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n.13 maggio 2011
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La funzione delle attività "outdoor"
Una riflessione sulla Natura
di Agolino Simona Loretta - Didattica Laboratoriale
Invitate i ragazzi a riflettere sui principi generali di sostenibilità dell'ambiente.
La funzione fondamentale delle attività "outdoor" (in natura) è quella di fornire a ragazzi ed insegnanti la possibilità di vivere esperienze che oggi, a scuola, sono difficili da svolgere. Ho già raccontato su questa rivista la mia esperienza formativa fatta grazie al corso organizzato dalla Provincia di Roma Settore 1 Ambiente Aree Protette e Parchi Regionali.
L'ambiente scolastico deve offrire occasioni di socializzazione, responsabilizzazione individuale e di gruppo, intenzione e scoperta, acquisizione di nuove competenze, stimolo alla creatività. Tra i vari oneri spettanti alla scuola -culturali, psicologici, educativi- spetta anche quello dell'educazione ad un corretto rapporto con l'ambiente, in quanto la famiglia ed il contesto abitativo non sono più in grado di gestire questo apprendimento.
Si ottiene poco successo in campo educativo se i comportamenti che si evidenziano nei ragazzi con deficit relativi alla sfera socio -affettiva - relazionale sono affrontati soltanto con le attività "più tradizionali" dalla scuola.
Infatti, le relazioni socio-affettive influenzano in maniera determinante lo stato di benessere o di malessere dei giovani. Questa dimensione è il più delle volte messa in secondo piano dalla scuola che spesso, inconsapevolmente, non riesce a cogliere il disagio degli alunni, occupandosi di fatto dei loro successi e fallimenti su di un piano puramente cognitivo.

Il disagio giovanile si fonda molto spesso sull'impossibilità di comunicare con gli altri, quindi nella scuola è necessario trovare momenti in cui i ragazzi non vengano solo controllati e valutati, ma lasciati liberi di esprimersi e raccontarsi, di ascoltarsi e conoscersi, in contesti diversi dal consueto schema insegnamento-apprendimento.
In questo modo coloro che hanno maggiori difficoltà a stabilire legami sociali costruttivi, a controllare i sentimenti negativi e ad acquisire una adeguata autostima potranno migliorare il loro atteggiamento nei confronti della scuola e degli altri.

Il crescente bisogno di contatto con la Natura, di cui sentiamo tutti la necessità, fa sì che attuare programmi di educazione ambientale fin dai primissimi anni scolastici sia di fondamentale importanza. Se i programmi sono poi finalizzati non solo alla conoscenza dell'ambiente naturale che ci circonda, ma anche a rendere la scuola un luogo di aggregazione e socializzazione, l'obiettivo sarà stato raggiunto.

Intelligenza, forza, costanza, propensione verso gli altri e il mondo esterno, solidarietà, coraggio, sono qualità e sentimenti che possono essere scoperti e riscoperti nel rapporto con gli elementi della natura e divenire patrimonio umano,che può servire a far progredire il bambino insieme con i suoi simili.

La prossima sfida sarà applicare questa conoscenza a livello pratico.
L'utilizzo di giochi psicologici in gruppo può avere più di uno scopo: far sperimentare ai partecipanti una particolare forma di apprendimento; fornire un primo livello di stimolo; attivare processi che consentono di prendere consapevolezza di dimensioni intrapsichiche e relazionali; facilitare infine l'acquisizione di nuovi modi di sentire e relazionarsi e, quindi, di pensare.
Molti dei giochi psicologici di gruppo sono adatti ai ragazzi e possono essere eseguiti a scuola.
Dato che i docenti si trovano spesso ad affrontare l'apatia, l'aggressività, l'instabilità, l'iperemotività tipiche dell'età dello sviluppo, e visto che nel processo di apprendimento vi è una stretta interrelazione tra il settore cognitivo e quello affettivo, possedere gli strumenti che promuovano il benessere psico-emotivo dei propri allievi sarà di valido aiuto all'insegnante.
Come si vede siamo di fronte agli stessi obiettivi di fondo dell'insegnamento, in cui alla lezione frontale impartita da un insegnante ad un insieme non omogeneo di individui isolati, si contrappone la cooperatività di un gruppo coeso in cui l'insegnante funge da animatore/stimolatore che guida gli alunni a produrre, verificare, valutare e riflettere sulle proprie attività.

Mi auguro che questa mia piccola riflessione aiuti tutti noi docenti ad aiutare i nostri alunni verso questa direzione: facciamo amare la Natura e forse avremo una speranza di un futuro con Essa!

Simona Loretta Agolino, Giurista, Docente presso la scuola "2 ottobre 1870", I. C. Piazza Borgoncini Duca, Roma
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