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La "costruzione" delle competenze nella scuola italiana
Riflessioni personali su cosa si sta facendo
di Agolino Simona Loretta - Organizzazione Scolastica
La scuola della "tradizione" non si è mai posta il problema di superare le conoscenze, spesso numerose nozioni da imparare senza capirne il senso. Passare dal nozionismo a cui siamo sempre stati abituati alle conoscenze non è certamente facile, e non viene così spontaneo nemmeno giungere alle conseguenti competenze.

Quando ci confrontiamo con il concetto di competenze sappiamo infatti di dover parlare di quei comportamenti che coinvolgono la persona nella vita di tutti i giorni, non solo in ambito scolastico, ma anche nella famiglia e nel rapporto con gli altri, soprattutto con la società di cui fa parte.

Siamo quindi di fronte a diversi aspetti di competenze che ci permettono di affrontare e di risolvere i relativi problemi tanto nella quotidianità, quanto nella sfera professionale della persona.

Nel 2006 il Parlamento Europeo ha indicato quali debbano essere le competenze che permetterebbero ad ogni cittadino "europeo" di definirsi tale, di operare nel mondo dello studio, della ricerca e del lavoro, e di pensare di farne veramente parte.

Il documento europeo non solo non si limita a fornire indicazioni sulle competenze-chiave, ma per ciascuna di esse appronta una definizione specifica e suggerisce le conoscenze propedeutiche, insieme alle varie abilità e attitudini sottese. Il nostro Paese ha risposto con un'assunzione di responsabilità, cercando di avvicinarsi il più possibile alle indicazioni suggerite.

L'Italia ha operato piccole sfumature che rispondono maggiormente al nostro sistema educativo, cercando di rispettare sempre in modo chiaro la tridimensionalità dell'uomo come persona, cittadino e lavoratore, in modo che questi tre aspetti fondamentali della sua vita siano in sempre correlazione tra loro.

Ogni persona deve saper "imparare ad imparare", progettare e saper utilizzare le conoscenze apprese per darsi degli obiettivi, essere in grado comunicare (comprendere messaggi di ogni genere), collaborare e partecipare con gli altri, agire in modo autonomo, responsabile, individuare collegamenti e relazioni, acquisire informazioni ed interpretarle.

L'alunno in uscita dalla scuola dell'obbligo dovrebbe essere in grado di leggere e di gestire le sue emozioni, avere la consapevolezza delle sue potenzialità e delle sue risorse, esprimere senso di responsabilità in relazione a se stesso, agli altri, all'ambiente in cui vive, essere consapevole dei suoi diritti e doveri, sentirsi cittadino italiano, europeo e mondiale.

La scuola italiana deve riuscire, oggi più che mai, a fare un grande salto di qualità pur non essendo certamente facile, vista la situazione che non solo il mondo della scuola, ma l'intera società sta vivendo.

Quest'anno mi è stata affidata una prima elementare e mi pongo costantemente domande riguardo i miei alunni. Cosa saprò dare loro? Come posso lavorare per far sì che acquisiscano competenze non solo didattiche ma utili per tutta la vita? Come posso fornirgli tutte le possibilità di apprendimento? Domande sulle quali confrontarsi ad ogni inizio di nuovo ciclo per comprendere cosa si è fatto e come si può cambiare il proprio modo di lavorare.

Rispetto a qualche anno fa posso dire che nella scuola ci sono stati molti cambiamenti, non soltanto negativi, ma anche molto innovativi: se solo si pensa all'introduzione della multimedialità nelle classi, alle sale informatiche e all'uso quotidiano di un linguaggio tecnologico, ai gemellaggi con altre scuole straniere, al sempre maggior uso di mezzi che ci fanno non solo avvicinare, ma sentirci parte dell'Europa per poter vivere, anche contestualmente, ciò che accade.

In conclusione potremmo affermare che gli studenti dai sei ai sedic anni dovrebbero aver costruito un curriculum di competenze, che gli permetterà di proseguire il loro percorso di studi o di entrare nella sfera della formazione professionale, avendo sviluppato:

- La propria identità personale;
- La propria responsabilità sociale e civile;
- Le varie conoscenze e competenze che lo aiutino del suo percorso di vita.

Mi auguro, non solo come insegnante ma anche come persona, che questo cammino sia utile a tutte le future generazioni, che siano "competenti e consapevoli" della loro vita e del mondo che li circonda.

Simona Loretta Agolino, giurista, docente I.C."2Ottobre 1870",piazza Borgoncini Duca Roma.
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