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n. 31 marzo 2013
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Articolo 'La bellezza salverà il mondo'  >>>
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La bellezza salverà il mondo
I ragazzi e la loro sete di senso
di Crasso Antonella - Orizzonte scuola
Dunque,"la bellezza salverà il mondo". Come non accorgersi che da qualche giorno spira sulla storia un vento nuovo, preludio di una primavera dello spirito e del pensiero, come da tempo non si respirava e come da tanto si attendeva? L'elezione di un Pontefice "nuovo" in tutti i sensi si sta configurando come un avvenimento epocale non solo per il mondo cattolico ma per l'umanità intera, perché si torna con forza a sottolineare quei valori universali che, in quanto tali, sono patrimonio di tutti e dai quali anche noi insegnanti ed educatori non possiamo prescindere: questa aria nuova, questo momento di riflessione investirà come un vento impetuoso anche il mondo dell'educazione, accendendo i riflettori su nuovi valori o piuttosto recuperandone il senso profondo.

Al centro, come filo rosso di un muoversi partecipe e consapevole, le tre parole-chiave pronunciate dal Papa:Verità, Misericordia, Bellezza. Come tutto questo può riguardare noi insegnanti? Qual è il più credibile e bel messaggio educativo che possiamo offrire ai nostri ragazzi in un momento nel quale nichilismo e scetticismo sembrano prendere il sopravvento?

Ho sempre pensato che la sorgente viva e profonda dell'educazione sia la Bellezza: una Bellezza che non sia solo contemplativa ma concreta, la Bellezza che compie ogni essere umano quando realizza qualcosa esercitando il potere generativo del bene. Dostoevskij diceva infatti che "la Bellezza non è un discorso, ma un fatto": e noi sappiamo che i giovani non hanno tanto bisogno di parole ma di vedere nel concreto una risposta alla loro sete di senso.
Ognuno di noi ha dentro qualcosa che non si può oscurare mai, ed è appunto l'esigenza di Verità, Giustizia, Bellezza. Bisogna essere all'altezza di queste sfide, all'altezza di rispondere alle domande degli studenti, condurli dalla "distrazione" alla "attrazione", cioè il suo esatto contrario, trasformando l'ordinario lavoro di tutti i giorni in straordinario: non basta (ammesso che sia possibile) circondare i nostri ragazzi di cose belle, è necessario che un insegnante, che per primo ne abbia fatto esperienza su di sé, mostri loro il nesso profondo che c'è tra la Bellezza e la loro vita.
In questo senso le nostre "discipline" possono essere uno strumento per aprire ai giovani i molteplici aspetti della realtà ed entrare in rapporto con essa. Ma come posso io, insegnante, cercare di far diventare esperienza le cose che dico, come ciò che dico può aumentare la coscienza di sé e della realtà?

Io penso che alcuni elementi nella personalità e nella formazione di un docente siano imprescindibili, ne sono tanto convinta da aver sottolineato questo concetto anche nella mia tesi al termine dell'anno di formazione per l'immissione in ruolo: avere innanzitutto una padronanza profonda della materia che si insegna, che può essere il nostro personale punto di partenza per aprire le porte che ci permetteranno di entrare nel mondo dei nostri alunni; mai stancarsi di sottolineare che quello che si studia non è estraneo alla loro vita e saper rispondere così a quella tensione verso la Bellezza e la Verità che è innata in ciascuno di noi; far comprendere che c'è un legame tra il particolare e il totale, perché un cammino che non lasci intravedere uno spiraglio di meta diventa troppo faticoso da sostenere.
E allora la chiave di tutto sono (e saranno sempre) docenti preparati e appassionati, mai stanchi di cercare nuove strade per catturare curiosità e interesse dei loro alunni. Perché la conoscenza aiuta a vivere. E come affermava un altro grande pedagogista, don Luigi Giussani, una vita spesa tra i giovani: "si educa con quel che si dice e con quel che si fa, ma molto di più con quel che si è".

A volte i libri non bastano: penso che per ogni insegnanti arrivi prima o poi il momento nel quale occorre chiudere il libro, guardare negli occhi i propri studenti, cercando risposte che appaghino la loro sete di senso e di Bellezza: risposte immediate, plausibili,vere, perché nessuno può ingannare i giovani e nessuno può fermare la Conoscenza, neanche l'opacità apparentemente impenetrabile di questo nostro tempo.

Antonella Crasso, docente di sostegno, IC Piazza Minucciano - Roma
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