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n 68 dicembre 2016
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Oggi è il giorno:24 Giugno 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'La didattica dei copioni'  >>>
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La didattica dei copioni
Il primo sapere storico
di Ventre Angela - Didattica Laboratoriale
La Storia e il suo insegnamento contribuiscono efficacemente alla formazione della personalità degli alunni e, pur se considerati noiosi e ripetitivi, sono per loro fondamentali. Il nostro compito, come è stato più volte affermato, è avvicinare gli alunni alla disciplina, fornire loro i giusti strumenti cognitivi e promuovere una disposizione il più possibile favorevole ad essa.
Noi insegnanti giochiamo un ruolo importante in questo e sarebbe utile capire che già dalla scuola dell'infanzia e dai primi anni della scuola primaria, con attività adatte, potremmo avviare l'incontro dei bambini con la Storia.
Togliamoci dalla testa che gli alunni piccoli di età siano soggetti "atemporali", cioè privi della concezione spazio-temporale degli avvenimenti, e che sia impossibile avviarli alle conoscenze storiche.
I bambini possiedono il senso del tempo, ma è quello che appartiene alla loro quotidianità, alle loro esperienze di vita. Sicuramente "mancano di conoscenze del sistema di misura e delle abilità cronologiche, del sapere riflesso rispetto alle esperienze temporali" (1).

E' possibile, dunque, partendo da esse, guidarli attraverso una ricostruzione logica temporale e spaziale delle azioni, costruendo le basi per un primo rapporto alunno-Storia. Alla base della ricostruzione temporale, spaziale e concettuale che i bambini faranno delle loro esperienze ci sarà la raccolta di foto, disegni, oggetti di ogni genere, cioè tracce che testimoniano l'evento. Si assiste a una ricostruzione e rappresentazione del loro "passato" basata su informazioni reali e su un primo utilizzo, anche se inconsapevole, di quei materiali tanto cari agli storici: le fonti.
Una domanda certo sorge spontanea: come sviluppare tali capacità? L'associazione "Clio '92" e i diversi libri scritti sul "Curricolo e la Storia" parlano della possibilità di utilizzare la didattica dei copioni.

I copioni o script sono una rappresentazione di un insieme di azioni, interazioni, eventi con un inizio e una fine, che l'individuo compie in maniera ripetitiva per raggiungere uno scopo e che alcuni psicologi considerano importanti per il funzionamento cognitivo del bambino e per la sua evoluzione. Gardner, infatti, affermava: "All'età di due o tre anni, i bambini sono in grado di descrivere gli eventi quasi si trattasse di copioni, e ciò sia che si tratti di eventi che accadono a loro stessi, sia che si tratti di eventi di cui hanno sentito parlare. Questi copioni, oltre che aiutare i bambini a concettualizzare e a riferire le vicende della propria vita, fungono anche da avviamento alla narrazione e alla comprensione. Essi rappresentano anche un generico insieme di sequenze di eventi in riferimento ai quali vengono misurati gli eventi inediti della propria esistenza [....], i copioni giocano un ruolo importante per tutta la vita della persona, aiutandola ad assimilare esperienze nuove e consentendole di farle proprie [...]"(2).
Se a scuola, dunque, noi creassimo contesti e occasioni per far vivere o osservare sequenze di azioni rappresentabili come copioni, come andare a scuola, andare a teatro, fare la vendemmia, fare il pane, coltivare i campi, allevare bovini, e chiedessimo ai bambini una loro rappresentazione iconografica temporale e spaziale, non faremmo altro che contribuire, in maniera "attiva" e innovativa, alla formazione di strumenti cognitivi utili per la costruzione di un sapere storico sempre più articolato.

La realizzazione di un percorso didattico di costruzione del copione e la trasformazione di un'esperienza di vita in un apprendimento significativo, presuppongono l'organizzazione dettagliata dell'attività da sviluppare in classe. In primis la scelta di un'attività significativa e mirata al raggiungimento degli obiettivi prefissati; in seguito l'individuazione di soggetti, tempi e spazi implicati, cioè le azioni necessarie; poi, la rilevazione delle pre-conoscenze relative al nucleo concettuale che si intende sviluppare; si prosegue con l'attuazione delle attività, con la riflessione e la rielaborazione del vissuto; infine si giunge alla valutazione dell'attività e degli apprendimenti.
Approfittare del vissuto dei bambini per avviarli all'incontro con il tempo significa intrecciare l'educazione temporale con la formazione storica, passare da un sapere cronologico quotidiano a quello cronologico storico, più ricco e articolato. "Non è la storia che educa il senso del tempo e non è l'insegnamento della storia che può formare il pensiero temporale: sono l'insegnamento e l'apprendimento attenti alle strutture temporali, ad analizzarle e a rappresentarle con strumenti e pratiche laboratoriali che riescono a conseguire tale il risultato"(3) .


Angela Ventre, insegnante I.C. "Alfieri - Lante della Rovere", Roma


(1)Guanci V. - Rabitti M.T., "Storia e competenze nel curricolo", Cenacchi Editore,Bologna, 2011.
(2) Gardner H., Educare al comprendere. Stereotipi infantili e apprendimento scolastico, Feltrinelli, Milano, 1999.
(3) Guanci V. - Rabitti M.T., "op.cit.", Cenacchi Editore.
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