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| La didattica modulare nell'apprendimento per adulti |
| Il piano strategico d'intervento |
| di Rigamo Angela - Long Life Learning |
precedenti esperienze formative, La programmazione didattica modulare costituisce uno strumento indispensabile per il docente EDA: con essa, infatti, si elabora un vero e proprio "piano strategico" d'intervento in grado di far risparmiare molte energie durante il processo di svolgimento dei percorsi di formazione, a tutto vantaggio della concretezza, ovvero di interventi più strettamente aderenti al particolare momento.
La programmazione per moduli consente cioè l'operare in un quadro strategicamente delineato, e permette l'arricchimento, l'integrazione, la modificazione delle attività previste, senza essere appiattiti dalle urgenti e mutevoli esigenze dell'immediato.
In questa visione ciascun modulo viene a costituire una parte significativa, altamente organica ed unitaria, di un più esteso percorso formativo, disciplinare, pluri o interdisciplinare programmato.
Si deve prestare una particolare attenzione al fatto che gli studenti hanno precedenti esperienze formative e/o posseggono competenze legate al vissuto personale e lavorativo.
L'insegnante deve mettersi sempre in gioco e valutare il proprio operato in relazione agli allievi che possono avere idee e criteri di apprendimento e valutazione completamente diversi dai suoi. Come sottolinea Vertecchi "...l'azione educativa è sempre un'attività a carattere sociale ,e quindi in ultima analisi la valutazione della ricerca discende dal confronto con ipotesi che coinvolgono l'interpretazione della società e dei rapporti che la scuola ha con essi."
L'impostazione a moduli non considera la valutazione esclusivamente come atto di verifica finale del processo di apprendimento, ma la utilizza in modo continuo ovvero come strumento di autoregolazione del lavoro scolastico.
Il processo si articola in tre momenti.
Il primo precede l'inizio di ciascun modulo, in cui si scandisce la programmazione, e ha lo scopo di accertare la presenza negli alunni dei prerequisiti che lo rendono proponibile.
Il secondo avviene durante lo sviluppo del modulo e del relativo decorso di insegnamento-apprendimento, al fine di offrire al docente tutte le informazioni di ritorno atte a rassicurarlo sull'efficacia del lavoro comune.
Il terzo si colloca al termine dello sviluppo del modulo, per orientare gli atti decisionali del docente alla duplice direzione del recupero, per i corsisti che non abbiano realizzato livelli di apprendimento adeguati, e/o passare alla fase successiva. È evidente che quest'ultimo atto valutativo (verifica terminale) adempie, a sua volta, alla funzione di accertamento di nuovi prerequisiti per la continuazione del lavoro scolastico, secondo un andamento che si può definire "a spirale".
La valutazione, da atto burocratico -fiscale si converte così in strumento didattico.
Angela Rigamo, Docente di lettere - Palermo
Bibliografia
Russo-Agresti, La valutazione nelle procedure osservative e sperimentali, editore Giunti e Lisciani
Castellani-Guasco-Montalti-Poggio, MateriALI,Progetto per imparare, 2003, editore G. Ruffini, Imperia
Laeng-Rosso-Tiriticco-Vertecchi, L'arte della pedagogia,Napoli, editore Tecnodid ENI, Sogesta, 1991.
Ballanti-Laeng, Pedagogia, ed.La Scuola, 2000
Vertecchi, Manuale della valutazione. Analisi degli apprendimenti e dei contesti, ed.Franco Angeli, 2003
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