Torna nella homepage
 
n.70 febbraio 2017
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:17 Dicembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'La comunicazione senza ascolto... >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Didattica Laboratoriale 2 Didattica Laboratoriale

Ricerca avanzata >>>
La comunicazione senza ascolto
L'importanza di fissare un tempo dedicato
di Bono Liliana - Oltre a noi...
La pratichiamo un po' tutti, non è così?
Dialoghiamo tra sordi, come nel vecchio scherzo.

- Vai a pescare?
- No, vado a pescare.
- Ah, credevo che andassi a pescare!

Riprendo in parte il tema del mio ultimo articolo ed insisto tanto sulla comunicazione perché la ritengo essenziale. Penso che a questo scopo (di comunicare) si spenda la vita, e si debba spendere la scuola.
D'altronde, anche noi, qui, tra le pagine di questa rivista, che altro stiamo poi facendo?
Il passaggio delle comunicazioni è il passaggio delle competenze di una vita, e comunicare è per me la competenza.
Impossibile non farlo, del resto.
Da dove comincia l'esistenza della comunicazione, se non dall'ascolto?
Una persona comunica ad un'altra ciò che ha ascoltato dentro di sé.
Ma si può fare meglio, passando dal comunicare al comunicare con.
Per questo, insieme all'ascolto, è necessaria l'attenzione.
Accorgersi.
Comunicare è accorgersi. E' consapevolezza.
Nientemeno.
Accorgersi di quello che c'è davanti ai tuoi occhi e di quello che c'è dentro alla tua mente, dei bisogni e dei pensieri.
Non saprei nemmeno operare nette distinzioni fra l'io e il tu. Una volta che ti accorgi di te stesso, cominci ad accorgerti anche degli altri.
Una volta che ascolti te stesso, quasi inevitabilmente cominci ad ascoltare anche gli altri.
Per arrivare a farlo, direi che è buona cosa concentrare l'attenzione, anche in termini di spazio e di tempo.
E' quasi impossibile ascoltare continuamente, specie se non si è molto allenati a farlo, e sforzarsi troppo può creare confusione, soprattutto in un ambiente affollato di richieste e di bisogni.
Stabiliamo un orario, allora, e magari anche una zona, uno spazio, una formazione entro cui ascoltarsi e concentrarsi, perché no?
Anche per parlarsi, per comunicare, aldilà dello scambio continuo che inevitabilmente avviene ogni giorno.
Con i miei alunni trovo molto utile questa modalità: fissiamo un tempo per ascoltare e comunicare.
Ho riscontrato che ai bambini piace e che li rassicura.
In genere, quando il bambino è ai primi anni della scuola, la comunicazione è soprattutto costituita dal riferire all'insegnante (che ha quasi esclusivamente, quindi, una funzione di accoglienza e di ascolto), senza nemmeno richiedere una risposta. Il bambino piccolo ha bisogno di raccontare, di "fare rapportini" al suo punto di riferimento, per sentirsi sollevato. Questo in genere è di notevole aiuto anche in materia disciplinare (brutta parola, ma è quella): i bambini sono più sereni e il clima scolastico si fa disteso.
Con i grandicelli c'è in genere un'interazione maggiore, ma l'ascolto rimane preponderante.
Qualcuno ha detto che l'attenzione è una forma di amore e io sono d'accordo.
Ho sempre visto il rapporto affettivo come fondamentale nella scuola, a cominciare da me.
Io ho bisogno di sentire i miei alunni, altrimenti non riesco a trasmettere quelli che per me sono i contenuti fondamentali, ossia l'accoglienza, il valore di sé, la fiducia, l'amore per l'apprendimento.
Francamente ho anche piacere della loro risposta affettiva, altrimenti mi sembrerebbe di insegnare in un deserto.


Liliana Bono, docente di scuola primaria, Istituto "G. Parini", Torino
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional