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n 37 novembre 2013
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L'intervista al dott. Riccardo Callori, neuropsichiatra infantile
L'incontro a Rimini al Convegno sulla Qualità dell'integrazione
di Riccardi Barbara - L'intervista

"Esistono procedimenti magici
che aboliscono le distanze
di spazio e tempo:
le emozioni"
Simone De Beauvoir

Il bar otto e mezzo sta alla tisana zenzero e tiglio delle 23,15, come l'Arte dell'Incontro sta in ogni dove alle ore 13,50.
3.000 persone guidate dalla forza della passione, nell'atto di condivisione e confronto. Siamo a Rimini, al Convegno sulla Qualità dell'integrazione scolastica e sociale.
Tutte attente e concentrate nel prendere spunti/appunti, tecnologici e non, con le antenne alzate pronti a captare formule e concetti innovatori del fare e trasmettere saperi, attraverso canali formativi ricercati per inclusione di qualità.
Sono dell'idea che una volta iniziato il cammino di formazione, "per fortuna" non si può più farne a meno, è come una dipendenza, sana, salutare, salubre dipendenza, una ricarica energetica di saperi, perché il confronto formativo è il motore che fa veicolare le particelle del fare in EVOLUZIONE, contro l'involuzione della specie...SPECIALE!!

Da Rimini a Roma. Tra le specialità che offre il nostro Municipio IX, tra i suoi specialisti esperti emerge la "storica" figura del neuropsichiatra fuori dai comuni canoni, nelle vesti del Dott.re Riccardo Callori.


"Siate il meglio di qualunque cosa siate";
così  scriveva Martin Luther King nel suo libro
"La forza di amare", esattamente cinquanta anni fa.

Con la sua esperienza professionale, di neuropsichiatra nelle Scuole del Municipio IX, come pensa di sfruttare/metter in campo operativamente le riflessioni/strumenti transitati nel Convegno di Rimini "Qualità dell'integrazione scolastica"?
Perché  questo diventi possibile e' necessario che ad ogni individuo venga garantito l'inalienabile diritto ad essere accompagnato in tutte le stagioni della vita da qualcuno che lo aiuti a scoprire, a tirare fuori da sé (e-ducere) e spendere i propri talenti. Questi sono, a mio avviso, i Bisogni Educativi Speciali e non una ulteriore categoria diagnostica nella quale incasellare sempre nuovi gruppi di diverse abilità.

Dal suo osservatorio qual è la sua visione nell'ottica di una Scuola che deve affrontare il cambiamento in termini più pedagogici per aiutare gli alunni in difficoltà, cosa ci può restituire dal connubio tra specialisti diversi: pedagogia e psicologia, una stella nascente?
Gli insegnanti devono quindi riappropriarsi senza paura del loro ruolo educativo, anche -se necessario- con l'aiuto di operatori sanitari, i quali però devono fungere da collaboratori molto discreti nel prendersi cura dei diversi bisogni educativi speciali, tenendo ben presente il monito "Primo non curare chi e' normale" (Allen Frances). Per i suddetti motivi sono tornato da Rimini ancor più  convinto della necessità  di investire sulla creazione di una società  (e quindi anche di una Scuola) veramente inclusiva più che correggere tanti singoli individui perché si adattino ad un contesto che di fatto li esclude. Se non creiamo la scacchiera i singoli pezzi non potranno mai giocare una partita vera con le loro diverse caratteristiche.

Il suo zainetto esperienziale è pieno di quali "formule magiche di successo"?
Le formule magiche che mi consentono di non stare fermo ad aspettare che le soluzioni mi vengano calate dall'alto sono poche, anche perché il cammino da fare é lungo e lo zainetto non deve essere troppo pesante. A) Ascoltare attentamente l'altro al fine di meglio comprendere l'aiuto che mi sta dando perché  io possa aiutarlo (bidirezionalità del processo educativo)
B) Valorizzare ed unire le differenti risorse presenti nell'ambiente per migliorare la qualità  della vita - LA RETE INSIEME SI PUO'!!
C) Insegnare a pescare, per rendere ognuno protagonista consapevole della propria crescita e non dipendente da noi (responsabilizzazione)

Da bambino cosa voleva diventare e da grande cosa vuol essere/fare?
Ho troppi anni per ricordare cosa pensavo del mio futuro da bambino. Ricordo bene invece che da adolescente avrei voluto fare il medico nel terzo mondo: ero affascinato dalla storia del dottor Albert Schweitzer. Un giorno poi, all'età  di ventitre anni, sono stato chiamato casualmente per fare volontariato in una famiglia che aveva una bambina cerebrolesa; fu un colpo di fulmine perché davanti agli occhi mi si e' spalancato un mondo nuovo tutto da scoprire. Nel corso degli anni il primitivo innamoramento si é modificato, diventando amore vero sempre più maturo: per quella diversità, per tutte le diversità e quindi...per tutti.
La scelta di scendere in campo come neuropsichiatra infantile mi permette di vivere quotidianamente da tanti anni con bambini e di condividere con loro la curiosità  per il nuovo e la fame di sapere, anche se ultimamente faccio un po'  di fatica a tenere il loro passo. Quanto pesa il mio diventare vecchio e quanto il loro correre sempre più in fretta? La risposta ovvia alla prima domanda va accettata con la massima serenità; per quanto concerne la seconda, non vorrei che fosse la spaventosa velocità della vita attuale ad aver letteralmente rivoluzionato il concetto di tempo e la sua percezione.

Mi servirà tempo per scoprirlo; ma questo e' ciò che voglio fare da grande.

Alla fine di qualsiasi partita di scacchi il Re e il pedone vanno a finire nella stessa scatola, in attesa di tornare a giocare di nuovo insieme!! Solamente il NOI unico, può arrivare ad essere l'apparato locomotore, neurologico di tante parole e concetti, il NOI che muove il processo di cambiamento è la formula magica giusta per arrivare a realizzare la Scuola Possibile!!

Barbara Riccardi, docente IC Via Frignani "Spinaceto" - Roma
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