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| L'intelligenza non c'entra! |
| Quando si parla di dislessia |
| di Cianciolo Silvia - Integrazione Scolastica |
L'enorme quantità di pregiudizi che, per secoli, hanno appesantito la vita e lo sviluppo dei soggetti portatori di handicap risulta evidente anche con riguardo a tipologie di handicap meno gravi, come la dislessia: per troppo tempo è stata opinione comune che i bambini affetti da questo disturbo non avessero un alto quoziente intellettivo e non potessero arrivare a raggiungere gli stessi risultati di tutti gli altri, ma numerosi casi concreti hanno dimostrato il contrario. Le ultime ricerche hanno concluso che questo disturbo interessa esclusivamente l'area dell'elaborazione fonologica a cui "l'intelligenza non è legata in alcun modo"(1). La scienziata Paula Tallal, importante studiosa nel campo dei disturbi dell'apprendimento, ha elaborato una terapia che sfrutta l'uso del calcolatore - un videogioco animato - per aiutare l'apprendimento di bambini linguisticamente disabili: ponendo attenzione al problema fondamentale dei soggetti dislessici, che riguarda il tempo dell'elaborazione fonologica, ella ha strutturato un programma di elaborazione del parlato che consente ai ricercatori di modificare l'ampiezza e la durata dei suoni registrati (2). Questa geniale soluzione sottolinea l'importante contributo che le nuove tecnologie possono portare per facilitare l'apprendimento e le possibilità di comunicare dei bambini diversamente abili.
Silvia Cianciolo, Docente di sostegno 145° Circolo, plesso "J. Piaget", Roma
1 Sally E. Shaywitz "La dislessia", ne "Le Scienze", 1997
2 ibidem
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