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n.65 settembre 2016
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La Classe Capovolta
Intervista a Maurizio Maglioni Presidente dell'Associazione Flipnet
di Riccardi Barbara - L'intervista
Dopo tanto rincorrerci in questo anno scolastico, finalmente siamo riusciti a dare un volto ai nostri nomi. Quello di Maurizio Maglioni nel mondo della Scuola ormai echeggia ogni volta che si pronuncia la parola "innovazione", soprattutto perché associato al movimento della "Classe Capovolta".
Lui Maurizio Maglioni Professore di chimica nelle scuole superiori di Roma e autore di romanzi e saggi tra cui "La classe capovolta", scritto insieme a Fabio Biscaro e pubblicato a gennaio 2014 dalle Edizioni Erickson.
Valutatore EFQM-CAF, iscritto all'albo dei TQM Assessor dal 2005 e Presidente dell'Associazione "Flipnet" per la promozione della didattica capovolta. Da subito il dialogare è stato fitto di obiettivi ed idee, cadenzato dal raccontarci di noi e dai nostri viaggi esperienziali all'interno della scuola, tanti punti in comune e tante progettualità, suggellate da una stretta di mano finale per dire proseguiamo.

Chi è Maurizio Maglioni?
Mi hanno detto che sono uno che lavora come se fosse un gioco e gioca come se fosse un lavoro. Quindi è come dire che mi sento un po' bambino. In effetti amo molto i bambini e sono felice di avere, a 58 anni, un figlio di 7 anni ed un nipote di 8. Quando mi chiamano insieme nonno e papà faccio anche io confusione. Avere la responsabilità di un'Associazione come "Flipnet" che forma 2000 insegnanti all'anno è alle volte una gran fatica ma alla fine penso ai miei bambini e vado avanti. Ho un sogno: che la scuola italiana cambi prima dei loro 18 anni.

Come nasce la Classe Capovolta?
Nel febbraio 2014 insieme ad un gruppo di insegnanti capovolti abbiamo fondato un'associazione. L'abbiamo chiamata Flipnet, cioè la rete dei flipped teacher, che ha come obiettivo principale la promozione della didattica capovolta quale metodologia per l'insegnamento inclusivo, montessoriano, costruttivista, cooperativo e molto orientato al digitale. Abbiamo cominciato ad aggregare i colleghi desiderosi di cambiamento e con una quindicina di formatori abbiamo aperto corsi di formazione in tutta Italia. C'è molta richiesta: formiamo circa 2.000 docenti all'anno.

Secondo te, cosa hanno di positivo gli insegnanti italiani?
Secondo me i docenti italiani esprimono in positivo la stesso spirito di adattamento che si respira ovunque nella nostra penisola. Questa capacità di arrangiarsi anche in circostanze avverse è poi estremamente utile nella scuola italiana. E poi per alcuni di loro, aver dato i natali a Maria Montessori non è solo un fatto del passato.

E cosa hanno di negativo gli insegnanti italiani?
Questo dovresti chiederlo agli studenti ed ai genitori. Sono loro che si lamentano a gran voce quando scoprono che un insegnante dotato di ottime capacità pedagogiche e che ama i suoi studenti può essere affiancato da colleghi impreparati che si vede da lontano che hanno sbagliato professione. Questo è il paradosso! L'Italia è la patria di Maria Montessori ma siamo gli stessi che l'hanno prima osannata e poi cacciata via nel 1934 chiudendo tutte le scuole montessoriane. Nello stesso anno anche Hitler chiuse le scuole montessoriane tedesche. Forse stiamo scontando l'errore dei nostri padri visto che ora, nel 90% delle aule d'Italia, si fa didattica trasmissiva, esattamente il contrario dell'insegnamento montessoriano.

Quali strategie proponete per portare l'attenzione su un nuovo modello di docente?
La formazione! La formazione continua per recuperare un secolo di non formazione! Sappiamo che il 90% degli insegnanti italiani non applica mai l'apprendimento cooperativo. Anzi la maggior parte non sa nemmeno in cosa consista: lo scambiano per il lavoro di gruppo. Gli insegnanti devono formare loro stessi perché è assurdo che nel 2016 ancora si insegni con i metodi dei nostri nonni. E non basta formare se stessi. Bisogna pretendere che lo facciano tutti perché i nostri figli nelle classi italiane si annoiano, imparando molto meno di quanto si impari nel resto dell'Europa. Il sociologo Saro Trovato su Repubblica riporta un'indagine sconfortante: il 74 % degli studenti della secondaria passa la giornata in ambienti fatiscenti, il 63% giudica la scuola un posto noioso ed il 39% si sente come in un carcere. Se le istituzioni sono latitanti quale strategia adottiamo? Diamo la colpa al governo di turno e continuiamo a farci del male? Noi proponiamo di metterci insieme e dare una spallata culturale alla vecchia scuola capovolgendo il metodo di insegnamento. Il nuovo modello di docente sarà digitale, innovativo, appassionato alla vita, affezionato agli studenti, impegnato a ristudiare ed applicare la migliore pedagogia.

Come andavi a scuola da bambino e da ragazzo?
Ero un ragazzo medio, alla maturità presi 48/60. Ma fin da bambino avevo capito che la scuola non mi avrebbe aiutato più di tanto e che dovevo farmi una cultura da solo. Quindi avevo mille interessi e studiavo molto ma non le materie scolastiche. E feci bene perché nella vita fui aiutato molto di più dal mio apprendimento informale.

Un tuo ricordo scolastico?
Uno bello e uno brutto. Una splendida professoressa di storia e filosofia che aveva a casa sua una biblioteca enorme e ci invitava da lei per prestarci i suoi libri e per farci lavorare sui documenti storici autentici che collezionava. E un professore di inglese che chiamavamo "Satanik" perché sembrava godesse nel mettere i brutti voti. Sono quasi certo che se non avessi avuto lui come insegnante oggi il mio inglese sarebbe migliore.

Dalla potenza di un incontro come questo, sicuramente nascerà la potenza di un'amicizia non solo professionale ma umana, un percorso di crescita condivisa per lasciare traccia di una nuova visione del ruolo docente. Docenti riconosciuti per il loro giusto valore formativo e sociale equiparato agli altri paesi e giustamente "visti" per la loro importanza, come trampolino di lancio dei futuri lavoratori per una società di pace universale, partendo dalla Scuola e dai ragazzi. Tutto questo è già una potenza, l'essersi riconosciuti.

Barbara Riccardi, Docente I.C. Via Frignani, Spinaceto - Roma, Counselor della Gestalt Psicosociale e Giornalista pubblicista


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