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n.5 settembre 2010
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La collaborazione insegnanti genitori. Efficacia o ineguatezza
L'importanza di un obiettivo in comune
di Bozzo Elisa - Organizzazione Scolastica
Il genitore ha un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'autonomia, della sicurezza, del rispetto e della libertà di pensiero del figlio. Sono elementi molto importanti sia per sviluppare capacità decisionali fondamentali nel futuro, che per vivere in questa società che propone valori un po' distorti.

L'insegnante a seconda della fascia d'età del bambino con cui si relaziona, ha diverse responsabilità: gli educatori al nido ed alla materna lavorano prevalentemente sull'affettività, la sicurezza di sé, l'autostima, sul senso di autoefficacia, sull'interazione e collaborazione nel gruppo.
Con le elementari inizia un altro ciclo di vita e di apprendimento, molto orientato verso l'aspetto cognitivo, esplorativo, e poi le medie, il liceo ... il tutto per dare quelle basi formative indispensabili per il bambino-ragazzo-futuro adulto.

Chi è sia insegnante che genitore normalmente ha un rapporto più collaborativo con la scuola, probabilmente perché conosce le risorse ed i limiti del lavoro degli insegnanti senza barriere, ne pregiudizi.
Al contrario il rapporto tradizionale con i genitori non sempre è facile, lo sappiamo.
Dalla mia esperienza di educatrice, talvolta troviamo da parte loro diversi pregiudizi che ostacolano la relazione e può accadere anche che sfoghino su di noi alcune frustrazioni quotidiane: il non sentirsi sufficientemente presenti nella vita del figlio, il non sentirsi adeguati.

Entrambi però abbiamo un importantissimo punto in comune, l'obiettivo: il bene del bambino e il suo sviluppo futuro.
Se riusciamo a guardare l'obiettivo, le nostre diverse posizioni diventano un punto di arricchimento per entrambi e per il bambino, in più le relazioni saranno più costruttive ed i rapporti più distesi.
Non si può generalizzare ovviamente, ci sono genitori (ed anche insegnanti) che hanno difficoltà a relazionarsi, sono diffidenti, o sono disinteressati.

Penso sia necessario per noi insegnanti continuare a lavorare su noi stessi per essere costruttivi, abbandonare il pensiero giudicante e collaborare.
Fa parte della nostra professionalità anche se a volte è faticoso.
Come spesso si dice: se una situazione non piace, possiamo solo lavorare su noi stessi e sul nostro atteggiamento.

Lo strumento per arrivare ad una buona relazione è la comunicazione: una comunicazione positiva, costruttiva sia nella relazione genitore insegnante, sia nelle situazioni che viviamo con il figlio, soprattutto quando c'è qualcosa che non va nel suo comportamento o rendimento (evitiamo le profezie auto-avverantesi!)
E' importante sempre valorizzare i punti positivi (solitamente notati di meno) e lavorare insieme sugli aspetti più critici.

In una scuola dove ho lavorato, durante la riunione d'inizio anno sono state esposte ai genitori, oltre alle normali informazioni, l'intenzione e l'importanza di collaborare insieme condividendo una linea di pensiero comune. Quindi sono stati proposti degli incontri di gruppo in cui parlare di temi specifici che riguardavano ad esempio l'autostima, la sicurezza in sé, come comunicare con il bambino, come gestire comportamenti difficili, come esporre le critiche, come tirare fuori le sue risorse... Per ciascun tema un incontro gestito dalle educatrici stesse.
Questa esperienza mi ha convinto che si può lavorare come in un team, genitori e insegnanti, con meno barriere e con l'impressione di costruire nel nostro piccolo qualcosa di importante e ricco: il bene del bambino e un piccolo-grande contributo al suo futuro.

Elisa Bozzo educatrice e mamma, da Milano, referente del progetto GenitoriDOP

Visita il sito dedicato ai genitori per imparare a gestire i figli, le loro emozioni e costruire le fondamenta del futuro adulto. GenitoriDOP - Denominazione di origine protetta
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