Torna nella homepage
 
Numero: 4 -Marzo 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 22 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

Via Monte Manno 23 00131 Roma

Articolo 'La formula è "Circonferenza di... >>>
Per visualizzare le sottoaree clicca sull'icona
Dalla redazione Dalla redazione
Editoriali Editoriali
Organizzazione Scolastica Organizzazione Scolastica
Integrazione Scolastica Integrazione Scolastica
Didattica Laboratoriale Didattica Laboratoriale
In diretta dalla Segreteria In diretta dalla Segreteria
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Organizzazione Scolastica 2 Organizzazione Scolastica
Pagina Integrazione Scolastica 3 Integrazione Scolastica
Pagina Didattica Laboratoriale 4 Didattica Laboratoriale
Pagina In diretta dalla Segreteria 5 In diretta dalla Segreteria

Ricerca avanzata >>>
La formula è "Circonferenza diviso 6,28"
Un giorno di laboratorio nella scuola elementare....
di Barbaresi Marga - Didattica Laboratoriale >>> Percorsi laboratoriali
Vorrei parlare di teatro, del teatro nella scuola, della sua importanza nella formazione del bambino, delle meccaniche di acquisizione di strumenti espressivi, della catarsi, del volo che libera la fantasia, del suo alto valore sociale.
Mi viene invece, non so perché, più naturale ora descrivere la mia giornata di lavoro nel laboratorio di scene e costumi.

A notte fonda riempio buste e borsoni di fogli di carta, di strisce di cartone, di nastri colorati e di qualche grande bottone.
E' mattino quando mi ritrovo sul treno che mi porta a Roma con queste buste gonfie e un borsone da cui escono tubi di cartone. Sembro una clochard, forse è questa l'impressione che lascio in chi mi è seduto accanto. Arrivo a scuola tutta trafelata dalla strada percorsa con il peso che mi porto appresso.
Sui banchi, al centro dell'aula messa a nostra disposizione, depongo tutto il materiale portato e mi preparo alla lezione. Entrano i ragazzi e subito sono lì a toccare quanto esposto su quei banchi al centro, senza capirne però la ragione.
...."Oggi faremo i cappelli....questo è il foglio su cui abbiamo trascritto le misure prese dalle teste dei vostri amici l'altro ieri..."
E inizia così un vortice di domande che si fanno tra loro e di rimando le fanno a me...
In quale epoca si deve ambientare la storia che si deve raccontare?.... Il cilindro è il cappello che più rappresenta quell'epoca...Il cilindro che forma ha?....
...E' un cilindro...come quella figura geometrica che l'altro giorno ci ha spiegato la maestra! Quindi ha una forma rotonda.
Se noi abbiamo preso le misure con la fettuccia, come possiamo fare il cerchio esatto?
Ti ricordi che la maestra ha detto che, se noi abbiamo la circonferenza e dobbiamo trovare il raggio, dobbiamo usare una certa formula che richiede una divisione?
Hai ragione...la formula è "Circonferenza diviso 6,28".
Allora, se Daniele ha una circonferenza di testa di cm. 54, per fare il cerchio interno della falda del suo cilindro dobbiamo usare la formula magica...
Ecco!... la divisione l'ho già fatta io: il raggio è di cm. 8,6. Prendiamo allora il compasso, apriamolo a cm. 8,6 mettiamolo sul cartone, tracciamo il cerchio e voilà la testa di Danielone...
...Ora capisco l'importanza della lezione di geometria dell'altro giorno, sembrava che la maestra ci stesse raccontando una cosa che galleggiava in aria, invece, guardate un po', con le formule di geometria che bei cappelli abbiamo creato e come calzano bene ai nostri compagni...


Suona la campanella e le tre ore del laboratorio sono passate veloci, come il vento quando soffia forte e si porta via dalle teste dei passanti i cappelli...
Ora l'aula è vuota mentre il vento soffia di fuori, sui tavoli ci sono ritagli di cartone, compassi ancora aperti, fogli con i calcoli sviluppati, e sono tutti lì, in fila, i cappelli realizzati.
Esco di scuola ora senza le buste e con il borsone vuoto, ma con il cuore colmo di emozione e nella mente mia si muovono ancora quelle mani che con un foglio di cartone sono riusciti a realizzare tanti cilindri che daranno vita, nel giorno dello spettacolo, ad una grande emozione.

Sul treno che mi riporta a casa già progetto la lezione seguente. I ritagli di stoffa colorata che ho da tempo accantonati saranno la materia da trasformare per realizzare costumi da abbinare ai cilindri già elaborati, ricercando tra gli avvenimenti di storia già studiati.
Una domanda verrebbe spontanea: ma come, prima i cappelli poi i vestiti?
...Mio nonno la mattina quando si alzava dal letto, la prima cosa che indossava era il cappello poi i pantaloni, scarpe, camicia e giacca e infine il mantello.
Ho una foto di lui dove mi appare un uomo distinto e...bello.
Forse è questo ricordo che mi spinge a fare e insegnare teatro, dove non importa che ci si inizi a vestire, non dalle scarpe ma dal cappello...

Marga Barbaresi - Scenografa
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional