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n. 26 ottobre 2012
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La FIERA INTERNAZIONALE della CREATIVITA' SOLIDALE
Scuola e terzo settore si incontrano al Global junior Challenge
di Melchiorre Simonetta - Scuola & Tecnologia
"La creatività rappresenta un modo del tutto unico di guardare l'universo" (Aldo Carotenuto)


L'arte e la creatività rappresentano per me la capacità di andare oltre il visibile, di guardare la realtà con occhi sempre nuovi, capaci di cogliere l'inespresso, l'invisibile, il nascosto, significa accogliere e comprendere ciò che conosciamo per trovarci al suo interno nuove forme di vita, nuove opportunità di dialogo, nuove conoscenze in grado di farci crescere non solo come individui, come monadi ma soprattutto maturare come umanità intera come cellule in rete tra loro.

La creatività così come la intendo io, quindi, non è un fatto personale, una capacità individuale che serve solo all'individuo appunto per potersi esprimere ma è tale solo se rappresenta il cammino di crescita dell'intera umanità, se permette all'intero organismo vivente che è l'umanità di progredire in coscienza, autoconsapevolezza e responsabilità.

Creativo è colui che rompe gli equilibri, l'ordine precostituito per dare vita a forme nuove di dialogo tra noi e gli altri, tra noi, gli altri e L'Universo.

"La creatività è la risposta che apre" (Aldo Carotenuto)

Per tali motivi quando la creatività viene espressa, praticata a scuola sento che la strada è quella "maestra". L'atteggiamento di apertura, di ascolto, di sensibilità, la capacità di superare le barriere per andare verso, in un atteggiamento di dialogo tipico dell'artista, l'ho potuto riscontrare, ad esempio, in occasione dell'intervento del Prof. Tullio De Mauro in apertura del Concorso Global Junior Challenge, "Project to share the Future", organizzato dalla Fondazione Mondo Digitale. Al tavolo erano seduti diversi personaggi impegnati nella politica o nella scuola, tutti a favore della crescita e dell'innovazione scolastica (il Presidente del VI Municipio, la dott.ssa Longhi, dirigente della scuola che ha ospitato la manifestazione, il Presidente del Dipartimento alla scuola del Comune di Roma, Emanuela Bisanzio e lui, il prof. De Mauro).
Prof. Tullio De Mauro
Prof. Tullio De Mauro
Ognuno di loro saluta e ringrazia, ciascuno condivide il proprio punto di vista ma è lui, Tullio De Mauro, forte dei suoi ottanta anni, ad alzarsi, a rompere gli schemi, ad andare verso i bambini, in mezzo a loro, a parlare con loro invece di parlare a loro.

Ecco, rompere un equilibrio, creare qualcosa che prima non c'era, oppure c'era ma era nascosto, creare un dialogo è creatività. L'artista, attraverso l'opera d'arte, racconta il proprio modo di vedere il mondo, non si limita semplicemente a "fotocopiare" ciò che lo circonda così come chi osserva l'opera non ha un atteggiamento passivo verso di essa ma la fa propria, la "utilizza" nella propria vita come occasione di crescita e autoconsapevolezza; così l'opera d'arte diventa immortale, non appartiene più solo a chi l'ha creata ma appartiene all'umanità intera.
E proprio la forza della creatività solidale si è respirata in questi giorni, nell'ambito della VI edizione del Global Junior Challenge: la Fiera è stata l'occasione per esporre i progetti nati dalla collaborazione attiva tra studenti della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, insegnanti, cittadini, associazioni, utilizzando le nuove tecnologie per lo sviluppo e la realizzazione di idee innovative che propongano soluzioni e progetti originali per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio.
La creatività solidale, dunque, al servizio di tutti!

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Sensibilizzare i giovani a stili di vita solidali, incoraggiare l'esercizio della cittadinanza attiva tra le nuove generazioni, educare all'uso consapevole delle nuove tecnologie, sostenere il ruolo delle organizzazioni non profit sul territorio.
Questi gli obiettivi della Fiera Internazionale della Creatività Solidale che, oltre a essere una mostra-evento-premiazione diventa così il luogo dove valorizzare le realizzazioni più efficaci, attraverso due iniziative coordinate: la rassegna dei progetti di creatività solidale delle scuole romane; il gemellaggio operativo tra scuole e organizzazioni non profit.
42 gli stand allestiti per presentare i progetti finalisti (che in realtà sono stati 81 sui 402 pervenuti) e 12 gli incontri di formazione e laboratori con le associazioni e le organizzazioni di cooperazione presenti sul territorio: Archivio delle Memorie Migranti, Bambini+Diritti, Binario Etico, Centro Informazione ed Educazione allo sviluppo (CIES), Legambiente, Media Education (MED), Nuova Musica per l'Educazione (Nume), Polo Intermundia, Ridere per vivere, Save the Children e Cooperativa EDI, Training & Development (T&D), Amnesty International.

Mi è piaciuto pensare a questa manifestazione, che premia i progetti innovativi legati all'uso delle nuove tecnologie informatiche, come occasione di ribaltare la realtà scolastica come sempre è stata vissuta, ovvero come luogo in cui si va ad imparare contenuti già formati, a leggere libri già scritti, ad usare programmi e software già esistenti per pensare invece una scuola dove ci sia un incontro, una rottura degli schemi, uno spazio in cui poter creare il proprio sapere, dove i contenuti preesistenti trovino una sintesi con la capacità creativa degli alunni e dei docenti.

Tre i progetti pensati per il mondo della scuola, che mi hanno favorevolmente impressionato, legato ognuno a un ciclo scolastico.

I bambini della scuola primaria dell'I.C. Largo Cocconi di Roma realizzano dei robots, con materiali di riciclo e con mattoncini Lego. Ho visto da vicino la "scimmia", animata dal vivo e nel computer. Ogni fase della costruzione del robot è oggetto dell'impegno dei bambini, che è assolutamente multidisciplinare, perché costruire il robot implica fare matematica, tecnologia, scienze; animarlo, inserendolo in racconti, storie, creandogli una vita, significa fare italiano, poesia, musica. Il prodotto finale è fortissimo e le abilità messe in campo,svariate. L'appassionata maestra, che mi ha raccontato quest'esperienza, ha voluto sottolineare che i bambini coinvolti in un simile lavoro, approcciano agli apprendimenti delle materie cosiddette curricolari, con molta maggiore facilità e velocità.

La scuola secondaria di I grado di Fontanedo D'Agogna (NO), ha realizzato la Talpa on line, da giornalino a...mini portale scolastico. Qui, i ragazzi sono partiti con un giornalino, che, dapprima di classe, si è via via sempre più esteso, prima a tutta la scuola, poi ...al mondo, visto che è in rete con il Canada, dove si "raccontano", cioè dove danno spazio alle loro emozioni, alle loro riflessioni, siano queste su fatti personali o su ciò che accade intorno a loro. Anche i ragazzi con abilità diverse partecipano e quelli che vivono disagi sociali, nell'ottica della peer education, della condivisione, della cooperative learning, dell'intercultura. Ho chiesto ai ragazzi presenti che mi raccontassero la loro esperienza e, inizialmente erano timidi e spaventatissimi, ma poi si sono lanciati nel motivare la loro voglia di continuare, a dispetto dei tagli di risorse, che minacciano il loro progetto, perché soprattutto la possibilità di comunicare con chi è lontano e vive altre realtà, è il bisogno che sentono più forte.

L'Istituto Superiore Leopoldo Pirelli di Roma, ad indirizzo tecnologico (Costruzione, ambiente e territorio) ed economico (amministrazione, finanza e marketing) ha creato al suo interno addirittura una società che si chiama Sfacciatamente, che si fonda sulla Green economy, sul riuso e il riciclo. Realizzano gadgets e accessori per l'abbigliamento, con materiali riciclati, consapevoli che il valore dell'oggetto realizzato dipende proprio dall'unicità del prodotto stesso e non del materiale utilizzato. Gli oggetti vengono poi venduti a prezzi concorrenziali e rappresentano la creatività e l'ottima qualità. Questo alla base del concetto di Green Economy - innovazione, nuovi materiali, nuovi metodi produttivi, green job - che si vuole esportare all'estero,, soprattutto in Oriente, sia per esportare la preparazione e la creatività italiana, sia per portare questi valori laddove non ci sono, per frenare la distruzione dell'ambiente. E' di questi ragazzi il progetto Save the Earth, presentato in video dal prof. Molina, ed è stato bello vedere una parte del laboratorio che ha "smontato" e analizzato le varie fasi della costruzione del video.

Tante le esperienze, tanti i racconti e non tutti legati al mondo della scuola. Tra i laboratori, mi hanno colpito molto quello del Cies sul rap, azzeccatissimo per i ragazzi, perché un ottimo veicolo per contenuti positivi nel mondo giovanile, quello di Nume, Nuova Musica per l'Educazione, dove è stato chiesto ai ragazzi di costruire un "racconto di suono". Guidati da un musicista esperto, i ragazzi dovevano mettere insieme i suoni più disparati per narrare una storia, producendo così qualcosa di molto originale, creativo e personale.

Bellissima l'iniziativa delle bandiere della pace, di un'associazione culturale di Narni, che realizza con tutto il mondo in connessione questi giganteschi drappi, dal bellissimo messaggio. Bambini delle scuole, anziani dei centri, gruppi eterogenei realizzano fisicamente queste bandiere e in videoconferenza, con il Giappone o Taiwan, si scambiano esperienze, informazioni, e quant'altro, salvo poi spedire la loro parte confezionata, affinché venga finita dall'altro capo del mondo! So che non si può ridurre un progetto così ampio e importante in poche parole, ma è così bello che spero possa diffondersi sempre più in Italia, magari nelle scuole, e perché no, poi adornare i nostri a volte brutti e squallidi Istituti con queste fantastiche lenzuola!

Quest'energia "mi porto a casa" dopo aver partecipato all'iniziativa Global Junior Challenge, l'energia dell'entusiasmo dei ragazzi presenti che sentivano di essere protagonisti di un cambiamento, l'energia della forza della creatività che se permessa nella scuola diventa un elemento propulsore di crescita per tutti, l'energia che scaturisce dall'incontro di tante realtà che da ogni parte del mondo, Roma, Milano, Taiwan, Bulgaria ..., sperimentano il superamento delle barriere, dei confini.

Infine mi porto a casa l'emozione di aver visto la cultura, rappresentata fisicamente dal prof. Tullio De Mauro, scendere tra i bambini per dialogare con loro in uno scambio reciproco, spinta dal desiderio di creare una relazione che è occasione di trasformazione per entrambi.

Sulla spalla destra la fotogallery di alcuni stand delle scuole

Dalle nostre inviate Simonetta Melchiorre e Lucia Giovanna Paci
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