività d'aula, a favorire e potenziare gli apprendimenti e ad adottare i materiali e le strategie didattiche in relazione ai bisogni degli alunni. Non in altro modo sarebbe infatti possibile che gli alunni esercitino il proprio diritto allo studio inteso come successo formativo per tutti,tanto che la predisposizione di interventi didattici non differenziati evidenzia immediatamente una disparità di trattamento nel servizio di istruzione verso coloro che non sono compresi nelle prassi educative e didattiche concretamente realizzate."

E ancora, per quanto riguarda il docente assegnato alle attività di sostegno alla classe, si ribadisce che è l'intera comunità scolastica che deve essere coinvolta nel processo in questione e non solo una figura professionale specifica a cui demandare in modo esclusivo il compito dell'integrazione. "Il limite maggiore di tale impostazione risiede nel fatto che nelle ore in cui non è presente il docente per le attività di sostegno esiste il concreto rischio che per l'alunno con disabilità non vi sia la necessaria tutela in ordine al diritto allo studio. La logica deve essere invece sistemica,ovvero quella secondo cui il docente in questione è "assegnato alla classe per le attività di sostegno", nel senso che oltre a intervenire sulla base di una preparazione specifica nelle ore in classe collabora con l'insegnante curricolare e con il Consiglio di Classe affinché l'iter formativo dell'alunno possa continuare anche in sua assenza.
Questa logica deve informare il lavoro dei gruppi previsti dalle norme e la programmazione integrata.
La presenza nella scuola dell'insegnante assegnato alle attività di sostegno si concreta quindi, nei limiti delle disposizioni di legge e degli accordi contrattuali in materia, attraverso la sua funzione di coordinamento della rete delle attività previste per l'effettivo raggiungimento dell'integrazione."

Mi auguro e invito tutti a leggere le linee guida non perchè affermino dei principi nuovi ma perchè ribadiscono impegni soggettivi e collettivi che devono essere oggetto di conoscenza e attuazione in tutte le scuole, non solo in alcune!
Ritengo che il compito del docente di sostegno sia anche "passare" l'informazione e ritengo comunque che la diffusione del documento debba essere proposta anche nei luoghi deputati all'organizzazione scolastica, come i Collegi dei Docenti.
Una nuova occasione per crescere e migliorare la professione docente.
Buon lavoro a tutti!

Manuela Rosci
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