|
|
| La collaborazione a scuola per gli alunni Diversamente Abili |
| L'esperienza diretta di una coordinatrice |
| di Ribano Roberta - Integrazione Scolastica |
Per iniziare vi dirò cos'è per me il Progetto cosiddetto PHI ossia Progetto Integrazione Handicap nelle Scuole Materne Elementari e Medie. E' sicuramente un grande passo avanti per quanto riguarda il diritto allo studio dei Diversamente Abili , ma ancor più importante un arricchimento emotivo, relazionale sia per i ragazzi Diversamente Abili, ma soprattutto per i loro compagni e per tutto il personale scolastico, dal Collaboratore al Dirigente.
Con la mia piccola, ma intensa esperienza sia come AEC per vari anni e successivamente come coordinatrice del progetto nelle scuole nel IV Municipio di Roma, sono sempre più convinta che i ragazzi Diversamente abili siano una risorsa per le Scuole e non persone a cui fare solamente del puro assistenzialismo.
Certo le realtà scolastiche sono molto diverse fra loro e sicuramente le risorse che oggi lo Stato fornisce alle scuole non aiutano, ma sono del parere che non ci siano buone scuole , ma solamente persone che hanno voglia ed entusiasmo nel fare il proprio lavoro.
Si, perché per coloro che lavorano con i Diversamente Abili è importantissimo, se non essenziale, il lavoro d'equipe, perché questi ragazzi hanno già delle proprie difficoltà e quindi hanno bisogno di sentire e percepire dalle persone che lavorano con loro, stabilità , serenità e sicurezza.
Uno strumento per attivare questa modalità lavorativa sono sicuramente i GLH, ossia gruppi di Lavoro Handicap, di cui le Scuole possono avvalersi per un massimo di tre quattro incontri durante l'anno scolastico, a cui dovrebbero partecipare tutte le persone che ruotano attorno al ragazzo Diversamente Abile, anche al di fuori dell'ambito scolastico.
Quindi : ASL, Centri Convenzionati, Terapisti privati e non , genitori, insegnanti curriculari e di sostegno, Dirigente Scolastico e AEC.
In questi incontri quindi ci dovrebbe essere una condivisione e un armonia nel decidere il percorso di lavoro che si intende fare con il ragazzo Diversamente Abile durante l'anno scolastico, in modo da dare gli stessi strumenti di lavoro nei vari ambiti che il ragazzo frequenta nel corso delle sue giornate, ed ho personalmente appurato che un' equipe così organizzata e coordinata raggiunge dei risultati ottimali.
Perché quando si lavora con la disabilità si deve essere pronti a mettere in gioco la propria soggettività, perché si va incontro ad attese e bisogni del ragazzo, senza garanzie però di un immediato e duraturo risultato.
Spero di aver dato un mio piccolo contributo per capire quanto sia importante e bello il lavoro con i ragazzi Diversamente Abili e quanto sia importante l'armonia e la condivisione in questo tipo di lavoro, che io in realtà non chiamerei così.
Roberta Ribano Psicologa Coordinatrice AEC per la Cooperativa Mille e una Notte - Roma
|
|
|