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n.35 settembre 2013
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L'istruzione è fondamentale per il futuro del Paese
Il Ministro Carrozza inaugura l'anno scolastico 2013-14
di La redazione - Orizzonte scuola
"L'istruzione è fondamentale per il futuro del Paese".
Queste le parole utilizzate dal Ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza a Casal di Principe (Caserta) dove ha inaugurato l'anno scolastico in un edificio confiscato alla camorra, ribattezzato "Teatro della Legalità". La dispersione scolastica è un assillo per il ministro che ha ricordato come "la dispersione, lo scorso anno ha riguardato due milioni di giovani che non hanno studiato e non hanno trovato lavoro". Si tratta di una percentuale in media del 17,6% degli studenti con punte molto alte in regioni come la Sicilia e la Sardegna.





Inaugurazione dell'anno scolastico al palazzo del Quirinale: il discorso del Ministro Carrozza

Signor Presidente della Repubblica,
gentili Autorità,
cari dirigenti scolastici, cari insegnanti, care famiglie e soprattutto cari studenti,


vorrei innanzitutto salutare gli studenti, gli autentici protagonisti delle nostre scuole.
Ringrazio, inoltre, i dirigenti scolastici, i docenti e il personale scolastico per il loro costante impegno, ogni giorno e in ogni area del nostro Paese.
Il Governo di cui mi onoro di far parte ritiene fondamentale e centrale l'istruzione. Lo scorso 9 Settembre ha approvato un decreto legge in materia. Il decreto è ora all'esame del Parlamento. Per la prima volta dopo molti anni, un provvedimento del Governo contiene investimenti per la scuola nel suo complesso, cioè a favore degli studenti, delle famiglie, degli insegnanti, del personale tecnico amministrativo.
Il mio viaggio attraverso il sistema scolastico nazionale mi sta insegnando molto. Le nostre scuole sono realtà vive in cui la partecipazione e la ricerca di forme innovative di didattica sono più diffuse di quanto non si possa immaginare.
La scuola oggi, per la sua presenza diffusa sul territorio, è sempre più l'istituzione che, proseguendo la sua responsabilità storica, unisce gli italiani.
Oggi, in particolare, la scuola deve far vivere i valori costituzionali, deve essere, come diceva Piero Calamandrei, "lo strumento perché la Costituzione scritta nei fogli diventi realtà".

Ho imparato molto dalla visita a Casal di Principe, dove su un bene confiscato alla camorra sarà costruita una scuola per l'infanzia e dove ho dialogato con studenti, insegnanti, dirigenti scolastici, istituzioni ed associazioni. In tutti ho visto una grande voglia di rivendicare il diritto alla normalità, la più assoluta lontananza dalle organizzazioni criminali, ma soprattutto la speranza che la scuola sia il vero motore del cambiamento e dell'innovazione sociale. La scuola deve aiutare i giovani a guardare al futuro, intensificando, come abbiamo previsto nelle misure approvate dal Consiglio dei Ministri, i percorsi di orientamento per gli iscritti alle scuole secondarie di secondo grado.
Rafforzare la presenza dello Stato sul territorio attraverso un ampliamento significativo e strutturale dell'offerta formativa, come abbiamo iniziato a fare con il decreto legge, è il modo per incidere sulla crescita dei nostri giovani, dei nostri ragazzi, formando quindi una nuova generazione di cittadini che abbia in sé valori di solidarietà, di senso civico e di legalità.

Nell'articolo 9, la Costituzione connette lo sviluppo della cultura e la tutela del paesaggio. Le notizie recenti sui ritrovamenti dei rifiuti tossici a Casal di Principe, proprio a pochi metri dal Teatro dove ho salutato la comunità scolastica, confermano quanta strada ci sia ancora da percorrere. Credo che nelle scuole occorra insegnare il rispetto per l'ambiente che, come ricorda Ulrich Beck, è in cima alle preoccupazioni dei giovani europei e può essere il fattore aggregante di una nuova coscienza comune.
Dobbiamo trarre da questi eventi l'occasione per sviluppare la coscienza civile di tutti, nello stretto legame tra ambiente, legalità e sviluppo.
Non partiamo da zero: i più giovani che purtroppo hanno sempre meno fiducia nella politica si impegnano invece sempre di più per le iniziative legate ai problemi dell'ambiente e del territorio.
Dobbiamo prenderci cura di questa sensibilità, della loro curiosità e ricettività su questi temi, lanciando una grande campagna su ambiente e legalità nelle scuole e accentuando sempre più i temi legati all'esercizio di una cittadinanza attiva. Dobbiamo ritrovare insieme l'importanza di una partecipazione politica attiva che torni ai valori primari, istruzione, lavoro, ambiente.
La Cittadinanza e la Costituzione vanno di pari passo e sono rafforzate, non solo nei programmi scolastici, ma nell'attività quotidiana, da quella capacità di ribellarsi davanti ai soprusi e all'illegalità che non è una forma di immaturità, bensì il germoglio di una coscienza civile che noi tutti abbiamo la responsabilità di nutrire.
Una maggiore attenzione all'ambiente creerà nuove opportunità di lavoro e scelte economiche che terranno conto dell'impatto ambientale privilegiando quelle meno invasive.

Sono sempre più forti anche le esigenze di integrazione davanti a una società globale ed in cui i flussi migratori verso il nostro Paese, soprattutto dalle aree meno ricche del mondo spesso anche teatro di guerra, sono ogni giorno più frequenti. L'integrazione è un fattore di arricchimento per i nostri ragazzi e per le nostre ragazze. È l'occasione per imparare a orientarsi nel mondo, per sviluppare il sentimento di solidarietà e per comprendere la varietà dei problemi da diverse prospettive. La scuola è il luogo principe per l'integrazione, è il luogo in cui i giovani hanno le prime esperienze di relazioni sociali indipendenti dalle famiglie, in cui convivono con coetanei di altre culture, religioni, tradizioni. Studiare geografia economica è dunque importante per capire la propria cultura e quella degli altri in un contesto globale.

Vorrei qui sottolineare l'importanza del lavoro quotidiano e silenzioso degli insegnanti che svolgono con abnegazione e passione un ruolo di rappresentanti dello Stato nelle frontiere della nostra società. Nel decreto legge abbiamo previsto investimenti per la formazione degli insegnanti per valorizzare le loro competenze e per migliorare il rendimento della didattica.
Al centro del sistema-scuola c'è lo studente. Dobbiamo quindi garantire, come abbiamo fatto con le misure di welfare dello studente contenute nel provvedimento urgente, in primo luogo il diritto allo studio e la possibilità per i capaci e meritevoli privi di mezzi di poter studiare senza ostacoli.
Questo è uno dei compiti essenziali di uno Stato moderno, che non può limitarsi a garantire i diritti a una "media" di cittadini, ma deve garantire il diritto a ogni individuo. Le istituzioni, anche per il diritto allo studio, devono lavorare per questo.

Nel corso del mio "viaggio in Italia" ho visto scuole bellissime, ma anche tante strutture che hanno bisogno di urgenti interventi e tante scuole in affitto in locali non sempre idonei. Per questo la mia azione, come ministro dell'Istruzione, è partita dall'edilizia scolastica, consapevole del diritto di ogni alunno a vivere il tempo-scuola in luoghi confortevoli e sicuri.
Le misure contenute prima nel "decreto del fare" e poi nel "decreto scuola" vanno in questa direzione: 450 milioni già stanziati, possibilità di attivare mutui, per un importo equivalente, con la Bei e la Banca del Consiglio d'Europa, valorizzazione del ruolo delle regioni e degli enti locali e semplificazioni procedurali per l'utilizzo delle risorse.
La sicurezza è la base: è necessaria, ma non sufficiente. Proprio perché il futuro vi appartiene, cari studenti, abbiamo la responsabilità di darvi gli strumenti migliori per immaginarlo. Migliorare lo spazio della scuola vuol dire far crescere tutto lo spazio pubblico.
Abbiamo quindi la responsabilità di fare tutti il nostro dovere. Di compiere, per voi ragazzi, una piccola e silenziosa rivoluzione della normalità, in tutta Italia senza lasciare indietro nessun territorio.

Signor Presidente della Repubblica,
sogno un'Italia che sia consapevole dell'importanza dell'istruzione come fattore propulsore per la mobilità sociale, per la coesione territoriale, per la promozione della cultura e della tecnica, in modo sostenibile con la valorizzazione del nostro patrimonio paesaggistico, culturale e artistico.
Per questo è fondamentale che le istituzioni prestino costantemente attenzione all'istruzione: le risorse utilizzate per l'istruzione siano considerate come investimento in un'ottica pluriennale e non come "spese".
È compito, infatti, di chi oggi ha responsabilità di governo, pensare alle generazioni future.
La mia esortazione oggi va infine ai giovani: siate pronti a prendere in mano la vostra vita e il vostro paese ! Sviluppate la vostra personalità nel confronto con gli altri, senza farvi marginalizzare e trovando ogni occasione per partecipare alla vita pubblica. La politica ha bisogno di voi, e del vostro rinnovamento, ha bisogno di spirito di servizio, di onestà, di voglia di cambiare e di discontinuità. Maturate la vostra indipendenza ed entrate nel dibattito pubblico.
Il vostro futuro dipenderà dalla vostra formazione, dal vostro impegno, dalla vostra capacità di innovare e di creare quindi le condizioni per un futuro migliore.

Vorrei che avessimo il coraggio di costruire una scuola di creatività, esteticamente bella, che risponda ad una visione olistica della persona e del sapere. Dobbiamo smettere di separare, di dividere e riprendere una prospettiva unificante e creativa di studio, cultura e sviluppo economico.
Qual è la risposta di oggi alla diffusa domanda di una nuova politica economica credibile? È l'istruzione, che deve essere il cuore pulsante del nuovo "rinascimento" di questo Paese.



Il Ministro inaugura l'anno scolastico al Liceo Socrate di Roma e sollecita i giovani : SIATE RIBELLI, CAMBIATE IL MONDO



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