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n.18 dicembre 2011
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Articolo 'L'UOMO SENZA PASSATO'  >>>
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L'UOMO SENZA PASSATO
La precarietà vista in un film
di Riccardi Barbara - Didattica Laboratoriale
Lui: "Sono stato sulla luna."
Lei: "Com'era?"
Lui: "Molto tranquilla"
Lei: "Allora parli!"
Lui:"Si, certo che posso parlare. Solo che prima non mi veniva in mente niente da dire".

Per vedere il Trailer del film, clicca qui

Un dialogo bizzarro, divertente, un umorismo surreale/tragicomico, tratto da un libro/racconto/sceneggiatura dalla comunicazione ridotta all'essenziale fatta di gesti, sguardi e battute folgoranti pronunciate con impassibilità, alla Buster Keaton maniera, in situazioni drammatiche.

I dialoghi uno dei tocchi originali che ci regala Aki Kurismaki, regista di lavori che sembrano "revisioni storiche" sul cinema, rifacendosi all'ironia di Chaplin e alla presenza di una grazia felliniana. Non ha bisogno di far parlare i suoi personaggi, sono i gesti, gli ambienti, gli abiti che parlano per loro. Lui non ha bisogno di molte parole per raccontarci le sue storie di realtà meno fortunate, che senza alcuna pretesa vivono ugualmente col sorriso sulle labbra, dimostrando che dietro gli orrori della vita, si nasconde il bello e che vale sempre la pena vivere per portarlo alla luce, con comprensione, dolore, ordine e un filo di speranza, il tutto condito da uno spiccato senso di autoironia che lascia attoniti...

La fotografia en plein air rappresenta il "senso" di quanta follia geniale è capace il cineasta finlandese anche sotto il profilo tecnico.

La colonna sonora è un altro elemento speciale che ci trasmette la sua passione per la musica, supporto alle immagine che arrivano a noi cariche di significati ancora più pregnanti. La musica, il rock and roll, il blues e le note di un tango atipico che Kaurismäki ha "sdoganato" donandocelo... il tango finlandese che, come quello argentino, è cantore della solitudine maschile, delle periferie urbane e, come sottolinea Fofi nella postfazione del libro/sceneggiatura, la musica nei suoi film: "Un pensiero triste che si balla".
Si comprenderà durante la visione che la musica e l'Amore, sono le uniche speranze e fughe dall'orrore sociale.
Kaurismäki: "I miei film hanno come punto di partenza la decadenza dell´umanità".

L'UOMO SENZA PASSATO, storia di un'esistenza di un fantomatico personaggio che vive nella totale precarietà. Un viaggio poetico e malinconico nell'accoglienza, nell'incontro con l'altro e nella condivisione, attraverso la solidarietà, il coraggio e l'amore di sé e delle proprie capacità, sono la forza per ricominciare a nuova vita e rinascere con speranza e fiducia.

Una favola che mette in risalto l'essenziale. E' un viaggio, un percorso, dove perdersi e ritrovarsi. Un film dove c'è bisogno di una violenza per poter passare a vita nuova e trovare il coraggio per realizzare un progetto di cambiamento, credendo in se stessi, allontanandosi dal vittimismo, andando verso gli altri. La coralità dei personaggi anonimi dalle tasche vuote ma pieni di dignità, sospesi in un'ironica malinconia, emerge prorompente.
Persone che aiutano/accolgono nel percorso di ri-nascita nella nuova dimensione per capire l'importanza e il valore delle cose, cominciando dalle più semplici.

Un film di un'Arte di qualità, il trionfo della bellezza, della bruttezza.
L'uomo senza passato ha vinto il Grand Prix Speciale della Giuria e il premio per la migliore interpretazione femminile al 55° Festival di Cannes, non solo osannato dalla critica, ma anche premiato dal pubblico.

M. si rialza di colpo, si raddrizza il naso ed esce dall'ospedale. Si ritrova a vivere in una baraccopoli fatta di container abbandonati in riva al mare, in mezzo ad altre buffe figure di poveracci, dimenticati da tutti tranne che dall'Esercito della salvezza, che dispensa loro cibo e vestiti. M., che non ricorda niente di sé, sperimenterà le conseguenze dell'amnesia sulla sua pelle: senza un nome, non può lavorare; senza documenti, non può girare per le strade. M., aiutato da Irma, una volontaria, lo aiuterà a riprendere in mano le redini della sua vita, trovandogli un impiego, una sua dimensione e infine una nuova identità, con la sola Forza dell'Amore.
All'inizio sembra il solito film banalmente interculturale, poco dopo ci si ricrede immediatamente, ritrovandosi spettatori attivi di immagini dalla fantasia ammiccante/accattivante, ci si sente visitatori di una storia genialmente intrecciata in una semplicità di qualità, "un poco" che dà e regala il tanto e il meglio.



La precarietà, il baricentro di una vita che parte da zero, una precarietà che noi precari nel mondo della scuola viviamo/subiamo giornalmente, che tocchiamo con mano, che ogni anno si riprospetta sempre diversa e mai migliore rispetto all'anno prima, anzi una precarietà precaria al massimo. M. ci dimostra che nulla è perso, la speranza e la fiducia sono la bussola verso il cambiamento che forse qualcosa di bello finalmente accadrà.

La morale: l'importanza dell'entropia delle piccole cose, anche dopo le più grandi sventure, si può riemergere dopo una lunga immersione in assenza di ossigeno, l'importante è rimanere lucidi e convinti di quello che più si desidera e si vuole. Quando è chiaro l'obiettivo, allora si che si può fare/avere ogni cosa, con la Forza dell'Amore prima di tutto per noi stessi e poi di riflesso per gli altri.

Il linguaggio filmico adottato da Kaurismäki è sprono positivo per noi soprattutto in questo momento storico di crisi, dove l'essenziale diventa "ancora" di salvezza.

Qualche anno fa avrei parlato/consigliato/donato/ il "Mondo di Amelie", oggi qualcosa in me è cambiato, la mia nuova pelle mi ha portato verso questo dono il 17 dicembre di questo mese, io non faccio altro che ridonarlo a tutti voi con tutta la mia Forza Amorevole e che sia motivo di diffusione/contaminazione positiva per un Anno Nuovo di Magia!

La mia passione per il linguaggio attraverso le immagini mi ha spronato a cercare persone con le quali condividere e realizzare momenti di incontro tra piccoli e grandi, uniti nel vedere insieme un film parlandone. Con l'Associazione Culturale senza scopo di lucro "Delphi-noProfit", in collaborazione con l'Università degli Studi "Roma 3", Facoltà di Scienze della Formazione Cattedra di Storia Contemporanea con il Prof. C.F. Casula, questo si è materializzato in un Cineforum, "Ciak si gira" all'interno del mio C.D. il 143° "Spinaceto", Plesso Avolio.

Sono stati incontri, rivolti ai genitori, agli alunni, ai Dirigenti Scolastici, ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado, con l'obiettivo prioritario un'azione sul territorio, in ambito scolastico e socio-educativo, di prevenzione del disagio scolastico, dei fenomeni di bullismo, di devianza e di tossicodipendenza, attraverso la diffusione di una cultura positiva e di scambio di opinioni per la costruzione di una relazionalità positiva e la creazione di un ponte generazionale.
Un Cineforum quindi visto, agito e fruito dai partecipanti come opportunità di incontro culturale e di aggregazione socio-educativa.

Obiettivi
? Focalizzare l'attenzione dei partecipanti sulle problematiche sociali, creare un luogo d'incontro/scambio, dibattito/riflessione.
? Favorire un approccio guidato al Cinema oltre che creare un luogo aggregante, affinchè la partecipazione dei ragazzi e degli adulti determini la creazione di uno spazio sociale d'incontro dove poter esprimere ognuno i propri pensieri, in una periferia sguarnita di momenti culturali/educativi.

Modalità
? Un tempo e uno spazio per una discussione guidata da esperti (storico del cinema/psicologo/psicopedagogista/sociologo, esperti ecc.). ? Una cartella di sintesi esplicativa ad introduzione della relativa proiezione.

LA CULTURA CHE NASCE DALL'INCONTRO.

Con l'Augurio di continuare a contaminare con la passione per le "visioni", senza diventare visionari, uno Stratosferico Anno Nuovo a tutti!

Barbara Riccardi, docente CD 143° "Spinaceto" - Roma
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