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n.38 dicembre 2013
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Articolo 'La forma delle idee'  >>>
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La forma delle idee
Esperienza di scrittura creativa
di Melchiorre Simonetta - Didattica Laboratoriale
Immaginare storie per i bambini è un'attività quotidiana e "naturale". Tutto ciò che avviene intorno a loro è motivo per mettere in moto la fantasia e trovare un racconto: una matita tra le mani diventa un aereo che scende in picchiata, un formicaio si trasforma in un regno misterioso e sotterraneo dove avvengono imprese nascoste e affascinanti.
ll bambino, al suo ingresso nella scuola quindi, è già "portatore sano" di immaginazione, storie, racconti, favole..."l'incontro con ortografia e scrittura "nero su bianco" avviene dopo. E succede, un po' comicamente, che la scuola si faccia carico di insegnare ai bambini quello che sanno già, cioè narrare storie. Eh, ma stavolta scrivendo!..... si accolgono i bambini e si pensa di convogliare la straordinaria e anarchica ricchezza della narrazione e dell'affabulazione nello stretto imbuto della scrittura finalizzata..." (Luisa Mattia).

Raccontare quindi è assolutamente una competenza dei bambini.

Il problema nasce quando il racconto deve essere trascritto "nero su bianco" e catalogato (testo narrativo, testo descrittivo, testo informativo....). Qui avviene qualcosa che Gianni Rodari riassume in "Grammatica della fantasia": "Nel giudicare i testi infantili purtroppo la scuola rivolge la sua attenzione prevalentemente al livello ortografico-grammaticale-sintattico, che non tocca nemmeno il livello propriamente "linguistico", oltre a trascurare il complesso mondo dei contenuti. Il fatto è che a scuola si leggono i testi per giudicarli e classificarli, non per capirli. Il setaccio della "correttezza" trattiene e valorizza i ciottoli, lasciando passare l'oro".
Questo è il motivo per cui, nel mio lavoro di insegnante di lingua italiana nella scuola primaria, propongo percorsi di scrittura creativa che hanno l'obiettivo di far giocare i bambini con le parole, con i testi, di manipolarli in libertà senza la paura dell'errore ortografico o di sintassi che spesso "gela", cristallizza la loro fantasia e il loro desiderio. L'errore diventa occasione di gioco, una parola così scritta invece di essere sottolineata con la matita rossa diventa un'opportunità per costruire "strabilioni" di storie.

Questa volta sono partita da alcune sollecitazioni tratte dal libro "Se all'improvviso la luna e le stelle..." di Georg Maag . Nell'introduzione egli (parlando direttamente ai lettori/bambini) afferma che per costruire delle belle storie occorrono solo tre ingredienti:
1. Almeno un'idea;
2. Un certo numero di parole che sviluppino quest'idea dall'inizio fino alla fine;
3. Un ordine in cui mettere queste parole.
Nel primo capitolo affronta l'argomento delle idee. La lettura di questo brano mi ha letteralmente emozionato! Distingue i differenti tipi di idee paragonandoli ad uccelli fantasma colorati, a farfalle rare, a trote guizzanti, a pietre sul pendio di una montagna... ero ormai rapita!
Mi sono chiesta "Ma quali forme hanno le mie idee, quelle persistenti che mi caratterizzano o quelle fugaci che ogni tanto mi prendono e mi portano da qualche parte in galassie affascinanti o terrificanti (dipende dall'idea) o quelle che non riesco mai ad afferrare fino in fondo, interamente e per sempre perché fuggevoli, velocissime e quali movimenti compiono?".

Con queste sensazioni e pensieri sono andata a scuola, ho letto ai miei alunni il brano di Maag in cui parla delle idee e ho posto loro la stessa domanda.
Ho chiesto di riflettere appunto sui loro pensieri, sulle idee che spesso li investono, di immaginare la loro forma e il loro movimento e di scrivere senza preoccupazioni il risultato di queste considerazioni. Potevano usare i colori, far muovere le parole...insomma potevano creare la forma delle loro idee in modo assolutamente libero e giocoso. Ho messo una musica per riscaldare l'aria, l'incenso che mi sembra crei un'atmosfera rilassante, calda e intima e ...via!
E' stato meraviglioso!! Così come ciò che hanno prodotto, spettacolari immagini, narrate egregiamente da bambini che hanno tutto quello che occorre per essere dei veri e propri costruttori di storie (in allegato alcune storie).

Lorenzo: "Ci sono idee che sono come gechi che assumono il colore del luogo su cui si appoggiano e quando te ne accorgi loro sono già andati via e ti lasciano una scia di colore vano. Altre vengono covate e nascono come pulcini e allora tu puoi vederle e capirle. Altre sono scivolose e fredde come ghiaccio. Ci sono idee dure come un mattone inanimato che non si sposta e ti fa stare male con molti pensieri brutti e grigi".
Aurora: "Le idee sono un accumulo di lava che scende dalla montagna e quando si forma diventa un ciclone e ti spazza via immergendoti in un mare di idee e quando se ne va lascia una sensazione di fresco e caldo."
Vittoria: "Le idee secondo me hanno la forma di punti interrogativi ed esclamativi; dipende dalle idee. Se ce ne ho una ma non ne sono tanto convinta nella testa mi si illumina un punto interrogativo. Se invece so che con l'idea che ho farò un figurone mi si illumina un punto esclamativo!".
Matilde B. "Altre idee invece sono come angioletti che vedi volare per cinque secondi ma poi quando vuoi dire la tua ... puf!... gli angioletti sono già spariti e a te rimane un vuoto. (il testo continua nell'immagine)

Rico: "Le idee sono come fiori che spuntano quando viene primavera, come se nascesse un bambino. Possono nascere tanti pensieri anche da un seme piccolo piccolo e quando diventa un albero ha tantissime idee, più di quel seme perché le idee sono diverse. Si muovono leggermente come pulcini che nascono con un cuore dolce e tenero".
Lara: "Ci sono idee che di giorno non si vedono bene; ma di notte ti sembrano lanterne volanti, idee a forma di fata. Queste idee sono rare perché di notte tu vai a dormire, ma se rimani sveglio puoi acchiapparle come se fossero falene attratte dalla luce".
Matilde G.: "C'è un tipo di idea che arriva a mezzogiorno, grande e grossa, come un' ombra di un gigante che ha un passo forte, goffo e strambo. Ma appena ti giri è diventata una formica che o viene "spiaccicata" oppure se ne va. Ma appena una delle due cose accade ti rimane la sensazione di avere avuto un' ottima idea ma non ricordi quale".
Marica: "Ci sono idee a forma di nuvole, idee buone e cattive, persino tristi, che si spargono dappertutto. Ogni volta che qualcuno ha un'idea una nuvola sparisce e va a finire nella mente di chi ha avuto l'idea. Dopo essere stata usata quella nuvola-idea ritorna su senza che tu te ne accorga".
Teresa: "Ci sono idee a forma di albero, immobili come statue di ferro, idee che puoi vedere bene e studiarle. Poi ci sono idee come il sole, che ti appaiono solo di giorno e che di notte non puoi vedere; sono calde e appena le guardi ti bruciano gli occhi, però le puoi sentire, in un caldo abbraccio".

Simonetta Melchiorre, docente IC Viale Adriatico - Roma

"A scuola di narrazione" di Luisa Mattia Ed. Sonda
http://www.sonda.it/a-scuola-di-narrazione-2/
"Se all'improvviso la luna e le stelle..." di Georg Maag ed. L'Harmattan Italia
http://www.engheben.it/prof/interventi/sibissibis.htm
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