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n 8 dicembre 2010
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La droga? L'evasione da una realtà deludente
In aumento il popolo dei giovani consumatori di stupefacenti
di Dorigatti Giorgio - Organizzazione Scolastica
In questo articolo voglio affrontare un argomento particolare ma di grande attualità ovvero quello dell'uso di stupefacenti in giovane età. Ho deciso di parlarne in quanto è una realtà che esiste anche nelle scuole e i consumatori sono sempre più giovani.

Non voglio soffermarmi su quanto possano fare male determinate droghe o su quanto sarebbe meglio farne a meno, ho sempre pensato che giusto o sbagliato, sia ognuno di noi a doverlo decidere, piuttosto credo sia più interessante capire perchè se ne faccia uso.

Quando ero piccolo mi veniva detto che chi faceva uso di droga era un debole e si voleva adeguare alla massa ma crescendo mi sono convinto che non sia proprio cosi.
Credo che solo una parte lo faccia per non sentirsi fuori dal gruppo e che tuttavia crescendo riesce ad uscirne fuori trovando sicurezza in se stesso e nelle sue posizioni.
Molti altri invece lo fanno non tanto per adeguarsi quanto piuttosto per provare emozioni che nella realtà non riescono a trovare.
Questa mia conclusione nasce soprattutto dai tanti anni passati in una realtà di quartiere fatta anche di droga e che mi ha permesso di capire meglio cosa è che porta una persona a farne uso e cosa si cerca in questa sostanza.

Il drogato non è quella figura malvagia, sbandata o irrecuperabile che si può credere: chi decide di consumare droga spesso lo fa solo per sentirsi un po' più vivo, provare stimoli ed emozioni che la realtà sembra non offrire,cerca di rompere la noia, la malinconia di una condizione presente che ci vede tutti più infelici.
Chiunque faccia uso di droghe sa benissimo di non trovare la felicità in queste né tanto meno soluzioni, è solo uno sfogo, un modo di lasciarsi andare rispetto a una vita non più così interessante.

Dunque è chiaro che l'uso di stupefacenti è legato ad una condizione di malessere, insoddisfazione, che pare esistere già da quando si è giovanissimi.
Tuttavia quando uno cerca di capire perché certe persone fanno uso di strani intrugli si trova a dover dare risposta ad un altro interrogativo, ovvero perché siamo tutti così insoddisfatti,infelici? Si, perché colui che fa uso di droghe non è diverso da tante persone che non ne fanno uso, siamo tutti legati dalla stessa insoddisfazione, a volte anche tristezza.
C'è chi sceglie di sfogare questa insoddisfazione nelle droghe, chi lavorando ore e ore pur di distrarsi, chi andando a fare passeggiate infinite in un parco solo con se stesso etc...

L'argomento della droga si può affrontare tranquillamente con gli studenti con la consapevolezza che ormai è un tema oggi come oggi "normale", tuttavia si parla di qualcosa che non è un gioco.
E' un gioco fino a quando qualche ragazzo fuma una canna al parco con gli amici per viaggiare con la mente (forse??), ma non lo è più quando la droga diventa l'unica cosa che recepisce il tuo cervello.

Credo sia importante l'informazione sui rischi legati agli stupefacenti ma soprattutto capire perché i giovani studenti ne facciano uso al fine di far comprendere loro la grande inutilità di questa scelta, in quanto la sua assunzione non risolve la difficile realtà che viviamo. Si inizia magari per rilassarsi, sfogarsi un po', ma poi si può cominciare a fare uso di droghe pesanti fino ad arrivare alla dipendenza.

Si giunge al momento in cui il cervello si brucia e vede solo droga, cominciano le crisi di astinenza e ci si riduce a non essere più un uomo. Non è esagerazione: ci vuole poco ad arrivare alla dipendenza e molte persone che ne fanno uso non ne sono consapevoli.
Una volta mi diceva un mio amico più grande di me ed ex consumatore di cocaina:"Prima sei tu che vai a comprare la cocaina, dopo é la cocaina che si va a comprare da sola". E poi mi ricordo anche di Roberto, un amico di mio fratello, ucciso come un animale per un debito di trecento euro legato alla droga, ucciso a soli vent'anni anni da un altro coetaneo.

Vedendo quanti ragazzi cominciano a fare uso di droghe pesanti già da piccolissimi, condannandosi a un martirio psicologico negli anni a venire, credo sia importante battere chiodo su questo argomento. Abbiamo tutti cercato emozioni in qualcosa che la realtà non ci dà, ma una pasticca,una botta di cocaina possono dare solo l'emozione di qualche minuto, al massimo ora, per poi cadere nello sconforto più profondo nuovamente. Alla lunga poi quelle "amate pasticche" non fanno che uccidere anche quel poco di capacità di provare emozioni che avevi. Tuttavia se è vero che da una parte le droghe non sono raccomandabili per diversi motivi così come fumare, bere etc... dall'altra parte la realtà che c'è non è delle migliori.
La realtà che vedo mi ha veramente deluso, risulta quasi odiosa. Mi ha deluso perché non fa che porre limiti ai miei sogni, perché ci vuole giusti ma per prima lei non lo é. Insomma, mi ha molto deluso.
Per questo motivo ho imparato a rivalutare molto i sogni e a volte anche le illusioni perché è l'unico modo con cui si può riuscire a vedere la realtà serenamente.

Tutti sogniamo una vita all'altezza dei sogni che abbiamo ma poi ci accorgiamo che bisognerà trovare un compromesso per vivere in quanto non è possibile avere esattamente una vita come la desideriamo.
Questa realtà pesante, che ormai sentono anche i ragazzini fin da giovanissimi, rischia di deludere anche loro, ancor prima che imparino a sognare e a difendersi. Ecco che ci troviamo ad avere eserciti di piccoli adolescenti sempre più fragili e in cerca di un riparo che non trovano e così si buttano nelle prime cose che aiutano a farli sentire vivi o a farli distrarre.
Per questo mi sento di dirvi di stare vicini a chi ha bisogno, a chi è solo perché possa imparare a difendersi e non a farsi del male.

Insegnate loro che avere un sogno è più faticoso che comprare una pasticca ma che, a differenza di questa, può permetterti di sentirti vivo anche per tutta la vita.
Insegnate loro che la realtà fa schifo ma che è possibile trovare una dimensione per cui farne parte in maniera serena, una propria dimensione. Ed infine, insegnate loro ad amare se stessi e a non permettersi di farsi del male, ad amarsi prima di chiunque altro.

Giorgio Dorigatti, uno studente delle scuole serali
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